
Le notizie di martedì 28 aprile sulla guerra tra Iran, Usa e Israele. Secondo la Cnn, Teheran presenterà a giorni una nuova versione di proposta di pace: sul tavolo dei negoziati la riapertura dello Stretto di Hormuz e il rinvio dei colloqui sul programma nucleare iraniano. Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato l'intenzione di uscire a partire dal 1° maggio dall'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC), e dall'alleanza OPEC+, che comprende anche la Russia. 60 barche della Global Sumud Flotilla in rotta verso la Striscia di Gaza.
Re Carlo al Congresso Usa: “L’alleanza con Londra non può vivere solo dei successi passati”
L’alleanza tra Stati Uniti e Regno Unito “non può basarsi sui successi passati”. Lo ha dichiarato re Carlo durante il suo intervento al Congresso americano, in una fase delicata nei rapporti tra Londra e Washington, segnata anche dalle tensioni legate alla guerra in Iran.
“Le sfide che affrontiamo sono troppo grandi perché una nazione possa affrontarle da sola. La nostra alleanza non può basarsi sui successi passati”, ha affermato il sovrano, invitando i due Paesi a difendere i valori comuni e a respingere la tentazione di chiudersi “sempre più su se stessi”.
Fermata una nave per sospetta violazione del blocco dei porti iraniani
Gli Stati Uniti hanno abbordato la M/V Blue Star III, una nave commerciale sospettata di voler violare il blocco dei porti iraniani. Lo annuncia il Comande Centrale americano precisando di "aver rilasciato l'imbarcazione dopo aver condotto una perquisizione e aver verificato che la rotta della nave non avrebbe incluso scali in porti iraniani". Finora, 39 nave sono state reindirizzate dall'inizio del blocco Usa.
Trump attacca il cancelliere Merz: “Sull’Iran non sa di cosa parla, Germania in difficoltà”
Donald Trump ha attaccato il cancelliere tedesco Friedrich Merz, criticandone le posizioni sull’Iran. “Ritiene accettabile che l’Iran possieda un’arma nucleare. Non sa di cosa sta parlando! Se l’Iran possedesse un’arma nucleare, il mondo intero sarebbe tenuto in ostaggio”, ha scritto il presidente sul suo social Truth.
Trump ha poi aggiunto: “Sto facendo qualcosa con l’Iran, proprio in questo momento, che altre nazioni, o altri presidenti, avrebbero dovuto fare molto tempo fa. Non c’è da stupirsi che la Germania stia andando così male, sia economicamente che sotto altri aspetti”.
Le dichiarazioni arrivano dopo che Merz aveva affermato, nei giorni scorsi, che gli iraniani avrebbero umiliato gli Stati Uniti.
Iran, portavoce esercito: “Situazione ancora di guerra, pronti a nuovi scenari”
Un portavoce dell’esercito iraniano ha dichiarato che, per Teheran, “la situazione è ancora di guerra e vi è un monitoraggio e una sorveglianza continui”. Lo riporta il Guardian.
Il portavoce ha inoltre avvertito che “se il nemico intraprenderà una nuova azione, si troverà di fronte a nuovi strumenti, metodi e scenari”, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa iraniana Fars, vicina al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche.
Libano, ambasciatore Marcelli: “Cessate il fuoco fragile, guerra a bassa intensità continua”
“Siamo formalmente in un periodo di cessate il fuoco, ma la guerra continua a bassa intensità. Ogni giorno ci sono morti, distruzioni, purtroppo morti anche fra i civili libanesi, sono stati presi di mira anche giornalisti, operatori sanitari. Una situazione abbastanza preoccupante. Il cessate il fuoco è iniziato il 17 aprile, mediato dagli Stati Uniti, ma prosegue zoppicante”.
Lo ha dichiarato a Tv2000 l’ambasciatore italiano in Libano, Fabrizio Marcelli, descrivendo una tregua ancora fragile e lontana da una reale stabilizzazione.
