730 precompilato 2026: cosa cambia e a cosa prestare attenzione

Tra nuove detrazioni e qualche stretta, il Modello 730 introduce quest’anno diverse novità per milioni di cittadini. Dall’IRPEF a 3 aliquote al ruolo cruciale del 5×1000, ecco cosa sapere sulla scadenza fiscale più importante dell’anno.
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Si sa, la primavera è anche la stagione della dichiarazione dei redditi: a partire dal prossimo 30 aprile, infatti, il Modello 730/2026 (relativo ai redditi del 2025) sarà consultabile dal portale dell'Agenzia delle Entrate e potrà essere trasmesso fino al 30 settembre. Ormai la dichiarazione dei redditi non è più una mission impossibile, il precompilato affida al Fisco il compito della raccolta dei dati, mentre il contribuente in pochi click deve solo verificarli e confermarli. Le novità del 2026 sono diverse, ma quello che non cambia è il 5×1000: uno strumento importantissimo che permette di destinare una quota delle tasse già dovute a enti benefici e ricerca scientifica.

Come funziona il 730 precompilato

Questo modello, principalmente rivolto a lavoratori dipendenti e pensionati, è di fatto una dichiarazione dei redditi già pronta. Per visionarla, basta accedere alla propria area riservata del portale dell'Agenzia delle Entrate, controllare che tutte le informazioni siano corrette, integrare eventuali mancanze e infine inviare la dichiarazione. Accettando il modello senza modifiche si riducono controlli successivi, ma bisogna tener presente che spesso le spese detraibili o deducibili non vengono inserite automaticamente, e allora bisogna intervenire per non perdere rimborsi.

Alcune delle novità del 2026

Come per lo scorso anno, anche nel 2026 si conferma la riforma dell'IRPEF con il sistema a tre aliquote, tuttavia il secondo scaglione è stato ridotto dal 35% al 33%, garantendo un piccolo risparmio per i redditi medio-bassi. Per i redditi oltre i 75mila euro invece c'è una stretta sulle spese detraibili, che non vengono più riconosciute integralmente ma ridimensionate con l'aumentare del reddito. Tra le altre cose, quest'anno sono abolite le detrazioni per i figli a carico con più di 30 anni (se non disabili), ma viene invece innalzato a 1000 euro il limite massimo detraibile per le spese scolastiche.

Il 5×1000 che fa la differenza

In mezzo a detrazioni, limiti e nuove regole, il 5×1000 resta una certezza del sistema fiscale. Questa quota dell'IRPEF rappresenta lo 0,5% delle tasse già dovute (il 5 per mille, appunto), che possiamo decidere di indirizzare verso le cause che ci stanno più a cuore.

Firmare fa una grande differenza per realtà come Fondazione Telethon, che dal 1990 sostiene la ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare. Anche grazie al 5xmille devoluto ogni anno dai contribuenti, Fondazione Telethon è riuscita a studiare 661 malattie genetiche, finanziare 3118 progetti di ricerca, e trattare 161 bambini grazie alle terapie geniche sviluppate dai suoi ricercatori. Un traguardo importante, ma c’è ancora tanto da fare, visto che per il 95% circa delle malattie rare ad oggi non esiste una cura definitiva, e l'unica speranza per milioni di bambini resta la ricerca scientifica.

Destinare il 5×1000 a Fondazione Telethon è semplice: sul Modello 730 precompilato basta andare alla sezione "Scelte 8, 5 e 2 per mille", selezionare il riquadro "Finanziamento della ricerca scientifica e dell'università", inserire il codice fiscale 04879781005 e firmare.

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