Rottamazione cartelle estesa a Tari, Imu e multe stradali: riapertura termini e platea allargata nel dl fiscale

L'adesione alla rottamazione quinquies, i cui termini per aderire sono scaduti lo scorso 30 aprile, non è stata un successo. Anche se un bilancio sulla definizione agevolata delle cartelle esattoriali potrà essere attendibile quando saranno a disposizione i dati sugli 1,8 milioni di contribuenti che hanno presentato domanda.
In queste ore si sta comunque discutendo della possibilità di riaprire i termini per la rottamazione delle cartelle e di allargare la platea, con una misura che porterebbe a un recupero dei debiti locali (esclusi dalla precedente sanatoria che si concentrava soprattutto sui tributi verso lo Stato) come Imu, Tari, bollo auto e multe del Codice della Strada. L'ipotesi, sotto forma di emendamento, ha ricevuto l'ok del Mef nell'ambito dell'esame delle richieste di modifica presentate al decreto fiscale che è in questi giorni sottoposto in commissione Bilancio al Senato, in vista delle votazioni e dell'approvazione definitiva a entro il prossimo 26 maggio.
Cosa cambierebbe con la nuova rottamazione delle cartelle
Ai fini di un maggior recupero dei crediti fiscali, la rottamazione quinquies offre ai contribuenti la possibilità di regolarizzare i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate e Riscossione tra il 1 gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, pagando solo la quota capitale e le spese di notifica. Il piano di pagamento prevede fino a 54 rate bimestrali, per una durata complessiva di circa 9 anni.
Le prime tre scadenze del piano rateale sono fissate al 31 luglio 2026, 30 settembre 2026 e 30 novembre 2026. A partire dal 2027 e fino alla cinquantunesima rata, i pagamenti dovranno essere effettuati ogni anno entro il 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre. Le ultime tre rate saranno invece dovute rispettivamente il 31 gennaio 2035, 31 marzo 2035 e 31 maggio 2035.
Con questa sanatoria il governo aveva l'obiettivo di recuperare circa 9 miliardi di euro. Ma il tasso di adesione al provvedimento è stato scarso: solo il 23% rispetto alla platea potenziale, una percentuale che vale in tutto meno di 2 miliardi di euro. Da qui l'idea di estendere la rottamazione alle somme dovute ai Comuni.
In base all'ultima manovra, i Comuni hanno già la possibilità di procedere con una propria rottamazione, ma devono occuparsene autonomamente. Le difficoltà di gestione ne hanno ridotto la portata, e per questo si punta a coinvolgere direttamente l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, creando un sistema più semplice.
A spingere per questa soluzione è stata soprattutto l'Anci, l'Associazione nazionale dei Comuni d’Italia . Ne ha parlato nelle scorse settimane in audizione in Parlamento il delegato Anci alla finanza locale e sindaco di Novara Alessandro Canelli, indicando come prioritario un intervento per risolvere le criticità riscontrare dagli enti locali, chiedendo di "coinvolgere direttamente l’Agenzia e consentire anche ai Comuni di accedere alla rottamazione. La nostra proposta è semplice: estendere la rottamazione anche ai crediti degli enti locali affidati all’Agenzia, con un modello uniforme e sostenibile".
Quali tributi verrebbero inclusi nella nuova rottamazione
Se la misura venisse inclusa nel decreto fiscale, i crediti coperti sarebbero quelli affidati dagli enti territoriali all'AdeR tra il 1 gennaio del 2000 e il 31 dicembre del 2023. Ecco i tributi locali che verrebbero inclusi nella nuova sanatoria:
- Imu;
- Tari;
- bollo auto;
- multe stradali;
- altri tributi comunali e regionali.
Come funzionerebbe la nuova rottamazione delle cartelle
Ogni Comune potrebbe decidere autonomamente se aderire o meno alla sanatoria. I Comuni che sceglieranno di aderire dovranno comunicarlo all’Agenzia entro e non oltre il prossimo 30 settembre. In sostanza l'impianto ricalcherebbe quello della rottamazione statale: il pagamento delle somme dovute tramite adesione agevolata permetterebbe ai contribuenti debitori di evitare l’applicazione delle sanzioni e degli interessi che normalmente entrerebbero nell'importo finale da versare. Resterebbero da pagare le spese di notifica ed eventuali costi procedurali.