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Cateno De Luca punta alle Politiche e si scopre ‘Barbiere di Siviglia’: “Tutti mi cercano, destra e sinistra”

Post-ideologico, civico, meridionalista: il progetto di Sud Chiama Nord prende il volo, esce dai confini regionali siciliani e punta alle elezioni politiche. “Ci siamo consolidati in termini definitivi nel nostro contesto d’origine, ora vogliamo sdoganare il progetto in ambito nazionale, con l’obiettivo del 3%”, dice il leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca, in un colloquio con Fanpage.it. Il 18 luglio a Palermo presenterà la strategia nazionale.
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Una delle sorprese della prossima campagna elettorale per le Politiche 2027, che potrebbe spostare l'ago della bilancia a favore dell'una o dell'altra coalizione, è rappresentata dal progetto di Sud Chiama Nord di Cateno De Luca, ora entrato in quello che l'attuale sindaco di Taormina definisce una "fase due".

Sostanzialmente l'idea è quella di uscire dai confini della Sicilia, dove il partito è nato e si è radicato, per puntare alle elezioni politiche nazionali del 2027, con l'apertura di diversi coordinamenti e comitati a livello nazionale, ma puntando alle Regioni del Sud Italia, dal Lazio in giù. Sud chiama Nord è già in Parlamento con il deputato alla Camera Francesco Gallo, eletto nel collegio uninominale di Messina. Adesso l'obiettivo insomma è far pesare per le prossime Politiche la percentuale di consenso di cui il partito gode attualmente, che secondo gli ultimi sondaggi è intorno all'1,5%. Un bacino di voti che può fare gola a molti, visto che Sud Chiama Nord si presenta come partito post-ideologico, che guarda sia a destra sia a sinistra, senza particolari preclusioni.

L'importante, spiega il leader del partito di cui l'ex viceministra al Mef Laura Castelli è presidente, è che nel programma si fissino alcuni principi inviolabili, nel rispetto dei principi di Sud Chiama Nord.

Il 18 luglio a Palermo prende avvio il percorso nazionale di Sud chiama Nord

È con questo spirito che Cateno De Luca si approccia all'evento organizzato per il prossimo 18 luglio a Palermo: l'appuntamento è alle ore 10 al Teatro Politeama a Palermo, dove verrà presentato il ‘Governo di Liberazione’, un modello di Sicilia autonomista, civica e progressista. Nel corso della manifestazione in programma alle ore 10.00 al Teatro Politeama verrà formalizzata la sua corsa per le Regionali in Sicilia, con l'avvio della fase di raccolta delle candidature per la costruzione delle liste a sostegno del progetto ‘De Luca Sindaco di Sicilia'. Contemporaneamente da Palermo parte la strategia nazionale, la campagna per le Politiche del movimento.

"L'obiettivo che abbiamo è quello di definire entro dicembre una struttura di un partito concentrato prevalentemente nel Meridione, che possa anche raddoppiare l'1,5% di consensi", ha detto De Luca, in un colloquio con Fanpage.it. L'ex sindaco di Messina è convinto che queste percentuali sono destinate a salire, anche perché la Lega nel Meridione cederà inevitabilmente terreno: "Salvini sarà costretto a lasciare questo spazio dal Lazio in giù, dovrà ritornare ai connotati originari. Altrimenti rischia di scendere sotto il 4% nel giro di qualche mese, secondo le previsioni", è il ragionamento.

"Questo calo del Carroccio certifica il fallimento della vocazione nazionale del partito – sottolinea – L'unica soluzione per risollevare la Lega è guardare unicamente ai territori del Nord. Direi che il partito di Salvini, soprattutto in Sicilia, è in liquidazione ormai. Ma oltre allo spazio che verrà lasciato dalla Lega al Sud abbiamo un altro spazio da occupare: il nostro 1,5% ha una caratteristica che nessun altro movimento, ovvero rappresenta un voto post ideologico. Lo abbiamo certificato anche alle ultime elezioni amministrative siciliane: nei 17 comuni in cui si è votato con il proporzionale, Sud chiama Nord ha preso quasi il 21%. E in questi 17 comuni abbiamo fatto delle alleanze diversificate: siamo andati da soli nella provincia di Messina, con il centrosinistra a Marsala e Termini Imerese, con il centrodestra in provincia di Catania e ad Agrigento. Il voto dunque viene dato a Sud Chiama Nord a prescindere dalle alleanze".

Secondo Cateno De Luca la prima fase del percorso si è conclusa, ora si passa al secondo step, che coincide con il lancio del progetto meridionalista, del partito nazionale. A questo scopo recentemente è stato aperto un coordinamento anche nel Lazio, e Sud Chiama Nord è già approdato in Campania, Puglia, Abruzzo, Molise. Secondo la tabella di marcia, entro settembre ci sarà un coordinamento del partito in ogni Regione del Sud.

