Domani entrerà in vigore il nuovo decreto Covid di aprile, varato dal governo Draghi qualche giorno fa. Le regole saranno valide dal 7 al 30 aprile, ma potranno essere modificate in qualsiasi momento da una delibera del Consiglio dei ministri. Il riferimento, inserito nel testo del decreto, si riferisce soprattutto alle riaperture chieste dalle Regioni e da una parte del governo. Al momento la zona gialla è stata sospesa per un altro mese, fino a fine aprile, ma non è detto che le cose non possano cambiare. Per ora, però, l'Italia torna a dividersi (quasi a metà) tra zona rossa e zona arancione. L'unica grande novità, per quanto riguarda le misure restrittive, è il ritorno in presenza per alcune scuole a partire da domani anche se si trovano in territori in zona rossa. Sono stati inseriti l'obbligo vaccinale per medici, infermieri e tutto il personale sanitario, e lo scudo penale per chi somministra le dosi di vaccino.

Zona rossa: quali sono le nuove regole con il decreto Covid di aprile

È terminata ieri la stretta di Pasqua prevista dal governo per evitare che la curva del contagio si impennasse nuovamente, in cui tutta Italia è stata in zona rossa per tre giorni. Oggi sono nove le Regioni rimaste nella fascia di colore più scuro, con le misure più restrittive: Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana e Valle d'Aosta. In queste Regioni sono vietati gli spostamenti, se non per comprovate esigenze. Da oggi tornano ad essere proibite le visite a casa di parenti e amici, ma da domani riaprono le scuole: dagli asili alla prima media si tornerà in presenza. Prorogato il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino e lo stop allo spostamento tra Regioni. Si può, in ogni caso, tornare alla propria residenza, domicilio o abitazione, comprese le seconde case fuori Regione (salvo ordinanze locali specifiche). Le regole della zona rossa impongono chiusure per negozi, salvo quelli che vendono beni essenziali, bar e ristoranti, che però possono lavorare con asporto e consegne a domicilio. Nel caso dei pub e bar, però, l'asporto è consentito fino alle 18.

Le regole in zona arancione: dagli spostamenti alle visite a parenti e amici

Da oggi tornano in zona arancione Abruzzo, Basilicata, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Sardegna, Sicilia, Umbria, Veneto e Province di Bolzano e Trento. In queste Regioni riaprono tutti i negozi, mentre bar e ristoranti restano chiusi (sempre con possibilità di asporto e consegne). Riaprono anche tutte le scuole, da domani, di ogni ordine e grado, con l'alternanza tra didattica a distanza e in presenza in alcuni casi. Le regole della zona arancione prevedono che gli spostamenti siano liberi, ma solo all'interno del proprio comune. Anche in questo caso è vietato uscire di notte, tra le 22 e le 5 del mattino, quando è in vigore il coprifuoco. Si può far visita a parenti e amici, ma solo una volta al giorno e massimo due persone (esclusi bambini sotto i 14 anni e disabili). La regola per le seconde case è valida a livello nazionale: ci si può spostare tra Regioni per raggiungerle.