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Il pagellone dell’Inter campione d’Italia: Chivu è la vera sorpresa, Lautaro e Dimarco superstar

L’Inter si aggiudica il 21° Scudetto della sua storia dopo un campionato dominata: Chivu sorprende tutti al primo colpo e riaccende un gruppo che sembrava spento, Lautaro e Dimarco superstar. Calhanoglu cecchino infallibile.
A cura di Vito Lamorte
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L'Inter batte il Parma e si aggiudica lo Scudetto numero 21 della sua storia (il dibattito è sempre aperto ma qui si segue il conteggio della Lega Serie A) e fa esplodere tutta la sua gioia dopo le delusioni della stagione 2024-2025. La squadra di Cristian Chivu ha vinto con merito il tricolore dopo una stagione che ha visto qualche incertezza nella fase iniziale ma che è stata dominata in maniera netta e senza appello.

Miglior attacco per distacco e quarta miglior difesa di tutta la Serie A: i nerazzurri hanno zoppicato negli scontri diretti ma contro le medio piccole non hanno lasciato nemmeno le briciole, tracciando un solco importante con le concorrenti per il titolo e chiudendo la pratica con tre giornate di anticipo. Si tratta del terzo Scudetto nelle ultime sei stagioni.

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Yann Sommer. Qualche incertezza di troppo rispetto alle passate stagioni sono il segno dell'età che avanza: lo svizzero ha dimostrato di essere un portiere di grande qualità e affidabilità ma l'Inter ora dovrà iniziarsi a guardare intorno per trovare un successore all'altezza del miglior Sommer. Voto: 6.

Manuel Akanji. Acquisto azzeccatissimo per completare un reparto forte ma incompleto. Il difensore elvetico dimostra grande intelligenza tattica e solidità. Ci sono state delle giornate storte ma Akanji ha sempre lavorato e guardato avanti, giocando tutte le partite da quando è entrato e non subendo mai una squalifica. L'Inter ha l'obbligo di riscatto a 15 milioni in caso di Scudetto ma non dovrebbero esserci particolari dubbi su questo. Voto: 8.

Yann Bisseck. Dare un giudizio all'annata del difensore tedesco è complicato perché ha alternato prestazioni di alto livello a partite più complicate. Le sue caratteristiche hanno permesso a Chivu di giocare con una linea più alta e si è fatto notare anche in zona gol con le sue uscite a palla al piede e le sue elevazioni sulle palle da fermo. Voto: 7.

Alessandro Bastoni. C'è stato un pre Inter-Juve e un post Inter-Juve per una delle colonne della squadra nerazzurra. Bastoni ha sbagliato e ha fatto mea culpa per il suo gesto nei confronti di Kalulu ma si è trovato ad affrontare una situazione complessa e assolutamente impronosticabile: non si tratta dei fischi in sé, a cui i calciatori sono abituati, ma tutto il contorno di una vicenda che è stata esasperata (tra minacce di morte e social chiusi) e che ha cambiato l'andamento della sua stagione. Voto: 6.5.

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Denzel Dumfries. Ha saltato due mesi di stagione e la sua assenza è stata pesante per l'Inter. La doppietta di Como è uno dei punti di svolta dell'annata nerazzurra e conferma la qualità offensiva di questo ragazzo silenzioso ma sempre pronto nelle occasioni importanti (Barcellona-Inter ricorda qualcosa?). Voto: 7.5.

Luis Henrique. Adattato in un ruolo non suo, ha giocato anche più di quanto previsto in virtù dei problemi fisici di Dumfries. Ha alternato prove sufficienti a prestazioni mediocri ma in più di un'occasione si è fatto apprezzare per la buona volontà in un ruolo non suo. Voto: 6.

Nicolò Barella. Il suo rendimento è calato rispetto ad altre stagioni ma quando è arrivato il momento di mettere cuore e gambe sul prato verde il numero 23 non si è tirato indietro. Ha sbagliato, si è rialzato e ha continuato a lottare. In più di un'occasione l'ha fatto anche con la fascia al braccio e il modo in cui è stato festeggiato dai compagni e da San Siro dopo il gol alla Roma è lo specchio della sua annata. Voto: 7,5.

