Un appello al ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, per ritirare la circolare di Salvini che impedisce ai richiedenti asilo di iscriversi all’anagrafe comunale. A rivolgerlo sono i giuristi dell’associazione Italia Stato di Diritto durante una conferenza stampa alla Camera. L’impedimento per i richiedenti asilo è contenuto nel primo decreto sicurezza che il governo, a dispetto degli annunci, non ha ancora modificato. È Simona Viola, fondatrice dell’associazione, a spiegare: “Senza certificato di residenza una persona non può iscriversi a scuola, stipulare un contratto di lavoro e di affitto, accedere alle politiche sociali e attive del lavoro, non può prendere la patente, non si può aprire un conto bancario, spingendo quindi a fenomeni di illegalità tante persone che presenti legalmente nel nostro Paese”.

Viola fa riferimento a “una trentina di sentenze dei tribunali che hanno detto che quello all’anagrafe è un diritto e che questa interpretazione è incostituzionale”. In conferenza stampa la presidente dell’associazione si rivolge alla titolare del Viminale: “Denunciamo il fatto che il ministro dell'Interno Lamorgese non abbia ancora ritirato la circolare che interpreta in senso restrittivo la norma del primo decreto sicurezza, sulla cui base i richiedenti asilo non posso chiedere l'iscrizione anagrafica. Questa situazione comporta che migliaia di persone in Italia, richiedenti asilo, non possono iscriversi all'anagrafe prima che sia definita la loro richiesta: niente scuola, niente contratti di lavoro, niente conti correnti, niente prestazioni sociali. E poi ci lamentiamo di fenomeni come il caporalato…”.

La scelta del ministro viene considerata “incomprensibile” dall’associazione perché “sono già moltissimi i tribunali che in Italia hanno sentenziato in senso difforme da quanto stabilito dalla circolare. Quindi, denunciamo con forza il fatto che Lamorgese ancora non abbia ritirato la circolare in questione, oltre alla circostanza che il ministro non abbia ritenuto di rispondere all'interrogazione presentata al Senato da Emma Bonino”.

All’iniziativa ha aderito la stessa Emma Bonino, senatrice di +Europa, che sottolinea come tenere queste persone fuori dall’iscrizione all’anagrafe alimenta un’economia “in nero, proprio quando da più parti si lamenta l’impossibilità di trovare tornitori, saldatori, ingegneri. La verità è che rispettare i diritti di queste persone farebbe bene alla sicurezza, alle persone, all’economia”. Questa iniziativa, spiega ancora Bonino, “rientra nella battaglia più complessa, per ora senza grandi successi, per una gestione rigorosa e legale dei nuovi arrivati”.