L’ex segretaria del MiC Proietti: “Giuli mi ha licenziato con una mail, non me ne faccio una ragione”

"Sono stata ufficialmente licenziata attraverso una pec". Sono le prime parole di Elena Proietti, ex segretaria particolare del dicastero della Cultura silurata dal ministro Alessandro Giuli domenica scorsa. Assieme a lei, Emanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica del Mic e uomo di fiducia del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari.
Le polemiche per il licenziamento a sorpresa dei vertici dello staff del MiC ha travolto nuovamente il governo, già piegato dalle dal caso Minetti e dalla raffica di dimissioni imposte da Meloni dopo la sconfitta referendaria. Un terremoto che si è concluso ieri con il lungo colloquio tra la premier e Giuli a Palazzo Chigi.
La rottura in questo caso sarebbe legata alla questione dei mancati finanziamenti al documentario su Giulio Regeni. Ma Proietti, intervistata da Repubblica, dice di non conoscere il motivo: "Sinceramente non lo so. Non me ne sono fatta una ragione. Io ed Emanuele siamo usciti dal ministero e basta". Era stata avvisata: "Sì lo sapevo, stamattina mi è arrivata la pec".
Tra le possibili ragioni delle epurazioni di Giuli, il forfait che l'ex segretaria avrebbe dato all'ultimo, poco prima della partenza del ministro per una missione ufficiale a New York. Ma lei si giustifica: "È oggettivo che io stavo male, sono stata ricoverata d'urgenza all'ospedale Santo Spirito per una colica renale molto violenta. Ho le carte che possono dimostrare quanto è successo".
Nega anche le voci di conflitti con la capo segretaria di Giuli, Chiara Sbocchia. "Assolutamente no, il mio ruolo è politico. Il suo è tecnico". Spiega di non aver mai discusso con il ministro: "Con lui non litigherò mai. Io sono una persona di partito". La questione insomma, "va chiesta al ministro. Io non me ne faccio una ragione". Non nasconde tuttavia, l'amarezza per quanto accaduto: "Dispiace per il lavoro che è stato fatto, però è nella facoltà del ministro decidere chi fa parte o no della sua squadra".
Proietti, meloniana di ferro rappresentava un anello di congiunzione fondamentale tra il MiC e via della Scrofa. Esattamente come Merlino, molto vicino al braccio destro di Meloni, Fazzolari. Dentro Fratelli d'Italia cercano di ridimensionare la vicenda come un normale avvicendamento di staff. "Si sta montando un caso sul nulla, ma un ministro può anche cambiare il suo staff…", ha dichiarato ieri Arianna Meloni. "Sono ruoli di fiducia, non posso dire nulla se non che è nella facoltà del ministro", chiude Proietti.
Fatto sta che dopo lo scossone, Giuli è finito a rapporto dalla premier. Un'ora di colloquio a Palazzo Chigi, a quanto pare richiesto dallo stesso ministro, "al fine di confermare e ribadire la piena sintonia all'interno dell'azione di governo", hanno spiegato le fonti di governo. Con una nota, che parla anche a nome di Giuli, è stata ribadita "gratitudine" del ministro nei confronti della premier e "il suo totale sostegno al programma della coalizione". Da parte della presidente del Consiglio "la piena volontà di sostenere l'azione di un ministero centrale per l'Italia" e "la solidità di un rapporto cordiale e proficuo tra il capo del governo e il ministro Giuli, relegando le polemiche emerse nelle ultime settimane alla normale dialettica politica, in un contesto reso particolarmente complesso dall'attuale scenario internazionale".
Proietti, comunque, resterà tra le file di Fratelli d'Italia: "Sia io sia Emanuele siamo persone di partito e continueremo a sentire il partito come casa nostra". Nel frattempo si dedicherà a suo figlio, che ha dieci anni: "Presto andrò a fare gli scatoloni al ministero e a portare via le mie cose".