La nave della Guardia Costiera Gregoretti è ormeggiata al porto di Augusta, in Sicilia, in attesa che dal ministero dell'Interno giunga il via libera allo sbarco dei 131 migranti salvati in acque internazionali tra giovedì e venerdì. La conferma è arrivata dal ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli, che in una nota ha commentato il trasferimento da Catania, avvenuto in nottata: "La Gregoretti ha ormeggiato al porto di Augusta, come è normale che sia per una nave militare. Ora l'Unione Europea risponda, perché la questione migratoria riguarda tutto il continente".

Dal ministero dell'Interno però tutto tace e non vi è il via libera da parte di Matteo Salvini allo sbarco dei 131 migranti ancora a bordo (nei giorni scorsi sono state effettuate alcune evacuazioni per motivi sanitari, l'ultima ha riguardato una donna incinta e il suo nucleo familiare). A tutti gli effetti, quello della Gregoretti è un nuovo caso Diciotti: una nave militare italiana cui viene impedito di sbarcare naufraghi salvati grazie a un intervento coordinato dalle autorità italiane.

Uno stallo determinato dalla decisione del governo italiano di attendere che gli Stati europei manifestino disponibilità ad accogliere i migranti a bordo della Gregoretti: solo in quel caso, ha spiegato Matteo Salvini, il ministero dell'Interno autorizzerà lo sbarco. Linea condivisa anche dagli altri membri del governo, anche se non ci sono ancora notizie di trattative avviate in sede diplomatica per la soluzione della vicenda.

Ricordiamo che negli ultimi giorni, complici le condizioni favorevoli del mare, le partenze dalla Libia e dalla Tunisia sono aumentate in modo sensibile. Nella notte tra venerdì e sabato, un barcone con circa 90 profughi sudanesi è stato agganciato e riportato in Libia: intervento seguito a breve distanza da altri tre soccorsi che hanno riguardato circa 200 persone. L'assenza di navi delle organizzazioni umanitarie in quel tratto di mare, inoltre, rende più complesse le operazioni di sorveglianza e salvataggio dei barconi, ora completamente affidate alle poche motovedette della Guardia Costiera libica.