“Speriamo che il cessate il fuoco tenga fino alla fine. Nel frattempo, spero si possa avviare un vero e proprio negoziato, perché finora gli incontri che si sono svolti al Dipartimento di Stato a Washington sono stati unicamente delle ‘photo opportunities’ più che dei veri e propri negoziati”.
Sul fronte degli aiuti, Marcelli ha ricordato il nuovo pacchetto di sostegno italiano: “Siamo stati fra i primi a intervenire per questa fase di emergenza libanese. Sono stati stanziati 10 milioni di euro: 2 milioni alla Croce Rossa, 2 milioni all’Organizzazione umanitaria delle Nazioni Unite e 6 milioni che verranno utilizzati dalle nostre organizzazioni della società civile presenti in Libano”.
Netanyahu: “Distrutta grande galleria del terrore di Hezbollah, continueremo a colpire”
“Abbiamo fatto esplodere oggi un’enorme galleria del terrore di Hezbollah. Stiamo distruggendo le loro infrastrutture terroristiche, stiamo uccidendo decine di terroristi – e c’è ancora di più in arrivo”. Lo ha scritto su X il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Poco prima, le Idf avevano annunciato di aver individuato e distrutto una vasta rete di tunnel attribuita a Hezbollah, utilizzata dai combattenti nel sud del Libano, in prossimità del confine con Israele.
Dall’inizio di marzo, Israele è impegnato in operazioni militari contro il gruppo sostenuto dall’Iran, con l’invio di truppe nel Libano meridionale dopo il lancio di razzi verso il territorio israeliano. Gli scontri proseguono nonostante il fragile cessate il fuoco entrato in vigore il 17 aprile.
Libano, attacco durante operazione di soccorso: due soldati feriti
Un attacco israeliano avrebbe colpito truppe libanesi e soccorritori impegnati in un’operazione di salvataggio nel villaggio di Majdal Zoun, nel sud del Libano, provocando il ferimento di due soldati. A riferirlo è stato l’esercito libanese, come riportato dal Guardian.
In un aggiornamento separato, il ministero della Salute libanese ha diffuso un bilancio complessivo secondo cui, dal 2 marzo, gli attacchi israeliani avrebbero causato almeno 2.534 morti e 7.863 feriti nel Paese.
Idf: "Scoperti e distrutti due tunnel di Hezbollah lunghi due km nel sud del Libano"
Le Forze di Difesa Israeliane hanno annunciato di aver individuato e distrutto due importanti tunnel di Hezbollah nella città di Qantara, nel sud del Libano, che, a loro dire, erano stati costruiti dal gruppo terroristico sotto la "diretta guida" dell'Iran. Lo scrive The Times of Israel. Secondo i militari, i tunnel sono stati costruiti nell'arco di un decennio, raggiungendo profondità di circa 25 metri, e sono stati "finanziati dal regime terroristico iraniano e nell'ambito del piano di Hezbollah per conquistare la Galilea". I due tunnel, situati vicini l'uno all'altro ma non collegati, si estendono per una lunghezza complessiva di circa due chilometri, rappresentando uno dei sistemi sotterranei più lunghi scoperti finora dai militari nel Libano meridionale.
Londra convoca l’ambasciatore iraniano: “Commenti inaccettabili e incendiari” sui social dell’ambasciata
L’ambasciatore iraniano nel Regno Unito è stato convocato dal ministero degli Esteri britannico dopo la diffusione di “commenti inaccettabili e incendiari” pubblicati sui canali social dell’ambasciata. Lo riporta l’agenzia Press Association.
Seyed Ali Mousavi è stato ricevuto dal ministro per il Medio Oriente Hamish Falconer, in seguito a un messaggio online in cui si invitavano gli espatriati iraniani a “sacrificare la propria vita per la patria”.
