Non accennano a placarsi le polemiche dopo la consegna della lettera con la quale le istituzioni europee si dicono seriamente preoccupate dalla scelta del governo Conte di discostarsi dagli impegni assunti precedentemente dall'Italia e impostare una legge di bilancio che porta il rapporto fra il deficit e il prodotto interno lordo al 2,4% nel 2019, al 2,1% nel 2020 e all'1,8% nel 2021. Il vicepresidente del Consiglio, in una intervista al Corriere della Sera, replica duramente ai commissari UE e conferma che i saldi della manovra non sono in discussione. Come già anticipato a Fanpage.it, il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico premette che "non c'è nessun piano B" e che il posto dell'Italia è nell'Unione Europea e nell'euro. Ma aggiunge: "Sapevamo che questa misura economica non sarebbe piaciuta, ma tra sei mesi questa Europa sarà finita […] Le regole europee cambieranno il giorno dopo le elezioni. Ci sarà in tutti i Paesi un tale terremoto contro l'austerity che le regole cambieranno il giorno dopo le elezioni".

Il leader 5 Stelle replica sarcastico anche alle rilevazioni degli analisti secondo cui il Governo non sembra stia facendo molto per limitare gli effetti negativi della crescita dello spread: "L'unico modo per calmare i mercati sarebbe che noi andassimo a casa, ma chiedete agli italiani se lo vogliono". Nella sua lettura, i passaggi parlamentari potranno portare certamente a modifiche sulla legge di bilancio (che dovrebbe essere presentata entro il 15 ottobre), ma i saldi non possono essere in discussione: "Se andiamo in Parlamento con l'idea di cambiare il 2,4% di deficit, gli squali sentono il sangue e azzannano". Quanto ai rapporti interni alla maggioranza, poi, glissa: "Io mi confronto sempre con Conte e siamo d'accordo. Non so se Giorgetti ha cambiato idea, ma a me interessa l'opinione di Matteo Salvini, con il quale ci siamo detti che non si torna indietro. Non c'è un piano alternativo".