Dopo il monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità, la mappa dell'Italia divisa in tre colori a seconda del rischio legato all'emergenza coronavirus sta per cambiare. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, sta infatti per firmare due nuove ordinanze che entreranno in vigore a partire da domani, domenica 24 gennaio: passano in zona arancione la Sardegna e la Lombardia, che però è un caso a parte. L'Iss, a riguardo, ha stilato una relazione tecnica che accoglie la rettifica dei dati inviati dalla stessa Regione: c'era un errore nel calcolo dell'indice Rt per cui migliaia di persone guarite sono state conteggiate tra i positivi, restituendo un quadro di altissima circolazione del virus.

L'ultimo monitoraggio dell'Iss

Nell'ultimo monitoraggio dell'Iss gli esperti della cabina di regia sottolineato come a livello nazionale l'Rt, l'indice di trasmissibilità, sia finalmente tornato sotto quota 1, cioè sotto la soglia di rischio. Questo indice è ora fissato a 0,97, da 1,09 di venerdì scorso. Si assiste quindi all'effetto delle chiusure natalizie e alla successiva entrata di molte Regioni nell'area con più chiusure e restrizioni (mentre prima delle festività quasi tutta Italia si trovava in zona gialla). Con questo l'Iss però non vuole affatto dire che ora si possa abbassare la guardia. Infatti sottolinea come ci troviamo ancora "in una fase delicata con un rapido aumento dei casi possibile senza misure".

La mappa dell'Italia ora

Al momento la mappa dell'Italia è divisa in questo modo. In area gialla si trovano Basilicata, Campania, Molise, Toscana, Provincia autonoma di Trento e Sardegna, che però si appresta a passare in zona arancione, andando così ad aggiungersi ad Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto. In area rossa per ora ci sono la Sicilia, Provincia autonoma di Bolzano e Lombardia, che però a breve passerà in zona arancione.

L'errore sull'Rt in Lombardia

A differenza di altri cambi di colore, in questo caso non c'è stata una grossa variazione nella situazione epidemiologica regionale: piuttosto, è stato segnalato un errore che aveva posto la Lombardia in una fascia di rischio non adeguata. Questo riguardava l'Rt, tra l'altro in controtendenza rispetto a tutti gli altri parametri presi in considerazione dagli esperti nel calcolo dei livelli di rischi. Non era chiaro come la Regione potesse avere un Rt elevatissimo, a 1,4, mentre i ricoveri negli ospedali, ad esempio, rimanessero stabili e sotto soglia. Il problema era che il numero di casi su cui questo indice veniva calcolato fosse sovrastimato: e questo accadeva perché venivano conteggiati tra i positivi anche moltissimi guariti.

Nei database della Regione i dati di moltissime persone che venivano registrate all'inizio dei sintomi non venivano poi aggiornati nel momento della guarigione. Ora, nella relazione inviata ieri dalla Regione alla cabina di regia si sottolinea come "i dati forniti dalla Lombardia cambiano il numero di soggetti sintomatici notificati dalla stessa Regione" per cui "si rende necessaria una rivalutazione" della zona rossa. Che dovrebbe arrivare a breve con l'ordinanza del ministro Speranza.