Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, è chiamato a tenere il suo discorso programmatico in Parlamento mercoledì e giovedì. Si parte domani, alle 10, al Senato. Il giorno dopo si passa alla Camera. Con un voto di fiducia che potrebbe essere da record. Ma ci sono anche gli oppositori di Draghi in Parlamento: meno di 50 al Senato, forse poco più alla Camera, secondo alcuni calcoli. L’unica certezza, per ora, è che a non votare a favore sarà Fratelli d’Italia. Rimane la spaccatura sia nei 5 Stelle che dentro Sinistra italiana. Draghi farà, probabilmente, un discorso votato all’unità e centrato su tre pilastri: Europa, atlantismo e ambiente. E poi ci saranno le riforme, da quella della giustizia civile al fisco.

Il calendario della fiducia

Draghi si presenterà al Senato mercoledì 17 febbraio alle ore 10. Dopo 90 minuti consegnerà il testo alle Camere, per poi tornare a Palazzo Madama. La votazione dovrebbe arrivare solo in serata: secondo alcune previsioni potrebbe arrivare intorno alle 20.30. Giovedì Draghi va alla Camera, con la discussione che dovrebbe iniziare alle 11.30. Anche in questo caso il voto è atteso in serata. Dopo aver incassato la fiducia il governo sarà pienamente operativo.

I numeri del governo Draghi in Parlamento

Secondo i conti fatti da Repubblica i voti contrari al governo Draghi potrebbero essere 43 al Senato e 52 alla Camera. Al Senato si parte da più di 290 voti, provenienti dai gruppi parlamentari che sostengono il governo. Da questi vanno levati i voti dei dissidenti del Movimento 5 Stelle. Alla Camera si parte da più di 580 voti, a cui levare un no da Leu (quello di Sinistra italiana) e i dissidenti pentastellati. L’obiettivo potrebbe essere quello di battere il record della prima fiducia al governo Monti: 556 sì alla Camera e 281 al Senato.

Bisogna però fare i conti con i dissidenti. Il Movimento 5 Stelle potrebbe avere circa 20 contrari al Senato e 15 alla Camera. Ma questi numeri potrebbero anche crescere (o scendere) leggermente, con alcuni parlamentari che vengono ritenuti ancora indecisi. Sinistra italiana, invece, voterà contro, come farà Nicola Fratoianni su mandato della direzione nazionale del partito. Ma due parlamentari – Loredana De Petris (Senato) ed Erasmo Palazzotto (Camera) – voteranno sì, contrariamente al loro gruppo. Con questi voti ribelli, quindi, al Senato si potrebbe scendere da 290 a poco meno di 270. Alla Camera si parte invece da oltre 580 per arrivare a poco meno di 570. Ma non è detto che alla fine non si aggiunga persino qualche altro sì.