Hakan Calhanoglu. Il turco è l'uomo che cambia il volto tattico e tecnico dell'Inter. Giocatore totale che sembrava fuori dal progetto dopo il Mondiale per Club ma che è diventato nuovamente il ‘fulcro' del gioco nerazzurro nonostante le tante difficoltà fisiche. Segna come un attaccante e quando calcia da fuori è sempre un piacere per gli occhi degli appassionati. Voto: 8.

Piotr Zielinski. Lo scorso anno i tifosi dell'Inter si chiedevano dove fossero finite le sterzate e le giocate di Zielinski: beh, sono stati ripagati con gli interessi. Da vertice basso della mediana o da mezzala, Piotr è stato spesso il termometro della squadra di Chivu. Voto: 8.5.

Petar Sucic. Il gioiellino croato entra nelle rotazioni del centrocampo nerazzurro con la sicurezza di un veterano. La qualità c'è e si è vista in di un'occasione ma non sono mancati passaggi a vuoto: fa parte del percorso di crescita del classe 2003. Il suo gol alla Fiorentina rimarrà entra di diritto nelle immagini dello Scudetto numero 21 dell'Inter: una piccola perla. Voto: 7.

Federico Dimarco. Un play che gioca in fascia non se lo possono permette tutti e, nonostante alcune critiche stucchevoli, quest'anno il numero 32 dell'Inter ha giocato con una continuità impressionante, sfoderando prestazioni di altissima qualità. Il record di assist (18) è la riprova di un'annata straordinaria. Voto: 9.

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Lautaro Martinez. Il vero trascinatore dell'Inter al tricolore numero 21. Quando non c'è la squadra nerazzurra cambia radicalmente sia nello spirito che nella proposta: calciatore unico per come riesce a legare il gioco e miglior realizzatore del campionato nonostante gli infortuni. Capitano. Voto: 9.

Marcus Thuram. L'attaccante francese ha alternato periodi di grande continuità a momenti in cui non gli riusciva quasi nulla. Rispetto allo Scudetto del 2023-2024 Thuram è stato più altalenante ma i numeri sono dalla sua parte: doppia cifra di gol, assist e tanto movimento per i compagni. Dopo l'ultimo infortunio di Lautaro i compagni si sono appoggiati sulle sue spalle e lui ha risposto presente. Voto: 7.5.

Francesco Pio Esposito. Alla prima stagione in Serie A lascia il segno in maniera indelebile sul tricolore nerazzurro: 6 gol in campionato, 9 complessivi in stagione, e tutti molto importanti. Da Cagliari al Lecce passando per quelli alla Juventus e alla Fiorentina. Attaccante con caratteristiche uniche nel nostro panorama che è stato al centro di discussioni ‘partigiane' a cui lui non ha dato il benché minimo peso ed è andato avanti per la sua strada. Nonostante la giovane età i compagni hanno mostrato fiducia nei suoi confronti anche in situazioni difficili: non era scontato. Voto: 8.

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Cristian Chivu. Nessuno si aspettava di vederlo vincere uno Scudetto al primo colpo, e invece è successo. L'ex allenatore del Parma ha preso uno spogliatoio in frantumi ed è riuscito a ricomporlo pezzo dopo pezzo tra Mondiale per Club e pre-season: i passi falsi della prima parte di stagione hanno lentamente lasciato spazio ad una cavalcata verso il tricolore. L'unico neo è stata la difficoltà negli scontri diretti ma, nonostante questo, i nerazzurri hanno chiuso la pratica con tre giornate di anticipo. La sua comunicazione ha fatto molto discutere: inizialmente era molto gettonata e tanti gli hanno fatto i complimenti, poi è finito sotto attacco dal post-gara di Inter-Juventus ma Chivu ha fatto sempre e solo una cosa… difendere il suo gruppo. Chi non lo aveva capito prima se ne è reso conto poi. Voto: 9.

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