Il Foreign Office ha definito il contenuto del post “del tutto inaccettabile”, condannandone con fermezza i toni. L’intervento diplomatico è arrivato dopo le segnalazioni del quotidiano Metro, che aveva riportato la diffusione del messaggio sul canale Telegram dell’ambasciata iraniana.
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz: "Libano meridionale è uguale a Gaza"
"Il Libano meridionale è uguale a Gaza". Lo ha detto il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, annunciando che le Forze di Difesa Israeliane (Idf) "hanno distrutto un'infrastruttura terroristica sotterranea a Qantara, in Libano, con una gigantesca esplosione" all'interno della cosiddetta "zona di sicurezza", nell'ambito della rioccupazione israeliana del Libano meridionale. Lo scrive Haaretz. "Il primo ministro Benyamin Netanyahu ed io abbiamo dato istruzioni alle Forze di Difesa Israeliane di distruggere ogni infrastruttura terroristica nella zona di sicurezza fino alla linea gialla, sia sottoterra sia in superficie, proprio come a Gaza, per eliminare le minacce per gli abitanti del nord di Israele", ha dichiarato.
Iran: ministro Esteri tedesco chiede a Teheran di riaprire Stretto Hormuz
Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha nuovamente esortato Teheran ad aprire lo Stretto di Hormuz. "La comunità internazionale è unita: l'Iran deve porre fine al blocco dello Stretto di Hormuz; questa è la condizione fondamentale per una soluzione pacifica alla guerra", ha dichiarato Wadephul in un post su X. Il ministro tedesco ha sottolineato che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite deve svolgere un ruolo in questo processo.
Le Borse europee chiudono deboli tra Hormuz e tensioni Iran-Usa
Le Borse europee chiudono deboli mentre si attendono sviluppi sulle tensioni in Medio Oriente. L'attenzione degli investitori si concentra sulle parole di Donald Trump sull'Iran e sulla riapertura dello stretto di Hormuz. Intanto gli Emirati Arabi hanno intanto deciso di uscire dall'Opec, il gruppo dei Paesi produttori di petrolio e dall'Opec+ a partire dal primo maggio dopo dopo sei decenni. Un quadro che spinge la corsa del petrolio. In calo Parigi (-0,46%) e Francoforte (-0,27%), positive Londra (+0,11%) e Madrid (+0,46%).
Hormuz, dopo il passaggio della prima nave carica di Gnl il transito ancora limitati
Nelle ultime 24 ore una metaniera ha attraversato lo Stretto di Hormuz, ma la ripresa dei transiti rimane lenta e ancora imprevedibile perché condizionata dall'andamento dei negoziati tra Iran e Usa. Nelle prime ore di questa mattina per la prima volta una nave carica di gas naturale liquefatto (Gnl), Mubaraz, ha attraversato lo Stretto di Hormuz. Prima della guerra scoppiata il 28 febbraio, in media tre navi cisterna cariche di Gnl attraversavano lo Stretto ogni giorno.
Iran presto dovrebbe presentare una nuova versione della sua proposta di pace
I mediatori del Pakistan prevedono di ricevere a giorni una proposta rivista dell'Iran per mettere fine alla guerra. Lo riporta Cnn citando alcune fonti, secondo le quali Trump ha fatto sapere di non voler accettare la versione precedente. Il processo per l'Iran è lento per le difficoltà di comunicazione con la Guida Suprema Mojtaba Khamenei.
Quattro palestinesi uccisi da un bombardamento israeliano a Gaza City
Quattro palestinesi sono stati uccisi da un bombardamento israeliano sull'area di Gaza City, nel nord della Striscia. Lo riferiscono fonti locali, citate dall'agenzia di stampa palestinese "Wafa", secondo cui altre persone sono rimaste ferite nello stesso attacco, che ha colpito un veicolo nei pressi della rotatoria di Haidar, a ovest di Gaza City.
