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Inter campione d’Italia per la 21ª volta! Chivu vince lo Scudetto dopo un campionato stradominato

L’Inter batte il Parma a San Siro (2-0) e fa esplodere la festa per la conquista del titolo tricolore. Thuram sblocca la partita alla fine del primo tempo poi è apoteosi nerazzurra col raddoppio di Mkhitaryan.
A cura di Maurizio De Santis
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L'Inter è campione d'Italia 2025-2026, quello cucito sulla maglia oggi è il 21° scudetto. La squadra di Chivu (primo trionfo da allenatore debuttante sulla panchina di una big) lo ha conquistato a San Siro con quattro giornate di anticipo battendo il Parma (2-0, gol di Thuram e Mkhitaryan). Per la matematica certezza sarebbe bastato anche un pareggio, ma San Siro meritava un trionfo pieno. E così è stato cancellando il Napoli, secondo in classifica e reduce dal pareggio (0-0) a Como: a quota 70, ammesso vincano tutte le gare che restano, gli azzurri possono solo ambire a consolidare il piazzamento. Ed è proprio alla formazione di Conte che i nerazzurri strappano dalla maglia la coccarda tricolore, consumando anche una piccola vendetta dopo la beffa della scorsa stagione, quando videro sfumare il successo sul filo di lana, a tutto beneficio dei partenopei.

Piccola curiosità: a proposito dei campani, a loro resta la (magra) soddisfazione di aver prevalso nel bilancio dei confronti diretti: vittoria per 3-1 al Maradona, pareggio per 2-2 al Meazza.

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Inter rullo compressore. Ha sicuramente dominato. Ha avuto il merito di essere più solida e continua rispetto alle dirette concorrenti. Ha trovato le soluzioni anche nella fase di flessione, quando Milan e Napoli hanno alzato la lesta. S'è fatta forza aggrappandosi a pedine chiave quali Lautaro Martinez, Calhanoglu, Thuram, Barella, Dumfries, Mkhitaryan: aveva risorse migliori da sfruttare e, complice la sapienza dell'allenatore nella gestione del gruppo, lo ha fatto. Ha fatto quadrato e resistito alla bufera mediatica che l'ha investita in occasione della vicenda Bastoni (per la simulazione contro la Juve). È riuscita a rigenerarsi nonostante l'eliminazione dalla Champions col Bodo Glimt. Quando ha potuto/dovuto ha concesso anche il giusto spazio a giovani come Pio Esposito che rappresentano il futuro. Ha vinto, con merito.

Scudetto sul petto, ma non è finita. Il 13 maggio a Roma c'è un altro appuntamento da cerchiare in rosso sul calendario: la finale di Coppa Italia contro la Lazio all'Olimpico. Il "doblete" è a portata di gol.

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