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Botta e risposta Trump-Meloni, condanna da destra e sinistra. Salvini: “Chi attacca la premier attacca tutti”

Meloni ancora una volta attaccata da Trump. Secondo la versione del presidente Usa, la premier lo avrebbe implorato per avere uno scatto insieme al G7. Meloni ha replicato: “Io e l’Italia non imploriamo mai”. Il Presidente Mattarella chiama per esprimerle solidarietà, mentre il vicepremier Tajani annulla il viaggio in Usa. Condanna da maggioranza e opposizione.
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È andato in scena l'ultimo atto del duello tra Giorgia Meloni e Donald Trump, che ormai va avanti da mesi. Dopo la chiusura del G7 di Evian sembrava che tra i due i rapporti si fossero rasserenati. La premier aveva sperato che dopo i dissidi di quest'anno, dopo gli attacchi e i colpi bassi incassati, sarebbe stato possibile riprendere un dialogo più disteso.

Meloni sperava che dopo lo scambio di battute, dopo il chiarimento avuto con il tycoon, le frizioni fossero acqua passata. E invece l'illusione è durata solo poche ore. Il Presidente degli Stati Uniti, in collegamento telefonico con La7, ha parlato dell'incontro avuto al G7 con la presidente del Consiglio. E ha usato parole tutt'altro che benevole per il capo del governo: "Voleva una foto con me così tanto! L'avrei anche non fatta, ma mi è dispiaciuto per lei", ha detto. Meloni ha risposto con un video sui social: "Io e l’Italia non imploriamo mai. Sono allibita".

Lo scambio tra Trump e Meloni ha suscitato reazioni da parte di tutto il governo e da tutto l'arco parlamentare. Da una parte c'è chi esprime solidarietà alla presidente del Consiglio, dall'altra c'è chi critica la sua "subalternità" al tycoon.

Le razioni agli insulti di Trump a Meloni: condanna dai partiti di destra e sinistra

Subito dopo l'attacco dell'inquilino della Casa Bianca la premier ha ricevuto anche una telefonata di solidarietà del Capo dello Stato Mattarella. Mentre il vicepremier Antonio Tajani ha annullato il viaggio negli Usa, a Miami che aveva in agenda: "Le gravi e offensive parole del presidente Trump nei confronti del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni offendono tutta l'Italia. Per questo motivo ho deciso di annullare la mia visita negli Stati Uniti prevista per i prossimi 21 e 22 giugno".

Anche il presidente della Regione Lombardia si è visto costretto ad annullare la sua missione negli Usa, prevista per la prossima settimana, per partecipare a un forum economico e ad alcune iniziative di promozione del ‘sistema Lombardia': "Esprimo piena solidarietà al presidente del Consiglio Giorgia Meloni per le parole inaccettabili pronunciate da Donald Trump, che non riflettono il rispetto e la correttezza su cui devono fondarsi i rapporti tra Capi di Stato e di Governo", ha detto Attilio Fontana. "Le parole di Trump offendono la presidente Meloni e l'Italia".

Anche per il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, le dichiarazioni di Trump "sono ingiustificate e inaccettabili. E si commentano da sole: l'Italia non elemosina nulla e il nostro capo del governo è riconosciuto e stimato in tutto il mondo", mentre la Lega ribadisce che "non è accettabile polemizzare con alleati e amici che si sono sempre dimostrati affidabili".

Dall'opposizione, silenzio per ora dalla segretaria Pd Elly Schlein, mentre per il dirigente nazionale dem Goffredo Bettini "è inaccettabile il disprezzo dimostrato da Trump verso il nostro Paese e i suoi vertici istituzionali".

Condanna anche da parte della deputata Pd e presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, Laura Boldrini: "Le parole di Trunp sulla Presidente del Consiglio Meloni sono inaccettabili. Parla come un bullo misogino, ma è il Presidente degli Stati Uniti. Faccio mie le parole di solidarietà del Presidente Mattarella. Sono parole gravi quelle di Trump che mettono una pietra tombale sul presunto ruolo da pontiera che Meloni si era attribuita. E' evidente che l'atteggiamento di subalternità nei confronti di Trump non solo ha relegato l'Italia all'irrilevanza in politica estera, ma è anche costato carissimo alle italiane e agli italiani con gli impegni sull'acquisto, a un prezzo esorbitante, di gas dagli Usa e di raggiungere il 5 per cento del pil in armi, pur di compiacere Trump. Non è la prima volta che il tycoon scarica Meloni in questo modo: la Presidente del Consiglio smetta di inseguirlo perché fa solo il male dell'Italia".

Secondo il leader del M5s Giuseppe Conte "L'Italia non merita di ritrovarsi così platealmente mortificata. Lo dico da cittadino italiano prima che da politico. È del tutto inaccettabile, poi, che un nostro alleato si permetta di parlare in questo modo dei nostri vertici istituzionali. Spero solo che si apra una riflessione per trarre insegnamento da quanto accaduto".

"La firma di tutto quel che ci viene richiesto, la rincorsa a foto, a prefazioni di libri non può prevalere mai sul nostro interesse nazionale. Dobbiamo rimboccarci le maniche per il nostro Paese, che deve difendere la sua dignità, la sua credibilità, la sua grandezza".

"La differenza tra un vero leader e una premier che si fa baciare in testa da Biden e che elemosina foto a Trump, umiliando l'Italia. Meloni tolga il disturbo, ora tocca a noi!". Lo scrive la pagina ufficiale del Movimento 5 Stelle su X, postando un montaggio con le foto del leader Giuseppe Conte e la premier Giorgia Meloni con la seguente scritta: "Conte porta in Italia 209 miliardi, rispettato nel mondo; Meloni porta dazi e spese militari. Il Presidente Usa, ‘ Meloni mi fa pena' ".

"Quando si è patrioti, lo si è sempre. Quello che dissi nel 2019 quando ad essere insultato fu Conte premier del governo gialloverde, vale anche oggi per Giorgia Meloni insultata da Trump. Il presidente del Consiglio italiano rappresenta tutto il Paese. E la nostra onorabilità va difesa sempre. Non a corrente alternata", scrive su Facebook il segretario di Azione, Carlo Calenda.

Salvini: "Chi attacca Giorgia attacca tutti noi"

"Chi attacca Giorgia, attacca tutti noi". È il commento in un post su Instagram il leader della Lega Matteo Salvini. Nello stesso post, il vicepremier pubblica una foto che lo ritrae insieme alla premier.

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