La riforma del Codice della strada torna in Commissione trasporti dopo un blitz nell'Aula di Montecitorio. La riforma, in fase di stallo da oltre un decennio, torna quindi al punto di partenza, come richiesto dal relatore Diego De Lorenzis (M5s). Questa potrebbe comunque essere la volta buona per la riforma: con il decreto Semplificazioni, infatti, la conversione in legge potrebbe essere vicina. Vediamo nel frattempo le principali novità che la riforma porterebbe con sé.

Per prima cosa, potrebbe essere introdotto il concetto di utenza vulnerabile. Questo racchiuderebbe sia i conducenti di ciclomotori e motocicli, ma anche pedoni, ciclisti e le persone con disabilità. Si pensa a rialzare le strisce pedonali all'altezza dei marciapiedi, che potrebbero essere colorati in modo da renderli più visibili, e allo stesso tempo a introdurre nel codice percorsi pedonali. Gli attraversamenti pedonali, inoltre, potranno essere muniti di speciali sensori che attiveranno un segnale luminoso al passaggio dei pedoni. Si prevede inoltre che nei semafori l'accensione del giallo abbia una durata minima di 3 secondi.

Parcheggi e permessi speciali

Le amministrazioni comunali potranno decidere se riservare nei parcheggi degli appositi spazi per le auto delle donne in gravidanza o con a bordo bambini con meno di due anni: si dovrà esporre sul parabrezza un "contrassegno rosa" per averne diritto. Vengono inasprite le sanzioni per chi parcheggia nei posti riservati alla ricarica elettrica: oltre al verbale, infatti, verranno anche tolti due punti dalla patente. Multe più salate (dai 167 ai 666 euro) anche per chi viola le norme di comportamento ai passaggi a livello. Stop all'accesso libero alle zone a traffico limitato (Ztl) per le auto ibride: questo sarà riservato esclusivamente alle auto elettriche dopo una delibera della giunta comunale. Gli enti proprietari delle strade dovranno rendere gratuiti i parcheggi delimitati dalle strisce blu per le persone con disabilità. Per chi utilizza abusivamente i parcheggi riservati a persone con handicap le sanzioni saranno più severe: si va dai 168 ai 673 euro di multa, con la perdita di 4 punti dalla patente.

Casco e cinture di sicurezza

La riforma introduce la responsabilità del conducente del motoveicolo e ciclomotore nel caso in cui il passeggero non indossi il casco. Dopo quattro mesi dall'approvazione della legge, inoltre, l'obbligo di indossare il casco scatterà anche per i minori di 12 anni che guidano una bicicletta. Si stabilisce poi che dal 1° gennaio 2024 tutti gli scuolabus dovranno essere dotati di cinture di sicurezza, anche nel caso in cui non ci fosse l'obbligo di allacciarle. Nel caso in cui un passeggero maggiorenne a bordo di un'auto non indossasse la cintura, le sanzioni andranno applicate anche al conducente (ad esclusione di taxi e NCC che devono solamente ricordare ai passeggeri l'obbligo di allacciare le cinture).

Cellulare alla guida

Vengono inasprite le sanzioni per chi fa uso di smartphone, computer, tablet o dispositivi analoghi. Tutto ciò che comporti un allontanamento anche solo temporaneo delle mani dal volante. Alla prima violazione si andrà incontro a una sanzione dai 422 ai 1.697 euro, più la sospensione della patente da 7 giorni a 2 mesi e la decurtazione di 5 punti. Se in due anni c'è la doppia violazione la sanzione aumenta da 644 a 2.588 euro, la patente andrà incontro a sospensione da 1 a 3 mesi e i punti tolti saranno 10.

Infine, la riforma vieta sulle strade e sui veicoli ogni forma di pubblicità dal contenuto sessista, violento o che proponga uno stereotipo di genere offensivo, piuttosto che un messaggio lesivo del rispetto delle libertà individuali, dei diritti civili, del credo religioso, dell'appartenenza etnica o discriminatori dell'orientamento sessuale, dell'identità di genere o delle abilità fisiche e psichiche.