Libano, 2.534 morti e 7.863 feriti in attacchi forze Israele dal 2 marzo
È salito a 2.534 morti e 7.863 feriti il bilancio degli attacchi delle Forze di difesa di Israele (Idf) dal 2 marzo scorso. Lo ha riferito il ministero della Sanita' libanese, citato dall'agenzia di stampa statale "Nna".
Opec: "Non eravamo a conoscenza dell'intenzione degli Emirati di ritirarsi"
L'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (Opec e Opec+) non era a conoscenza delle intenzioni del governo degli Emirati Arabia Uniti di ritirarsi dall'organizzazione. Lo ha riferito una fonte in una delegazione della stessa Opec all'agenzia di stampa russa "Ria Novosti". Secondo la fonte, la decisione di Abu Dhabi potrebbe essere causata dalla situazione economica del Paese. L'Opec comprende Algeria, Congo, Guinea Equatoriale, Gabon, Libia, Nigeria, Iran, Iraq, Kuwait, Arabia Saudita e Venezuela.
Emirati Arabi Uniti annunciano uscita dall'Opec
Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato l'intenzione di uscire a partire dal 1° maggio dall'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC), e dall'alleanza OPEC+, che comprende anche la Russia. Lo riferisce l'agenzia di stampa emiratina Wam. "Questa decisione riflette la visione strategica ed economica a lungo termine degli Emirati Arabi Uniti, nonché l'evoluzione del loro profilo energetico, in particolare l'accelerazione degli investimenti nella produzione energetica nazionale", si legge nella nota.
Trump: "L'Iran ci ha detto che è al collasso, ci chiede di riaprire Hormuz"

"L'Iran ci ha appena informato di trovarsi in uno ‘Stato di collasso'. Ci chiedono di "aprire lo Stretto di Hormuz" il prima possibile, mentre cercano di risolvere la loro situazione di leadership (cosa che, credo, riusciranno a fare!)". Lo il presidente americano Donald Trump su Truth.
Antonio Guterres: "Mantenere aperte, lecite e sicure le vie d'acqua internazionali"
"In mare come sulla terra, la forza del diritto deve sempre prevalere sul diritto della forza". Lo ha dichiarato il Segretario generale delle Nazioni UNite. Antonio Guterres, mentre cresce l'insicurezza marittima e aumentano le minacce che ostacolano le rotte chiave, come lo Stretto di Hormuz. "Dobbiamo mantenere aperte, lecite e sicure le vie d'acqua internazionali", aggiunge Guterres sottolineando che "l'oceano deve essere una zona di pace e cooperazione, non di confronto o coercizione".
Israele contro Kiev: "Relazioni diplomatiche non si conducono sui social"
"Le relazioni diplomatiche, specie fra nazioni amiche, non si conducono su Twitter o sui media", ha scritto su X il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa'ar, rispondendo al post dell'omologo di Kiev, Andrii Sybiha, sulla questione del grano ucraino che, secondo Kiev, sarebbe stato rubato da soldati russi nei territori occupati e contrabbandato su suolo israeliano. "Non avete neppure chiesto assistenza legale prima di rivolgervi ai media e ai social network. La questione sarà esaminata, perché Israele rispetta lo stato di diritto e dispone di autorità di polizia indipendenti", ha concluso Sa'ar.
Da due mesi la connessione internet bloccata in Iran
Esattamente due mesi fa, il 28 febbraio, l'Iran "è stato gettato nell'oscurità digitale quando le autorità hanno tagliato tutto l'accesso a internet globale". Lo scrive su X Netblocks, gruppo attivo nel monitoraggio della rete internet globale. Al 60mo giorno di interruzione della connettività, dopo 1.416 ore di blocco, il gruppo denuncia anche "sforzi del regime" avvenuti nel corso di questo periodo per introdurre un "accesso selettivo" a gruppi privilegiati.
