Fino a pochi giorni fa si chiamavano responsabili. Ora hanno preferito essere ribattezzati in costruttori. Operazione anche della comunicazione del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e del Movimento 5 Stelle. Un richiamo alle parole del capo dello Stato nel suo discorso di Capodanno. Che Luigi Di Maio ha sdoganato con un vero e proprio appello ai “costruttori europei pronti a sostenere il governo in Parlamento. La partita si giocherà sul filo dei voti al Senato, mentre alla Camera Conte sembra poter dormire sonni tranquilli. A Montecitorio si voterà lunedì, a Palazzo Madama martedì. Qualche ora in più per concludere le trattative e puntare a ottenere una maggioranza comoda sul voto di fiducia del Senato. Ma chi sono i possibili costruttori che potrebbero salvare il governo Conte? Cerchiamo di capirlo e di vedere quanti ne servirebbero per avere un maggior margine.

Un nuovo gruppo parlamentare per sostenere Conte

La richiesta, fatta da più parti ma soprattutto da Mattarella, è quella di formare un nuovo gruppo parlamentare che sostenga il governo. Non parlamentari in ordine sparso, quindi. Per formare il gruppo serve avere un simbolo già depositato in occasione delle elezioni del 2018. Per risolvere il problema dovrebbe bastare l’intervento del Maie, ovvero il gruppo dei parlamentari eletti all’estero. Che il governo, di fatto, già lo sostiene. Potrebbe quindi nascere un nuovo gruppo dal nome Maie/Con-Te. Alla Camera, invece, l’appoggio arriverebbe da Centro Democratico di Bruno Tabacci, che spiega come in questi giorni abbia già accolto sette deputati ex M5s, motivo per cui si dice convinto che non ci saranno problemi a trovare l’appoggio alla maggioranza.

I numeri del Senato: obiettivo è quota 161

La partita è tutta concentrata sul Senato, dove la maggioranza assoluta si attesta a 161 parlamentari. Servirebbe almeno una decina di senatori. La maggioranza, con l’abbandono di Iv, conta su 151 voti, calcolando anche i senatori a vita Mario Monti ed Elena Cattaneo. C’è chi sostiene che 6 parlamentari sarebbero in arrivo da Italia Viva, dopo la rottura con Renzi conseguente allo strappo nel governo. Pensano, quindi, di appoggiare l’esecutivo. A questi se ne potrebbero aggiungere 4 fuoriusciti da Forza Italia, più due ex pentastellati. L’iter del nuovo esecutivo partirà quindi dalle Camere: prima il voto e poi la nascita dei gruppi contiani. Poi si penserà alla formazione del Conte ter, con un probabile rimpasto necessario sia per assegnare i ministeri rimasti vacanti – Agricoltura e Famiglia – che per cambiare qualche pedina. Inoltre Conte potrebbe cedere la tanto contestata delega ai Servizi a un uomo di fiducia.

Il gruppo Con-Te: chi sono i possibili responsabili

Il nuovo gruppo, che secondo Repubblica potrebbe avere nel nome “Con-Te”, si pone l’obiettivo di arrivare a quota 18 senatori, gli stessi che fanno parte del gruppo di Italia Viva ora. Tra chi sosterrà il governo c’è Riccardo Nencini, colui che ha fornito il simbolo per formare il gruppo ai renziani. Nencini, comunque, potrebbe rimanere nel suo gruppo come gesto di cortesia nei confronti di Renzi, lasciandogli così una maggiore autonomia, pur votando lui diversamente. Poi c’è il Maie, come detto: alcuni in questo gruppo già votano la fiducia al governo, come nel caso di De Bonis. In maggioranza potrebbero rientrare anche alcuni ex M5s, come De Falco. Più la moglie di Mastella, Sandra Lonardo.

Mentre perde quota l’ipotesi del sostegno dell’Udc, si punta sui renziani: c’è chi dice che la maggioranza sia in pressione su ben 8 senatori. I nomi che circolano sono quelli di Carbone, Comincini, Conzatti, Grimani e Vono, oltre a Nencini. In più si fanno altri nomi come quelli di Cucca e Marino. Si parla anche di Annamaria Parente, presidente della commissione Sanità. Altra componente fondamentale è quella di Forza Italia. L’operazione di appoggio al governo è caldeggiata alla Camera da Renato Brunetta e Renata Polverini. In più pare ci siano quattro senatori di cui si parla: Masini, Minuto, Stabile e Paola Binetti, eletta con l’Udc. Infine, altra ipotesi è quella degli ex Movimento 5 Stelle passati all’opposizione, come Michele Giarruso e Lello Ciampolillo. Ma per ora tutti negano e la partita resta in sospeso.