Modello 730 2026, le novità sulle detrazioni: dai bonus fiscali al tetto sopra i 75mila euro

È tornata la stagione della dichiarazione dei redditi. Per dipendenti e pensionati, sul sito dell'Agenzia delle Entrate è già disponibile il Modello 730 precompilato 2026, che permette di scoprire quanti soldi bisogna versare (o quanti se ne riceveranno, in caso di credito) dal Fisco. Dal 14 maggio in poi la dichiarazione si potrà eventualmente modificare e inviare direttamente all'Agenzia: la scadenza ultima per farlo, come sempre, è fissata al 30 settembre.
Da quest'anno scattano diverse novità per i contribuenti. Le aliquote restano le stesse dello scorso anno, ma entra in vigore la limitazione per le detrazioni oltre i 75mila euro di reddito. E per alcuni dei bonus fiscali più utilizzati, come quelli edilizi, cambiano le condizioni. Ad esempio, il bonus ristrutturazioni vale il 50% della spesa solo per i lavori effettuati lo scorso anno sulla prima casa.
Le aliquote Irpef per la dichiarazione dei redditi 2026
Come detto, le aliquote Irpef per la dichiarazione dei redditi 2026 rimangono le stesse pagate lo scorso anno, ovvero:
- chi dichiara fino a 28mila euro paga il 23%;
- per le somme tra 28mila e 50mila euro si paga il 35%;
- per le somme oltre i 50mila euro si paga il 43%.
Si è molto parlato della riforma che ha ridotto il secondo scaglione dal 35% al 33%, ma questa è arrivata solo nella scorsa legge di bilancio. Perciò è valida per i redditi di quest'anno, che finiranno nella dichiarazione del 2027. Su questo fronte perciò non ci sono novità, mentre dal prossimo anno si vedranno gli effetti della riforma.
Va ricordato che, come l'anno scorso, chi supera i 50mila euro di reddito avrà una limitazione per ‘cancellare' i benefici della precedente riforma fiscale. In pratica, le detrazioni fiscali vengono abbassate di 260 euro: quella somma va pagata comunque, anche se dovrebbe essere scalata, ad esempio per l'uso di bonus edilizi. Questo taglio esclude le spese sanitarie, che restano del tutto detraibili.
Il nuovo tetto sopra i 75mila euro di reddito
Una novità che si applica da quest'anno è per chi supera i 75mila euro di reddito dichiarato. Chi si trova in questa fascia di reddito, infatti, oltre a subire il ‘taglio' di 260 euro, avrà un tetto massimo di detrazioni che non può superare. Vi rientrano le detrazioni per la scuola o l'università, quelle edilizie, quelle per il mutuo o l'affitto e così via. Sono escluse però le spese per la casa o per le assicurazioni, se sono legate a contratti stipulati prima del 2025 (cioè prima di questa riforma). E anche in questo caso non vengono toccate le spese sanitarie.
I limiti si calcolano partendo da una soglia base, e poi tenendo conto del numero di figli. Le soglie base sono due:
- Da 75mila a 100mila euro di reddito: spese detraibili al massimo fino a 14mila euro
- Oltre i 100mila euro di reddito: spese detraibili al massimo fino a 8mila euro
Dopodiché, come detto, entra in gioco il numero di figli a carico. Solo chi ha tre o più figli a carico (o almeno un figlio con disabilità), infatti, può godere dell'intera somma. Chi non he ha nessuno deve dimezzarla. Il meccanismo è questo:
- Nessun figlio a carico: 50% della soglia base (rispettivamente 7mila euro e 4mila euro)
- Un figlio a carico: 70% della soglia base (9.800 euro e 5.600 euro)
- Due figli a carico: 85% della soglia base (11.900 euro e 6.800 euro)
- Tre o più figli a carico: 100% della soglia base.
Le novità su bonus edilizi e per la scuola
Più di un bonus si ritrova ad avere regole diverse rispetto allo scorso anno. Spesso non è semplice stare dietro alle riforme, anche perché si applicano un anno dopo: le novità varate per il 2025 fanno sentire adesso i loro effetti nella dichiarazione dei redditi. Dunque, è utile fare un punto della situazione.
Per il bonus ristrutturazione, ad esempio, lo sconto fiscale vale il 50% per i lavori effettuati lo scorso anno solo se hanno riguardato la prima casa. Invece, per le seconde abitazioni, la detrazione vale solo il 36% della spesa. Il tetto massimo di spesa è comunque di 96mila euro per ciascuna abitazione interessata dai lavori.
Sempre restando in tema casa, il bonus mobili non cambia: fino a 5mila euro si possono scalare, con uno sconto del 50%, per quelli acquistati nell'ambito di lavori di riparazione; la detrazione si deve scalare in un periodo di dieci anni. Per quanto riguarda l'Ecobonus, rivolto ai lavori che migliorano la classe energetica (o interventi antisismici, o installazione di pannelli fotovoltaici), lo sconto fiscale è al 65%. Anche in questo caso, il rimborso fiscale avverrà nel corso di dieci anni, con dieci rate uguali.
Infine, i bonus fiscali per le spese scolastiche. Qui l'importo massimo è più alto rispetto agli scorsi anni: fino a mille euro. Si ricorda che in questa casella si possono inserire le spese per la frequenza delle scuole pubbliche o paritarie private, dalla scuola dell'infanzia alle superiori; è incluso anche l'eventuale costo della mensa.