Altre Regioni potrebbero presto passare alla zona arancione, inasprendo restrizioni e divieti in vigore. Si tratta di Campania, Veneto, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia. Sono questi i territori nel mirino dell'Istituto superiore di sanità, che ha chiesto tempestivamente un intervento più incisivo per frenare la diffusione dell'epidemia di coronavirus. Già ieri si attendeva una risposte per quanto riguarda la Campania, in cui continua ad essere alto il livello di allerta. Si ipotizzava anche che questa potesse direttamente passare a essere zona rossa. In serata, tuttavia, la Regione di Vincenzo De Luca rimaneva ancora in zona gialla. Ma nuove decisioni potrebbero arrivare già in giornata e non riguardare più solo la Campania.

Al momento Campania, Veneto, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia rimangono quindi nell'area con le norme anti-Covid più blande, ma le cose potrebbero cambiare già nelle prossime ore. Secondo la prima ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, dopo il Dpcm dello scorso 3 novembre con cui si è diviso il Paese in tre zone di rischio, solo due Regioni facevano parte della zona arancione, Puglia e Sicilia. La mappa delle tre aree, gialla, arancione e rossa, non sarebbe dovuta cambiare almeno per 14 giorni, ma lunedì il ministro era intervenuto nuovamente e aveva deciso di far passare anche Liguria, Toscana, Abruzzo, Basilicata e Umbria nella zona arancione.

Cosa cambia per le Regioni in zona arancione

Se anche queste altre quattro Regioni dovessero entrare in zona arancione, che cosa cambierebbe? Rimarrebbero comunque valide tutte le restrizioni già in vigore nella zona gialla, quindi il coprifuoco dalle 22 alle 5 e la chiusura di palestre, piscine, mostre e musei. Ma verrebbero introdotte delle limitazioni alla mobilità, per cui non sarebbe possibile entrare e uscire dalla Regione o lasciare il proprio Comune se non per ragioni di lavoro, salute o urgenza. Bar e ristoranti non potrebbero più rimanere aperti alle 18, ma si troverebbero a dover chiudere e lavorare solo con asporto e consegne a domicilio.

Conte: "Lavoriamo per evitare lockdown totale"

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, lo aveva già detto firmando l'ultimo Dpcm: con la divisione dell'Italia in zone di rischio si sta cercando di evitare il lockdown totale. "La curva sta salendo, ma mi aspetto che nei prossimi giorni, anche per effetto delle nostre misure, cominci a flettere", ha aggiunto in un'intervista con La Stampa. "Dobbiamo aspettare e tenere i nervi saldi, stringere  i denti perché i servizi sanitari sono diffusamente sotto stress. Il lockdown generalizzato non può essere la nostra prima scelta, avrebbe costi troppo elevati, significherebbe dire al Paese che non abbiamo una strategia. E invece noi una strategia ce l'abbiamo, e ci aspettiamo che dia risultati a breve", ha proseguito Conte. Chiedendo piena collaborazione ai cittadini e annunciando che il governo è pronto ad aumentare i ristori anche nel 2021, anno nel quale ci sarà anche un ulteriore scostamento di bilancio.