Migranti, Lamorgese: “Procediamo a trasferimenti da Calabria e Sicilia, in arrivo navi quarantena”

Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, risponde al question time alla Camera sulla questione degli sbarchi avvenuti negli ultimi giorni in Calabria e Sicilia. Lamorgese ricorda che è stato fatto un bando per predisporre nuovi navi quarantena per i migranti e, allo stesso tempo, assicura che si sta procedendo allo spostamento dei migranti arrivati in questi giorni a Lampedusa per distribuirli su tutto il territorio nazionale. Il ministro parla in primis dei migranti sbarcati a Roccella Jonica, in Calabria, il 10 luglio: “Per i migranti sbarcati è stato disposto il prelievo del tampone per verificare eventuali situazioni di contagio e prevedendo la sorveglianza sanitaria obbligatoria di 14 giorni in strutture idonee”.
Migranti, gli sbarchi in Calabria e Sicilia
Sono stati 13 i migranti positivi asintomatici trasferiti da Amantea all’ospedale militare del Celio di Roma. Mentre altri 5 si trovano a Roccella Jonica e 8 a Bova: “Sono in quarantena e in regime di sorveglianza rafforzata”. Per quanto riguarda la situazione di Lampedusa, Lamorgese spiega: “Si segnala che ai migranti viene effettuato il test sierologico. Già oggi si sta procedendo al trasferimento di almeno 200 migranti a Porto Empedocle per essere poi trasferiti sul territorio nazionale e domani ci saranno altri 100 trasferimenti”, per arrivare a un graduale e programmato svuotamento dell’hotspot dell’isola.
Il bando per le navi quarantena
Lamorgese ricorda la pubblicazione, il 14 luglio, di un nuovo avviso per le navi da predisporre alla sorveglianza, in regime di quarantena, dei migranti. Le navi, in pratica, su cui i migranti osserveranno la quarantena una volta sbarcati in Italia. La procedura è accelerata e si concluderà entro il 16 luglio. Intanto, spiega ancora il ministro, “la Moby Zazà continuerà a essere impiegata per la quarantena, con una strategia che prevede diversi interventi per affrontare la situazione con massima attenzione per la tutela sanitaria dei cittadini, in particolare nelle Regioni più esposte”. In questa strategia rientra anche l’ipotesi, applicata per i migranti che si trovavano ad Amantea, di trasferirli per il periodo di quarantena negli ospedali militari.