
Le ultime notizie in diretta sulla crisi interna al governo Meloni dopo un nuovo caso internazionale scoppiato su Truth, il social media di Donald Trump. Il presidente statunitense ha pubblicato un fotomontaggio satirico che ritrae la premier italiana in un atteggiamento di apparente adorazione nei suoi confronti, accompagnato dalla scritta "serve un ordine restrittivo". Il nuovo affondo, arrivato alla vigilia del delicato vertice Nato di Ankara, ha provocato immediate reazioni della politica italiana: il leader di Azione, Carlo Calenda, ha espresso solidarietà a Giorgia Meloni definendo il tycoon "un ignobile bullo da quattro soldi". Da Palazzo Chigi, per ora, vige il massimo riserbo, in continuità con la linea della premier di "non alimentare spettacoli mediatici non all'altezza dei due Paesi".
Allo scontro diplomatico si aggiungono le tensioni economiche sul fronte interno. Il governo ha infatti deciso di non prorogare lo sconto di 6 centesimi al litro su diesel e benzina. Con il ripristino delle accise a pieno regime, si registrano già i primi pesanti rincari per i consumatori: secondo i dati del Mimit, la benzina ha toccato la media di 1,820 euro al litro, mentre il gasolio è salito a 1,899 euro al litro.
Nel frattempo, Giuseppe Conte accelera sul "campo largo" annunciando la chiusura del progetto ‘Nova‘ del M5S il 19-20 settembre a Milano per definire il programma di coalizione con il PD. La mossa, tuttavia, ha incassato l'immediato muro contro muro di Fratelli d'Italia, che continua a incalzare l'ex premier sulla gestione della pandemia chiedendone il passo indietro dalla commissione parlamentare d'inchiesta sul Covid.
Nato, Crosetto su spese militari: "Rispettare le regole o uscire". Bonelli: "Risorse alle armi e non alla salute"
Il ministro della Difesa Guido Crosetto blinda gli impegni dell'Italia in vista del vertice Nato di Ankara, richiamando tutti gli alleati al rispetto delle regole comuni e della traiettoria di aumento delle spese militari. Escludendo qualsiasi frattura diplomatica con gli Stati Uniti o con l'amministrazione Trump, Crosetto ha ricordato che far parte dell'alleanza più forte del mondo richiede di stare ai patti e che, in alternativa, si è liberi di uscire, ribadendo comunque la totale centralità della Nato per il Paese rispetto a qualsiasi asse con Russia o Cina.
Le parole del ministro hanno però scatenato l'immediata replica delle opposizioni, guidate dal deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli. L'esponente di Avs ha contestato duramente la linea dell'esecutivo, accusando Meloni di piegarsi a Trump pur di favorire il riarmo e l'industria bellica. Secondo Bonelli, è inaccettabile che la destra riesca a trovare diciassette miliardi in più in soli due anni per le spese militari, mentre la sanità pubblica resta priva di adeguati finanziamenti e paralizzata da lunghissime liste d'attesa che negano il diritto alla salute a milioni di cittadini.
Cos'è il progetto Purl, il piano Usa per le armi che frena l'Italia al vertice Nato
Al vertice Nato di Ankara il dossier più spinoso per l'Italia è il progetto Purl (Prioritized Ukraine Requirements List). Si tratta di un piano ideato da Washington che chiede agli alleati europei di finanziare direttamente l'acquisto di armi americane da inviare poi in Ucraina. Dietro il pressing degli Stati Uniti per aumentare le spese militari, secondo Politico, si nasconderebbe infatti una precisa strategia commerciale: spingere l'Europa a spendere di più, ma per comprare armamenti prodotti dalle fabbriche statunitensi, sostenendo così la propria industria bellica.
Proprio per questo motivo il piano ha frenato l'entusiasmo di diversi governi. Grandi nazioni europee come Italia, Francia e Regno Unito hanno mantenuto finora una posizione di forte cautela e non hanno ancora aderito al progetto Purl. La scelta di non firmare serve a proteggere i bilanci nazionali e a evitare di indebolire le proprie aziende della difesa a favore di quelle d'oltreoceano.
Covid e sanità, Vietri (FdI) attacca Patuanelli: "Sfoghi la furia su Conte e Arcuri"
La capogruppo di Fratelli d'Italia in Commissione Affari Sociali, Imma Vietri, ha replicato duramente alle critiche di Stefano Patuanelli (M5S) in merito ai fondi per la sanità e alle liste d'attesa. Vietri ha accusato l'esponente pentastellato di strumentalizzare il delicato tema degli screening oncologici nel tentativo di coprire quelle che ha definito le "nefandezze" commesse dal secondo governo Conte durante la pandemia. Secondo la deputata meloniana, la transazione da 100 milioni di euro che lo Stato ha dovuto pagare a un'azienda per evitare danni peggiori è il risultato diretto della gestione scellerata degli appalti Covid di quel periodo. Per questo motivo, Vietri ha invitato Patuanelli a non attaccare il governo Meloni e a rivolgere la propria contestazione direttamente a Giuseppe Conte e all'ex commissario Domenico Arcuri.
