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Opinioni
Governo Draghi
28 Gennaio 2021
09:21

La politica italiana fa schifo, questa crisi di governo è ancora peggio

Pensavamo di averle viste tutte, nella politica italiana, ma ancora ci mancava una crisi di governo in piena emergenza sanitaria, senza uno scopo, senza una strategia credibile, senza un esito che non sia peggiorativo rispetto al già discutibile status quo. E il bello è che alla fine di questa crisi rischiano di esserci quelle elezioni che tutti, a parole, sono convinti di evitare.
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Non vi offendete, vero, se vi diciamo che questa crisi fa schifo e che tutte le forze politiche di maggioranza stiano dando, più o meno indistintamente, il peggio di loro?

Basterebbe il contesto, in realtà, a sostanziare questo giudizio, visto che mentre scriviamo – e mentre voi mercanteggiate senatori – il tassametro della pandemia segna 15.204 contagi e 467 morti, oltre a vicini di casa come Francia e Germania pronti a barricarsi in un nuovo lockdown per paura delle varianti del virus e Paesi come il Portogallo costretti ad aviotrasportare degenti in altri Paesi perché hanno finito i letti di ospedale.

Certo, la politica è sacra e non si può fermare, direte voi. Ma allora, bontà vostra, date un senso e un valore a questa sacralità. Perché i vostri papà politici o presunti tali, da Moro a Berlinguer a Zaccagnini, nei momenti di crisi più nera del Paese facevano i compromessi storici, anziché far cascare governi. E, quand’anche i vostri fratellini maggiori si destreggiavano in manovre di palazzo, erano animati, se non da un’ideale, perlomeno da uno scopo. Dare una lezione al parvenu Berlusconi costringendolo al governo Dini per cuocerlo a fuoco lento sino alle elezioni del 1996. Sostituire D’Alema a Prodi per costruire una maggioranza in grado di approvare l’intervento Nato in Kosovo. Per dirne due.

Per inciso, quelle manovre di palazzo erano condotte con un’abilità politica di cui oggi non si vede l’ombra. Persino il colpo di teatro con cui Forza Italia fece nascere il governo Letta, o lo #staisereno di Renzi che vi pose fine sembrano manovre degne di Richelieu o di Cavour, al confronto di Conte che va allo showdown in Senato e scopre di non avere nemmeno i voti per far approvare la relazione Bonafede sulla giustizia, o di Renzi che fa il diavolo a quattro per far cadere il suo arcinemico, e poi alla resa dei conti si astiene.

Oddio, magari avrete ragione voi. Magari le vostre tattiche viaggiano a un livello tale da non essere comprensibili a noi umani. Ma intanto ci chiediamo che senso abbia, caro Pd, allargare la maggioranza a Forza Italia o a quattro costruttori in cerca di compratore per emanciparsi dai ricatti di Renzi, come se Berlusconi non avesse un prezzo, e un lista di rospi da ingoiare che non basterebbero cinque legislature per digerirli. E ancora, cara Italia Viva, porre veti sul nome di Giuseppe Conte, per poi aprire all’eventualità di Luigi Di Maio Presidente del Consiglio, che per inciso al pari di Conte non vuole nemmeno sentir parlare di Mes, né tantomeno di una pur minima revisione di Quota 100. E infine, cari Cinque Stelle, ci dovete spiegare come riuscite a dire sì al Conte Ter e contemporaneamente No a Renzi e Berlusconi senza che vi scappi da ridere?

Che uno, stremato, arriverebbe pure ad accettarlo, o magari anche solo a comprenderlo, tutto questo schifo, se alla fine della strada ci fosse davvero la prospettiva di un governo anche solo un po’ più decente di questo, in grado di organizzare una campagna vaccinale come si deve, o di scrivere un Recovery Plan che non ci faccia buttare al vento 209 miliardi, o di fare anche solo una legge elettorale decente e di eleggere un galantuomo alla Presidenza della Repubblica. Spiegateci, solo, come pensate di generare quest’alchimia aggiungendo semplicemente un posto a tavola per Silvio Berlusconi, Sandra Lonardo o Lelio Ciampolillo.

La verità, temiamo, è che non ci avete nemmeno pensato. Che tutto vi sia sfuggito di mano a colpi di bluff e contro bluff, mal consigliati dal vostro ego e da quello dei vostri improvvisati consiglieri, incapaci di prevedere l’irrazionalità di un gioco che assomiglia sempre più al dilemma del prigioniero, nel quale ciascun partecipante prende la decisione peggiore per paura di essere fregato dagli altri giocatori. Così fosse, il finale lo conoscete. Si chiama elezioni anticipate, ed è tutto ciò che speravate di evitare. Vediamo se riuscite davvero a fare schifo fino in fondo.

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Francesco Cancellato è direttore responsabile del giornale online Fanpage.it. Dal dicembre 2014 al settembre 2019 è stato direttore del quotidiano online Linkiesta.it. È autore di “Fattore G. Perché i tedeschi hanno ragione” (UBE, 2016), “Né sfruttati né bamboccioni. Risolvere la questione generazionale per salvare l’Italia” (Egea, 2018) e “Il Muro. 15 storie dalla fine della guerra fredda” (Egea, 2019)
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