Le Regioni hanno perso la pazienza, e hanno intenzione di chiedere a Draghi di riaprire le attività chiuse. Le feste di Pasqua sono praticamente finite, la stretta voluta dal governo c'è stata e gli effetti si vedranno solo tra qualche giorno o settimana. Ma la linea che i presidenti delle Regioni porteranno avanti al prossimo incontro con Draghi è chiara e netta: ora bisogna riaprire. Insomma, per i governatori è il momento di mettere le cose in chiaro. Dopo l'incontro fin troppo pacifico della scorsa settimana, in cui le idee delle Regioni sulle riaperture erano state già state illustrate a dovere, al prossimo vertice si insisterà ancora di più su quel punto.

I presidenti delle Regioni andranno da Draghi con una richiesta chiara: "Fornire prospettive a quei settori chiusi valutando aperture subito dopo il 20 aprile", ma solo "nel caso di un miglioramento dei dati epidemiologici". Poi, però, bisognerà "permettere da maggio la ripartenza di attività in stand-by da troppo tempo come le palestre". La sintesi del piano che vorrebbero mettere in campo i governatori, a quanto si apprende, è questa. E verrà annunciato anche a Draghi stesso, probabilmente giovedì, quando ci sarà l'incontro con il presidente del Consiglio per parlare dei fondi del Recovey plan. Poi, sempre giovedì, il confronto con il governo nella conferenza tra Stato e Regioni, in cui si parlerà più approfonditamente del tema.

Nel frattempo si parla di quando potrebbe essere convocata la cabina di regia del governo Draghi per programmare le riaperture di cui tanto si discute. Il decreto Covid di aprile è stato varato con una clausola: che si rivedessero le regole nel caso in cui la situazione migliorasse. Basterebbe una delibera del Consiglio dei ministri, che di fatto dovrebbe riunirsi comunque, come nel caso di un decreto legge, per riprogrammare aperture e chiusure e intervenire sulle misure restrittive in vigore fino al 30 aprile in tutta Italia. Secondo fonti di Palazzo Chigi potrebbe arrivare già in settimana l'incontro per portarsi avanti sulle riaperture, e capire cosa si potrà programmare e cosa no a partire dal 20 di aprile. Anche perché le Regioni – in grande maggioranza di centrodestra – continueranno a chiedere di andare in quella direzione e, dopo la stretta di Pasqua, vorranno delle risposte concrete.