7 Giugno 2021
15:13

Che cos’è la federazione del centrodestra di governo e chi ne è contrario

La proposta è stata avanzata per primo da Matteo Salvini, che ha spiegato: “Non parlo di fusioni o di annessioni, ma di una collaborazione. Non sarà un partito unico, ma l’occasione di mettere spalle al muro la sinistra”. E mentre hanno aperto sia Silvio Berlusconi che Antonio Tajani, in Forza Italia non sono tutti d’accordo.
A cura di Annalisa Girardi

Da qualche giorno ormai si parla dell'ipotesi, lanciata in primis da Matteo Salvini, di creare una federazione dei partiti di centrodestra al governo. "Non parlo di fusioni o di annessioni, ma di una collaborazione già da domani", ha assicurato il leader della Lega. Ma la proposta non è vista di buon occhio da molti alleati, che temono di finire inglobati nel Carroccio. Salvini ne parlerà oggi con il presidente del Consiglio, Mario Draghi, e l'argomento sarà poi anche al centro del prossimo vertice del centrodestra, che si dovrà riunire per prendere una decisione in merito ai candidati da presentare nelle grandi città alle amministrative.

Meloni non farebbe parte della federazione

Chiaramente l'iniziativa non comprenderebbe Fratelli d'Italia e Giorgia Meloni, all'opposizione. "È un'operazione che guardo con assoluto rispetto. Qualsiasi cosa decidano di fare è una scelta loro. Io ho sempre pensato che le differenze fra i partiti di centrodestra fossero anche un valore aggiunto. Quello che fa la differenza in politica è la tua identità", ha commentato la deputata romana, affermando che comunque si tratti di un'operazione contro la sinistra e non contro il suo partito.

Come si articolerebbe la federazione di centrodestra

Ma come si articolerebbe quindi questa iniziativa? "Non sarà un partito unico, ma l’occasione di mettere spalle al muro la sinistra", ha ribadito Salvini. Per poi spiegare: "La federazione, da non confondere con fusione, si baserà su progetti comuni e sarà una opportunità per tutti e anche per il Paese, perché velocizzerà, unirà e accelererà il lavoro sulle riforme. Parleremo con un’unica voce e così facendo sveltiremo l’approvazione di decreti, emendamenti, faciliteremo le riforme del fisco e della giustizia, codice degli appalti e tagli Irpef". Alla proposta ha aperto Silvio Berlusconi, affermando che una federazione "consentirebbe certamente di dare maggiore forza alle nostre battaglie storiche" e che per questo "la consideriamo con grande attenzione e non diciamo no". E il numero due di Forza Italia, Antonio Tajani, ha aggiunto: "C'è una proposta e la stiamo valutando. È fatta da un nostro alleato e sarebbe sbagliato non discuterla e non approfondire il tema del centrodestra al governo".

Chi non è d'accordo con la federazione

Non tutti però sono entusiasti della proposta: le ministre per gli Affari regionali e per il Sud, rispettivamente Mariastella Gelmini e Mara Carfagna, hanno espresso le loro perplessità, sottolineando il rischio che si sfoci in una vera e propria annessione di Forza Italia da parte della Lega. "Io sono per un centrodestra sicuramente unito ma plurale. Oggi credo non sia possibile prescindere dal ruolo centrale di una forza liberale, moderata ed europeista che, assieme alla Lega, FdI e ad altre forze disegna un centrodestra ampio che si candida a vincere", ha commentato Gelmini. Insomma per la ministra azzurra è giusto il dialogo e il confronto, ma il ruolo di ogni singola forza politica va "accentuato e non annacquato in una federazione".

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