Il segretario nazionale del Siap, il sindacato di Polizia, Giuseppe Tiani, ha mostrato alla commissione Affari costituzionali della Camera un ciondolo che purificherebbe l'aria attorno a chi lo indossa, proteggendolo dal coronavirus. "Oggi porto al collo un micro purificatore d’aria che costa 50 euro, di tecnologia israeliana. Questo, per un metro cubo attorno a chi lo indossa, genera dei cationi che inibiscono praticamente qualsiasi virus abbia segno positivo".

Quindi ha proseguito suggerendo che la tecnologia dovrebbe essere distribuiti al personale sanitario e alle forze di polizia nel Paese, in modo di evitare contagi in queste categorie che ogni giorno si espongono a rischio infezione: "Questa è tecnologia che andrebbe distribuita alle forze di polizia nel Paese e a tutti i sanitari impegnati. Perché questo ci darebbe una mano a fare più serenamente il nostro lavoro e soprattutto a combattere il virus con la tecnologia", ha spiegato. Il presidente della Commissione a quel punto lo ha invitato a concludere tempestivamente il suo intervento. Ma Tiani ha continuato: "In pratica è un neutralizzatore di batteri. Ci sono elementi di concretezza su cui si può lavorare, non solo sul piano normativo, ma anche su quello dell'uso delle tecnologie che se distribuite su grandi numeri, i costi sono abbattuti".

Stanno facendo il giro della rete queste dichiarazioni del segretario del Siap, che è anche presidente di InnovaPuglia, una società controllata dalla Regione che si occupa di innovazione e appalti, per cui un ciondolo israeliano potrebbe proteggere dal coronavirus. Per la scienza ufficiale chiaramente non esistono ad oggi apparecchiature in grado di filtrare e purificare il metro cubo d'aria attorno a chi le indossa, creando uno scudo per i virus.