Calenda difende Meloni e attacca Trump: "È un bullo da quattro soldi"
Il leader di Azione, Carlo Calnea, è intervenuto duramente sui social per esprimere "piena solidarietà a Giorgia Meloni", dopo il nuovo attacco personale sferrato da Trump. Il presidente statunitense ha scatenato la polemica pubblicando sulla sua piattaforma Truth un fotomontaggio satirico della premier italiana con la scritta "serve un ordine restrittivo". Di fronte a questo affondo, arrivato alla vigilia del vertice Nato di Ankara, Calenda ha difeso apertamente Meloni e ha condannato senza giri di parole il comportamento del tycoon americano, definendolo un "ignobile bullo da quattro soldi".
Scontro sulla commissione Covid e caso Rai: l'attacco di Conte alla maggioranza
Giuseppe Conte alza drasticamente i toni contro il centrodestra, accusando Fratelli d'Italia di rallentare deliberatamente la sua audizione nella commissione d'inchiesta Covid per farla slittare a ottobre e condizionare così la campagna elettorale. Il leader del Movimento 5 Stelle dichiara di aver già concordato le proprie dimissioni dalla commissione stessa non appena sarà fissata una data, ma denuncia il silenzio del presidente Lisei e parla di una pantomima mediatica orchestrata per imbastire una campagna del fango contro di lui. Rivendicando la totale trasparenza della sua gestione pandemica, Conte respinge ogni accusa sui contratti con l'imprenditore Bianchi (definendo la recente transazione del governo una norma "ad aziendam" per premiare un accusatore del vecchio esecutivo) e nega qualsiasi legame d'affari con l'avvocato Di Donna, contrattaccando la destra sui casi giudiziari di Santanchè e Delmastro.
La polemica sollevata dall'ex premier si estende poi al delicato scenario del servizio pubblico, infiammato dalle dimissioni dell'intera commissione di Vigilanza Rai. Secondo Conte, la maggioranza ha paralizzato l'organo di controllo per due anni con l'unico obiettivo di completare una capillare occupazione della televisione di Stato, azzerando il pluralismo e la qualità in vista di un autunno caldo. Questo disegno, conclude il leader del M5S, punterebbe a sfruttare anche la riforma della legge elettorale per blindare la destra al potere, permettendole di eleggere in totale autonomia sia i prossimi organi di garanzia sia il futuro Capo dello Stato.
Trump attacca ancora Meloni su Truth, silenzio da Palazzo Chigi
Donald Trump torna a colpire Giorgia Meloni con un nuovo affondo personale via social. Il presidente statunitense ha infatti pubblicato sulla sua piattaforma Truth un fotomontaggio satirico che ritrae la premier italiana accompagnato dalla didascalia "serve un ordine restrittivo", riaccendendo le tensioni bilaterali proprio alla vigilia del vertice Nato di Ankara. Di fronte al dirompente messaggio del tycoon, il governo italiano ha scelto per il momento la linea del totale riserbo, senza rilasciare alcuna replica ufficiale da Palazzo Chigi.

Governo Meloni sotto pressione: dal meme di Trump alle accise, fino allo scontro M5S-FdI
Sul fronte internazionale, Donald Trump accende la vigilia del vertice Nato di Ankara pubblicando su Truth un fotomontaggio di Giorgia Meloni con la scritta "serve un ordine restrittivo". Mentre Palazzo Chigi sceglie il silenzio, Carlo Calenda attacca il tycoon definendolo "un ignobile bullo da quattro soldi". Contemporaneamente si apre il fronte economico: il mancato rinnovo del taglio di 6 centesimi sulle accise fa scattare i rincari dei carburanti, portando la benzina a 1,820 euro al litro e il gasolio a 1,899 euro al litro.
In chiave interna, Giuseppe Conte accelera sul "campo largo" annunciando la chiusura del progetto ‘Nova' del M5S il 19-20 settembre a Milano per definire il programma di coalizione con il PD. La mossa innesca l'immediato contrattacco di Fratelli d'Italia: i parlamentari meloniani chiedono le dimissioni di Conte dalla commissione d'inchiesta Covid, pretendendo chiarimenti immediati su presunti fatti gravi emersi nella gestione della pandemia.