Marta Fascina e la proposta anti-maranza: “Imputabilità a 13 anni per arginare l’ondata di baby-reati”

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Dopo oltre quattro anni di silenzio legislativo, Marta Fascina riemerge con una proposta destinata a far discutere: abbassare a 13 anni l’età di imputabilità. Un intervento che la deputata di Forza Italia definisce “di buon senso” contro l’emergenza della delinquenza minorile.

Dopo un lungo periodo di assenza dall'iniziativa legislativa (l'ultima proposta a sua prima firma risaliva al 5 ottobre 2021, quando al governo c'era Mario Draghi), Marta Fascina torna a far sentire la sua voce in Parlamento. La deputata di Forza Italia riemerge con una proposta di legge che punta dritta a uno dei temi più accesi del momento: la responsabilità penale dei minori. L'obiettivo sarebbe chiaro e spiazzante: rendere imputabili i tredicenni. Quella che lei stessa presenta come una norma "anti-maranza".

Secondo Fascina, l'attuale quadro normativo non è più sufficiente a fronteggiare una crescita "esponenziale" dei reati commessi da under 14, spesso, sostiene,  manovrati da gruppi criminali che sfruttano proprio il limite dell'età: "Il dilagare dei reati contro la persona e il patrimonio da parte di soggetti infraquattordicenni richiede un intervento strutturale", scrive in una nota, parlando senza esitazioni di "emergenza sociale" e rivendicando la necessità di un "argine" contro la nuova criminalità giovanile.

La proposta, assicura la deputata, non cancellerebbe il principio della valutazione individuale della capacità di intendere e di volere, che resterebbe obbligatoria caso per caso. Ma la cornice è radicalmente diversa: affrontare "in maniera sistematica" il fenomeno dei reati commessi in età sempre più precoce e tradurre il dibattito, ormai ciclico, in un intervento legislativo immediato.

Il ritorno di Fascina all'attività parlamentare arriva in una legislatura in cui, per ora, si è distinta soprattutto per le presenze ridotte: pochissime le firme offerte ai testi di legge, solo quattro in totale; dalla commissione d'inchiesta sull' "uso politico della giustizia" alla proposta sull'equa retribuzione, fino al sostegno a misure contro la violenza sulle donne attraverso strumenti digitali o alla giornata nazionale dedicata a Filippo Raciti. Una produzione limitata, poi il silenzio. Fino a oggi.

Ora, con una proposta destinata a sollevare reazioni politiche e giuridiche, Fascina rientra nel dibattito pubblico dalla porta principale: quella della sicurezza e della "giustizia minorile", uno dei terreni più sensibili e divisivi dell'agenda nazionale.

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