Iran: a Gedda vertice straordinario leader Golfo
I leader del Consiglio di cooperazione del Golfo si riuniscono oggi a Gedda, in Arabia Saudita, per un vertice straordinario sulla situazione nella regione, il primo dall'inizio della guerra all'Iran. A quanto riferito dalla televisione al Arabiya, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha accolto il principe ereditario kuwaitiano Sabah Khaled al-Hamad al-Sabah, l'emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani e il re del Bahrein Hamad bin Isa Al Khalifa al loro a Gedda. Gli Emirati Arabi Uniti sono rappresentati dal ministro degli Esteri, Abdullah bin Zayed bin Sultan Al Nahyan
Axios: "Il conflitto con l'Iran è la nuova Guerra fredda"
"Il conflitto con l'Iran è la nuova Guerra fredda": titola oggi il sito americano Axios, secondo cui la guerra è entrata ormai in una fase simile alla Guerra Fredda, caratterizzata da sanzioni finanziarie, blocchi navali e colloqui per avviare negoziati. Una situazione di stallo che "non sembra avere una fine imminente". Diversi funzionari americani hanno dichiarato ad Axios di temere che gli Stati Uniti si ritrovino in un conflitto congelato, senza guerra e senza accordo. In questo scenario, ha rimarcato il sito, gli Stati Uniti dovrebbero tenere dispiegate per molti altri mesi le proprie forze militari nella regione, lo Stretto di Hormuz rimarrebbe chiuso, il blocco navale americano resterebbe in vigore ed entrambe le parti continuerebbero ad aspettare che l'altra ceda o apra il fuoco per prima. A sei mesi dalle elezioni americane di metà mandato, "un conflitto congelato è la cosa peggiore per Trump, sia politicamente che economicamente", ha affermato una fonte vicina al presidente americano. Secondo cinque consiglieri che hanno parlato con Trump, il presidente americano è indeciso tra lanciare nuovi attacchi militari o aspettare di vedere se la campagna di "massima pressione" spingerà Teheran a negoziare sul suo programma nucleare. "Tutto quello che i leader iraniani capiscono sono le bombe", ha detto Trump di recente a un consigliere, che ha commentato: "Lo descriverei frustrato, ma realista. Non vuole usare la forza. Ma non si arrenderà".
Il portavoce degli Esteri del Qatar: "Vogliamo soluzione definitiva a conflitto"
Il governo del Qatar vuole arrivare a una soluzione definitiva dell'attuale conflitto in Iran. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed Al Ansari, in un briefing alla stampa. Doha è a favore di "un accordo complessivo" per porre fine al conflitto e la priorità per il governo qatariota è la sicurezza regionale. Al Ansari ha anche fatto riferimento al ruolo di mediazione del Pakistan. "Non c'è bisogno di espandere la cerchia dei negoziati. Sosteniamo la mediazione del Pakistan", ha detto il portavoce qatariota. Secondo Al Ansari, ogni conflitto deve essere risolto con negoziati e mezzi diplomatici. "Sosteniamo questo e siamo sempre in coordinamento con tutti i partner, nella regione e oltre. Rimaniamo in piena solidarietà con il Pakistan nel suo ruolo di mediatore", ha detto. "La nostra posizione è stata chiara dal primo giorno. Ogni conflitto nella regione dovrebbe essere risolto a un tavolo negoziale. Abbiamo creduto al processo negoziale, lo sosteniamo e resteremo a favore di una risoluzione diplomatica", ha detto Al Ansari.
Libano: attacchi Idf nel sud del Paese a mezz'ora da ordine di evacuazione
Le Forze di difesa israeliane hanno condotto attacchi aerei nel sud del Libano, sui villaggi di Tebnine e Kounine, nel distretto di Bint Jbeil, e sul villaggio di Touline, nel distretto di Marjeyoun. Lo riporta L'Orient-Le Jour. A Tebnine l'attacco ha colpito la zona in cui si trovano un centro della Croce Rossa e l'ospedale pubblico del villaggio. Le forze israeliane avevano ordinato l'evacuazione di 16 centri abitati mezz'ora prima dell'attacco: tra questi era compreso Tebnine, ma non Kounine, né Touline.
