Da una parte chiude all’ipotesi di un nuovo governo con Italia Viva, dall’altra Luigi Di Maio sembra aprire alla possibilità di un accordo in Parlamento con tutte le forze europeiste. In un post su Facebook il ministro degli Esteri rivolge un appello a tutti i “costruttori europei” che sembra richiamare la cosiddetta formula Ursula, ovvero quella che ha sostenuto al Parlamento Ue l’elezione della presidente della Commissione europea. Di Maio parla della crisi di governo con questo lungo post su Facebook: “Il mondo ci sta guardando e purtroppo non possiamo andarne fieri. Nell’anno nella presidenza italiana del G20, della copresidenza italiana della COP26 e soprattutto nell’anno in cui dobbiamo iniziare a spendere il piano Marshall del nuovo millennio, l’Italia rischia così di essere macchiata in modo indelebile da un gesto che considero irresponsabile e che, come avevo anticipato, divide definitivamente le nostre strade”.

Il ministro degli Esteri ed esponente del Movimento 5 Stelle prosegue: “Chiunque in questo anno ha sacrificato la sua vita per salvare quella degli altri non merita di essere ostaggio dei personalismi o degli egoismi di qualcuno. Medici, infermieri, operatori sociosanitari, ma anche i nostri militari, le forze di polizia che hanno difeso e messo in sicurezza l’Italia quando il virus ci ha colpito nel modo più violento hanno il diritto di essere guidati da istituzioni coese e altruiste”. “In questo drammatico clima di incertezza, in questo mare in tempesta, ci sono però solidi punti fermi”.

Per Di Maio i punti fermi sono tre: “Il primo è il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al quale va tutta la nostra vicinanza per la delicata fase che si troverà a gestire. Il secondo è il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, verso il quale saremo leali e come Movimento 5 Stelle sosterremo fermamente. Il terzo punto solido è l’Europa”. Proprio su questo punto sembra soffermarsi maggiormente il ministro degli Esteri: “Siamo chiamati, oggi, a compiere una scelta davanti a un bivio che ci segnerà per sempre: la ripresa o l’immobilismo, la rinascita o la depressione economica e sociale. La via da seguire è molto chiara e passa per la condivisione dei valori europei più profondi: il rispetto della dignità umana, l’uguaglianza, la solidarietà. Il mio appello si rivolge dunque a tutti i costruttori europei che, come questo Governo, in Parlamento nutrono la volontà di dare all’Italia la sua opportunità di ripresa e di riscatto. Insieme, possiamo mantenere la via. Guardiamoci intorno e troveremo un Paese che chiede di essere ascoltato. Non possiamo permetterci di ignorarlo. Noi gli daremo voce fino alla fine”.