Quota 100, misura varata dal governo Lega-M5s verrà archiviata. Lo ha annunciato ieri il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, spiegando che" è progetto triennale di riforma che veniva a supplire a un disagio sociale che si era creato. Non è all'ordine del giorno un rinnovo", ha detto al Festival dell'Economia. Come ha spiegato oggi anche il ministro Boccia "La fine era già prevista dalla norma del governo gialloverde. Ci confronteremo con le parti sociali e sicuramente ci saranno distinzioni tra lavori usuranti e non, come già accaduto in passato".

Quota 100, che permette di andare in pensione con 62 anni d’età e 38 di contributi, non sarà più in vigore il 31 dicembre 2021. Come potrebbero dunque cambiare le pensioni dal 2022? Il governo sta studiando possibili misure alternative al raggiungimento dei 67 anni di età necessari per accedere alla pensione di vecchiaia. Per il momento si tratta soltanto di ipotesi. Il nuovo meccanismo, secondo quanto riporta il ‘Corriere della Sera', potrebbe prevedere una soglia di accesso alla pensione a 63-64 anni con 38-39 anni di contributi, con l'introduzione di penalizzazioni legate al calcolo contributivo. La ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo farà partire un negoziato con i sindacati, nel quale verranno discusse le misure che entreranno nella manovra per il 2021. Come scrive Enrico Marro sul ‘Corriere della Sera' non ci saranno molte novità nella manovra "perché non è intenzione del governo entrare in rotta di collisione con la Commissione europea, preoccupata per l’andamento prospettico della spesa pensionistica in Italia, mentre si è in attesa di rendere operativo il Recovery fund col quale l’Europa dovrebbe mettere a disposizione del nostro Paese 209 miliardi tra prestiti e trasferimenti".

"Allo studio – ha dichiarato la ministra pentastellata – ci sono delle misure di staffetta generazionale o di contratto di solidarietà espansiva, che aiutano i giovani all'inserimento lavorativo e accompagnano in uscita il lavoratore anziano".

Proroga di Ape sociale e Opzione Donna

Intanto si dovrebbero essere prorogate Ape sociale e Opzione donna. I sindacati chiedono una proroga dell’Ape sociale 2021, con un allargamento dei beneficiari alle attività cosiddette gravose o usuranti e ai lavori più esposti al rischio del contagio da coronavirus. Tra le altre richieste, l’estensione della possibilità di accesso alla pensione precoce per tutti i lavoratori per i quali si ipotizza l’estensione dell’Ape Sociale. Nella proroga potrebbe rientrare anche un allentamento dei requisiti d’accesso, in particolare a favore dei lavoratori discontinui che spesso si vedono respinta la domanda perché non hanno raggiunto il minimo per la Naspi, indennità di disoccupazione.

Prolungamento possibile anche per Opzione Donna, la formula che permette alle lavoratrici dei settori sia pubblico che privato di richiedere la pensione anticipata, attraverso un assegno calcolato esclusivamente sulla base dell’età contributiva. Con questa misura le lavoratrici possono andare in pensione anticipatamente se hanno raggiunto 35 anni di contributi entro una certa data. Nel caso di proroga le lavoratrici nate entro il 31 dicembre 1962 e le lavoratrici autonome nate entro il 31 dicembre 1961, con almeno 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2020, potranno accedere alla pensione anticipata.

Quota 41

Altra ipotesi sul tavolo è  Quota 41, cioè l'uscita dal lavoro e il diritto alla pensione con 41 anni di contributi al di là dell’età anagrafica. Tradotto: ci si potrà ritirare dal lavoro a 41 anni a prescindere dal livello di anzianità.