Petroliera con gas naturale liquefatto ha attraversato lo Stretto di Hormuz: prima volta dall'inizio della guerra
Una petroliera che trasporta gas naturale liquefatto ha attraversato lo Stretto di Hormuz per la prima volta dall'inizio della guerra con l'Iran, il 28 febbraio. Lo riporta Sky News. La petroliera da 136.357 metri cubi è stata avvistata l'ultima volta nel Golfo il 30 marzo, ma è ricomparsa ieri al largo della costa occidentale dell'India, secondo i dati di tracciamento navale di ICIS LNG Edge, MarineTraffic e LSEG.
Hormuz: Arabia Saudita, sicurezza della navigazione è una priorità collettiva
La sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz è una "priorità collettiva" perché è necessario tutelare le forniture di energia, cibo e attrezzature mediche a livello globale. Lo ha dichiarato il rappresentante permanente dell'Arabia Saudita presso le Nazioni Unite, Abdulaziz al Wasel, prima dell'avvio della riunione del Consiglio di sicurezza prevista per oggi e incentrata sulla situazione in Medio Oriente. Al Wasel, per conto del governo saudita, ha chiesto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di condannare in maniera esplicita gli attacchi all'Arabia Saudita dall'inizio della crisi, e ha esortato a chiedere risarcimenti all'Iran. Hormuz, ha sottolineato Al Wasel, "rappresenta un'arteria vitale non solo per la regione ma anche per l'economia globale" e qualsiasi minaccia alla liberta' di navigazione attraverso lo Stretto avrebbe un impatto diretto sulla stabilita' del mercato energetico, sulle catene di approvvigionamento globali e sulla sicurezza economica internazionale nel suo complesso. Il diplomatico ha elogiato il ruolo di mediazione del Pakistan e ha sottolineato la necessita' che l'Iran rispetti i propri impegni internazionali e rispetti Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza Onu, che condanna gli attacchi che minacciano la stabilita' regionale e chiede la protezione della navigazione internazionale e la sicurezza dei corridoi marittimi.
Cnn: "Iran e Stati Uniti non sarebbero lontani da un accordo"
Stati Uniti e Iran non sono così lontani da un accordo come potrebbe sembrare dopo il mancato incontro di Islamabad: è quanto riporta la Cnn, citando fonti dell'Amministrazione Trump. I colloqui in corso si concentrano su un processo in più fasi in cui la prima parte di un potenziale accordo si concentrerebbe sul ritorno allo status quo prebellico e sulla riapertura dello Stretto di Hormuz senza restrizioni né pedaggi; la questione del programma nucleare iraniano – che sia gli Stati Uniti che Israele hanno indicato come casus belli – verrebbe invece affrontata in seguito. L'Amministrazione USA ha più volte affermato che qualsiasi accordo richiederebbe all'Iran di rinunciare alle sue scorte di uranio arricchito e di abbandonare l'arricchimento, richieste che Teheran ha sempre rifiutato categoricamente.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano: "Su sequestro petroliere Usa fanno atto pirateria"
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, è tornato a condannare il sequestro di petroliere in acque internazionali da parte degli Stati Uniti. "Si tratta di una vera e propria legalizzazione della pirateria e delle rapine a mano armata in alto mare", ha scritto sul suo profilo X. "Bentornati i pirati, solo che ora operano con mandati governativi, navigano sotto bandiere ufficiali e definiscono il loro bottino ‘attività di contrasto alla criminalità'". "Gli Stati Uniti devono essere ritenuti pienamente responsabili di questo comportamento sfacciatamente illegale, che colpisce al cuore il diritto internazionale e il libero scambio internazionale e minaccia i principi fondamentali della sicurezza marittima", ha concluso.