Meloni risponde a Trump: “Io e l’Italia non imploriamo mai, lui accondiscendente con i nemici dell’Occidente”

“Io e l’Italia non imploriamo mai”, sono le dure parole di risposta della Premier Giorgia Meloni a Donald Trump che in una telefonata aveva riferito che la Presidente del consiglio italiana gli aveva fatto pena dopo che lo aveva implorato di fare una foto con lei al G7 di Evian. “Sono dichiarazione completamente inventate, sono allibita e non so perché il Presidente Usa si comporti così con i propri alleati” ha dichiarato Meloni in un messaggio video pubblicato sui social poco dopo la breve intervista telefonica di Trump.
La Premier, visibilmente contrariata dalle affermazioni di Trump, non si è limitata a rispondere ma ha lanciato una stoccata al Presidente Usa accusandolo di essere accondiscendente con i nemici dell’Occidente. “Del resto non è la prima volta che accade” ha ammesso Meloni riferendosi ai precedenti screzi tra i due nel contesto della crisi internazionale e della guerra in Iran che poi sembravano appianati proprio nel corso del G7 di Evian.
“Posso solo dire che dispiace che non abbia la stessa determinazione con i nemici dell’Occidente e con i nemici degli Stati Uniti, con leadership con le quali si dimostra molto più accondiscendente” ha detto Meloni con un chiaro riferimento all’intesa siglata per la pace in Medio Oriente. “Una cosa però si deve ricordare Io e l’Italia non imploriamo mai” ha concluso Meloni.
La Premier ha raccolto il sostegno dei Ministri e delle opposizioni ma anche del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha chiamato al telefono Giorgia Meloni per esprimerle solidarietà dopo le parole del presidente statunitense Donald Trump.
Al fianco di Meloni si schiera l'intero Governo Italiano a partire dal Ministro degli esteri Tajani che ha annunciato di aver annullato la prevista visita negli Usa. "Le gravi e offensive parole del presidente Trump nei confronti del presidente del Consiglio Giorgia Meloni offendono tutta l'Italia. Per questo motivo ho deciso di annullare la mia visita negli Stati Uniti prevista per i prossimi 21 e 22 giugno" ha fatto sapere il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Anche il Ministro della difesa Guido Crosetto è intervenuto sullo scontro Meloni Trump, affermando "Non posso immaginare la Premier chiedere una fotografia a nessuno, nemmeno sotto minaccia. Posso invece immaginare quanto le sia costato mettere da parte ciò che Trump aveva detto settimane fa per fare l’interesse dell’Italia, dell’Europa e dell’Occidente. Ed immagino quanto le costerà non commentare come meriterebbe questa nuova caduta di stile del Presidente USA. Per quanto “caduta di stile” sia un implicito ed immeritato riconoscimento, in questo caso, ciò che ferisce è che battute di questo tipo non fanno bene a nessuno: né agli USA, né all’Italia, né all’alleanza".
La prima reazione del Governo italiano alle parole di Trump era arrivata in precedenza per bocca di Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla presidenza del Consiglio che ha dichiarato: "I deliri di Trump su Meloni sono solo l'ultimo episodio di attacchi e insulti rivolti ai leader europei. Non si capisce se per volontà o per inettitudine sta rovinando gli storici rapporti tra Stati Uniti ed Europa. Con le sue uscite inopportune è riuscito nel non facile intento di rendere gli Usa invisi all'intero continente europeo, danneggiando non solo l'Europa ma soprattutto gli Stati Uniti".
Anche l'opposizione però si schiera al fianco di Meloni. "L’Italia non merita di ritrovarsi così platealmente mortificata. Lo dico da cittadino italiano prima che da politico. È inaccettabile che un alleato si permetta di parlare in questo modo dei nostri vertici istituzionali" ha dichiarato ad esempio l'ex premier e leader del M5S Giuseppe Conte, aggiungendo: "Spero si apra una riflessione per trarre insegnamento da quanto accaduto: La firma di tutto quel che ci viene richiesto, la rincorsa a foto, a prefazioni di libri non può prevalere sul nostro interesse nazionale. Dobbiamo rimboccarci le maniche per il nostro Paese, che deve difendere la sua dignità, la sua credibilità, la sua grandezza".
Ancora più duro Carlo Calenda che bolla Trump come "un mentitore seriale nonché un bullo da operetta". "Personalmente non credo affatto che Giorgia Meloni abbia implorato alcunché. In ogni caso questi insulti vanno respinti in quanto ledono l'onore della Nazione" ha aggiunto.
Nicola Fratoianni di Avs invece osserva: "Non so se essere più preoccupato per un Trump ormai senza freni o per la credibilità pari a zero di Meloni a livello internazionale. Verrebbe francamente voglia di esprimere solidarietà a Meloni, se non fosse che tutto questo è il risultato delle sue scelte e della subalternità a Trump"