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Nelle raccomandazioni del Comitato per i diritti umani dell'Onu sulla situazione italiana viene espressa preoccupazione "per le difficoltà di accesso agli aborti legali a causa del numero di medici che si rifiutano di praticare interruzione di gravidanza per motivi di coscienza". L'Italia, si legge nel documento, "dovrebbe adottare le misure necessarie per garantire un accesso tempestivo e senza ostacoli ai servizi di aborto legale sul suo territori, e stabilire anche punti di riferimento effettivi per le donne in cerca di strutture" in grado di garantire il servizio.  Ad allarmare il Comitato è anche la distribuzione in tutto il paese dei medici obiettori, e "il numero significativo di aborti clandestini". Secondo le Nazioni Unite, lo Stato "dovrebbe adottare misure necessarie per garantire il libero e tempestivo accesso  ai servizi di aborto legale, con un sistema di riferimento valido".

Nel report non si parla solo di accesso all'interruzione volontaria di gravidanza. Una parte è dedicata ai diritti civili, e in particolare si richiama l'Italia a "considerare di permettere alle coppie dello stesso sesso di adottare bambini, compresi i figli biologici del partner, e assicurare ai bambini che vivono in famiglie omosessuali la stessa tutela legale di quelli che vivono in famiglie etero". La legge sulle unioni civili approvata nel 2016, secondo il comitato, seppur un passo avanti presenta delle lacune:

pur accogliendo con favore l'adozione della legge n. 76 del 20 maggio 2016, il Comitato rimane preoccupato del fatto che la legge non prevede per le coppie dello stesso sesso il diritto di adottare bambini e non offre una protezione legale completa a quei bambini che vivono in famiglie con genitori dello stesso sesso.

Ad esempio, andrebbe garantito "lo stesso accesso alle tecniche di fecondazione in vitro per le coppie gay", e andrebbe fatto uno sforzo maggiore per "combattere discriminazioni e ‘hate speech' nei confronti di persone omosessuali".

Il Comitato dell'Onu ha poi invitato l'Italia a introdurre immediatamente il reato di tortura, e anche "un codice di condotta specifico per le forze dell’ordine ed ad imporre l’obbligo di codici identificativi". Va invece eliminato il reato di clandestinità, e limitato l’uso della detenzione dei migranti – che va utilizzata solo come extrema ratio. Sull'immigrazione, le Nazioni Unite hanno invitato l'Italia ad astenersi dall’effettuare rimpatri collettivi in violazione del diritto internazionale – portando come esempio il caso del rimpatrio forzato di 48 sudanesi da Ventimiglia. Infine, l'accoglienza, che il Comitato ha giudicato inadeguata, in particolar modo per quanto riguarda i minori stranieri non accompagnati.