Questa potrebbe essere la precondizione necessaria per un esecutivo Pd-M5S: fuori dal governo l'ex presidente del Consiglio Matteo Renzi e l'ex sottosegretario Maria Elena Boschi. "C'è una forza politica in Italia che ha sempre mantenuto la sua coerenza e ferma la bussola sull'interesse dei cittadini, non delle banche né dei comitati d'affare. Il M5S non si siederà mai al tavolo con Renzi e/o Boschi". È quanto afferma il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede su Facebook.

"La questione non è personale: il Paese ha ancora bisogno di un cambiamento che è totalmente incompatibile con certi nomi. È un momento delicato per il Paese. Ora basta con le bufale, siamo seri per piacere. Grazie", ha aggiunto. "Non è difficile smascherare il gioco sporco che il sistema dei giornali e dei partiti sta portando avanti cercando di distrarre i cittadini dalla verità. Nella dimensione parallela che viene costruita ad arte accade di tutto. Chi ha tradito gli italiani e stracciato il contratto di governo, in pieno agosto, con una pugnalata piazzata sulla schiena, ora accusa di tradimento proprio il MoVimento. Accade anche che nomi del passato che hanno creato disastri nel nostro Paese vengano addirittura associati alla parola ‘governo'".

Gli fa eco ministro per il ministro dei Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro: "Voglio dirlo chiaramente: noi non faremo accordi con Renzi e Boschi, è la bufala dell'estate che la Lega sta diffondendo dopo aver fatto cadere il Governo. Il nostro obiettivo è tagliare 345 parlamentari, chi il 20 agosto voterà contro il presidente Conte lo farà solo per impedire la riforma. Questa è la verità". Il M5S replica così agli attacchi lanciati dal ministro degli Interni Matteo Salvini, che dopo il vertice del M5S nella casa toscana di Grillo che si è svolto ieri, è passato al contrattacco: "Non sono a bussare la porta di nessuno. M5s ha scelto Renzi? Auguri, lo spieghino a Bibbiano, a Barca Etruria, agli italiani…". Il vicepremier leghista dalla Versiliana ieri ha anche detto che non ha intenzione di farsi da parte, per favorire così il ritorno di Renzi e Boschi. Salvini ha infatti cercato nei giorni scorsi di riaprire un dialogo con gli alleati di governo, dicendo di essere pronto a risedersi al tavolo per lavorare, visto che l'ipotesi di un ritorno immediato alle urne, caldamente parteggiata da Salvini come conseguenza della crisi di governo, sembra allontanarsi di ora in ora.