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730 precompilato 2026: come ridurre i controlli del Fisco accettando la dichiarazione senza modifiche

Dal 30 aprile 2026 sarà disponibile il 730 precompilato con i dati fiscali già inseriti dall’Agenzia delle Entrate. Accettarlo senza modifiche può ridurre i controlli documentali, mentre eventuali correzioni comportano verifiche più approfondite. Ecco tutto quello che c’è da sapere.
A cura di Francesca Moriero
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Dal prossimo 30 aprile i contribuenti potranno accedere al modello 730 precompilato, la dichiarazione dei redditi già pronta con una serie di informazioni inserite direttamente dall'Agenzia delle Entrate. Si tratta di un sistema sempre più completo che raccoglie dati provenienti da banche, assicurazioni, INPS, farmacie e strutture sanitarie, con l'obiettivo di semplificare la compilazione e ridurre gli errori. Ma il vero punto centrale riguarda i controlli: in alcuni casi, infatti, chi accetta il modello così com'è può evitare verifiche documentali, mentre chi modifica i dati si espone a controlli più approfonditi. Ecco tutto quello che c'è da sapere.

730 precompilato, le informazioni già inserite nel modello per la dichiarazione dei redditi

Il 730 precompilato arriva al contribuente con molte informazioni già inserite. Nel modello trovano spazio, ad esempio, le spese sanitarie registrate tramite tessera sanitaria, i contributi previdenziali, le spese universitarie, i premi assicurativi e anche gli interventi edilizi o di riqualificazione energetica pagati con bonifico. Negli ultimi anni il sistema si è ampliato ulteriormente, includendo anche nuove tipologie di spese come quelle per attività sportive dei figli minorenni e alcune prestazioni professionali in ambito sanitario e psicologico. L'idea di fondo è sostanzialmente quella di offrire una dichiarazione il più possibile vicina alla realtà del contribuente, riducendo così il numero di operazioni manuali.

Quando si riducono i controlli del Fisco sul modello 730

Il vantaggio più importante riguarda chi decide di accettare il modello senza modificarlo. In questo caso, infatti, le spese e i dati trasmessi dai soggetti terzi non vengono sottoposti a controlli documentali approfonditi. Il motivo è semplice: queste informazioni provengono direttamente da enti considerati affidabili, come banche, assicurazioni, farmacie, INPS o strutture sanitarie. Questo non significa che il Fisco rinunci a ogni verifica, ma che la posizione del contribuente è più "protetta" sul piano documentale. In altre parole, non sarà necessario conservare scontrini, ricevute o certificazioni relative ai dati già presenti nel modello.

Controlli del Fisco maggiori se il contribuente decide di intervenire sulla precompilata

La situazione cambia se il contribuente decide di intervenire sul 730 precompilato. Significa che anche una semplice correzione può far scattare un livello di attenzione più alto da parte dell'Agenzia delle Entrate. In questi casi, infatti, non è più sufficiente fare affidamento sui dati trasmessi da terzi: il contribuente deve essere in grado di dimostrare con documenti validi le modifiche apportate. Significa, ad esempio, che se si aumenta o si riduce una spesa sanitaria, sarà necessario conservare tutte le ricevute che giustificano la variazione.

Il supporto dei professionisti e il visto di conformità

Per chi preferisce evitare errori o incertezze, resta comunque sempre la possibilità di rivolgersi a CAF o commercialisti. In questi casi viene applicato il cosiddetto visto di conformità, che non è altro che un controllo "formale" che certifica la correttezza della dichiarazione. Questo passaggio non elimina del tutto le responsabilità del contribuente, ma le distribuisce anche sul professionista che ha assistito nella compilazione.

Le parti da compilare sempre

È importante sapere che anche nel caso in cui si accetti integralmente il modello senza modifiche, non tutto è però automatico. Rimane infatti obbligatorio indicare la destinazione dell'8, 5 e 2 per mille dell'Irpef, una scelta che ogni contribuente deve effettuare prima dell'invio definitivo della dichiarazione.

Scadenze e tempi della precompilata

Il calendario del 2026 segue tempistiche ormai consolidate: dal 30 aprile sarà possibile consultare il modello, dal 15 maggio si potrà procedere con modifiche o invio, mentre la scadenza finale è fissata al 30 settembre.

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