Cateno De Luca: "Nessuna ‘politica dei due forni'. La nostra è una vera proposta civica"

Il tema alleanze è un capitolo che sarà valutato nei prossimi mesi. Sud chiama Nord, proprio per sua natura post-ideologica, si considera aperto a considerare alleanze a sinistra ma anche a destra: "Sono gli altri che in questo momento guardano alla nostra crescita con attenzione", sottolinea De Luca. "Sto vivendo la fase del Barbiere di Siviglia, tutti ci cercano e tutti ci vogliono. Perché quella percentuale oggi è reale, non oscilla in funzione dell'alleanza che andiamo a definire. Dunque sia i partiti di centrodestra sia quelli di centrosinistra hanno interesse a chiudere un accordo con noi, perché siamo quelli che portano un valore aggiunto. La nostra non è un'operazione civica di area, come tante altre. Il nostro è un voto identitario che amplia l'orizzonte della compagine con la quale facciamo accordi, come successo già alle amministrative". E in un momento di grande divisione a destra, con la maggioranza che è andata in crisi sulla legge elettorale, la percentuale che Sud chiama Nord può portare in dote può fare la differenza, se davvero, come sostiene De Luca, a dicembre la sua forza toccherà il 3%.

"Chiunque chiude con noi sa di avere un reale valore aggiunto. Sud chiama Nord in un'eventuale alleanza non toglierebbe voti a una compagine esistente", al contrario di altre possibili alleanze sul tavolo. Se Futuro Nazionale in questo momento si alleasse con il centrodestra, comporterebbe sicuramente la fuga di una parte consistente di elettori moderati. Mentre Cateno De Luca ci tiene a precisare che la sua forza politica "non è la mela avvelenata né del centrodestra né del centrosinistra".

In un'eventuale trattativa con una coalizione, l'importate è definire i temi. Per esempio sull'immigrazione De Luca segna una distanza rispetto a Vannacci ma anche rispetto a Meloni: "Mi sentirei in imbarazzo in una coalizione in cui qualche partito propone i ghetti nelle scuole o la remigrazione, così come non mi piacciono i centri in Albania. Però non sono nemmeno a favore delle frontiere aperte in modo indiscriminato. Ho una visione pragmatica sul tema: l'Italia ha bisogno di manodopera, per cui bisogna intervenire sui decreti flussi e creare nel frattempo le condizioni per una reale integrazione".

Secondo De Luca è ora che la politica nazionale valorizzi di più i sindaci. Un po' come vuole fare il leader di Progetto civico Italia, il partito degli amministratori di Onorato. Per il sindaco di Taormina però l'operazione di Onorato è solo "un'imitazione del progetto di Sud chiama Nord. Abbiamo avviato questo progetto molto prima di lui", sottolinea Cateno De Luca, "a Messina noi abbiamo dal 2018 un monocolore civico, che si è affermato per tre volte". Per il leader di Sud chiama Nord insomma Progetto civico Italia è solo un tentativo di unire insieme in una lista riformista diverse anime, come i comitati Più uno di Ernesto Ruffini, Primavera di Vincenzo Spadafora. "Non è questo il civismo che abbiamo in mente, semplicemente perché è già schierato con una parte politica, mentre per noi il civismo è post ideologico. Rispetto comunque Onorato, che sta facendo molto bene da assessore di Roma, così come Ruffini. Sicuramente in questa fase storica rappresentano l’unica novità di un centrosinistra da rianimare”.

Sud Chiama Nord ora punta al Parlamento

Ora il progetto di Cateno De Luca ha un'aspirazione nazionale: "Ci siamo consolidati in termini definitivi nel nostro contesto d'origine, ora puntiamo a completare quel percorso, strutturato in due fasi: nel 2022 c'è stata l'affermazione a livello regionale, ora vogliamo sdoganare il progetto in ambito nazionale, con l'obiettivo del 3%".

"La trattativa si sposta quindi a Roma, con i leader di partito, perché in Sicilia non ci sono soggetti legittimati e davvero autorevoli, in grado di impostare con noi un percorso. Il nostro punto di riferimento a livello nazionale è Laura Castelli. Entro settembre ci aspettiamo altre adesioni importanti a livello nazionale. Stiamo aspettando anche noi di capire quale sistema elettorale uscirà fuori, cosa che influirà sulle nostre decisioni". E dopo i contatti degli ultimi giorni sembra molto probabile un accordo tra De Luca e l'ex senatore Udc Francesco Pionati, per lavorare insieme al rafforzamento un movimento civico autonomista e meridionalista che possa essere determinante alle Politiche.

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