Cancellano il concerto dei The Devils per blasfemia, la band: “Censura politica da destra, tipo Santa Inquisizione”

C'è un gruppo italiano, i The Devils, a cui è stato cancellato il concerto perché ritenuti blasfemi. L'attenzione mediatica per i grandi eventi, per i grandi concerti tra stadi, festival e arene, potrebbe aver tolto rilevanza a ciò che è accaduto nelle ultime settimane a Serravalle Pistoiese, nella provincia toscana, per la rock band formata da Gianni Blacula e Switchblade Erika. Il duo, infatti, è stato protagonista di una vicenda che ha coinvolto questa edizione del Serravalle Rock, dove avrebbero dovuto esibirsi l'1 agosto: concerto cancellato a causa di accuse di blasfemia.
L'annuncio della partecipazione dei The Devils al Serravalle Rock e le accuse di blasfemia
I The Devils avevano suonato il 26 luglio 2024 come headliner dell'8ª edizione del festival, presentando anche i brani del loro nuovo disco "Let The World Burn Down". Dopo alcuni giorni dall’annuncio del Festival, una compagine politica della città, la lista Serravalle Civica, ha cominciato a postare sulla propria pagina Facebook commenti riguardo alla futura esibizione della band. Il primo, il 26 giugno, quando utilizzando un’immagine generata con l’AI, scrivevano: "Questo è evidentemente il modello di cultura che la giunta Lunardi intende promuovere e diffondere con i nostri soldi. Il duo The Devils, osannato pure sulla stampa e sugli organi di informazione, torna per la seconda volta sul palco della rassegna musicale Serravalle Rock, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune. Si sa che il rock è ribellione e anticonformismo; questo tipo di musica però è blasfemia, dissacrazione e vilipendio della religione!".
L'intervista al cantante dei The Devils Gianni Blacula
Abbiamo raggiunto telefonicamente il gruppo, nella persona di Gianni Blacula, per conoscere la loro versione sulle accuse di blasfemia e sulla successiva cancellazione del concerto, una censura che potrebbe diventare un precedente molto pericoloso per la libertà espressiva, soprattutto musicale, in Italia. Dopo l’annuncio per il ritorno al Serravalle Rock, a due anni dalla prima volta, la band ha scoperto attraverso i messaggi dei propri fan delle proteste e critiche da parte della lista: "I nostri fan e le persone che ci conoscono bene hanno iniziato a scriverci, segnalandoci questi attacchi denigratori. Ci inoltravano i post della lista civica che stava facendo pressioni sul sindaco".
Le accuse nei confronti dei The Devils di natura “religiosa” riprendevano queste parole: "Siamo fortemente anti-cristiani perché sopravvissuti al sopruso dell’educazione cattolica italiota". Come racconta il cantante, le parole della lista civica sono state estrapolate da una vecchia intervista, rilasciata su un magazine locale proprio per la promozione del Festival: "Due anni fa ci eravamo esibiti, avevamo rilasciato interviste ed era filato tutto liscio. A fine giugno l'organizzazione ha annunciato il nostro ritorno specificando di aver ricevuto moltissime richieste per riaverci a Serravalle".
L'intervento di una lista civica del paese che accusa di blasfemia e vilipendio la band rock
Sulla questione blasfemia è intervenuta anche Elena Bardelli, rappresentante della lista Serravalle Civica. Nella lettera, indirizzata all’assessore alla Cultura di Serravalle Pistoiese Ilaria Gargini, l’esponente sottolinea: "Quali sono i valori in cui il sindaco e gli assessori credono e che desiderano promuovere e trasmettere alle nuove generazioni? Forse il vilipendio della religione, la blasfemia e il disprezzo del sacro, del cattolicesimo e della Chiesa? La politica non è un ambito neutro, dove le azioni possono anche non essere soggette al dovere e al rispetto dei principi morali. Anche le scelte politiche delle istituzioni hanno un peso e a ciascuna di esse corrisponde una precisa responsabilità etica, soprattutto per quanto riguarda l’educazione dei minori e dei giovani, che compete pure agli amministratori. Con questa scelta nefanda che cosa si proporrebbe di insegnare alle nuove generazioni serravalline la giunta Lunardi? A calpestare e dileggiare la propria religione e la dottrina cristiana? Ci lamentiamo spesso per la scomparsa o la carenza di certi valori nella società. Non ci dobbiamo però meravigliare, se poi sono le stesse amministrazioni locali a dare un largo contributo. Attendiamo pertanto urgenti chiarimenti pubblici da parte dell’assessore Gargini, considerato peraltro che questi due signori verranno pagati con i soldi dei cittadini".
Le polemiche intorno alla partecipazione si sono tradotte poi nei giorni successivi nella decisione del sindaco Piero Lunardi, che con un comunicato stampa ha deciso di annullare il concerto per "problemi di ordine pubblico", come riportano le sue parole su Report Pistoia: "Il festival è nato per promuovere la musica, la cultura, l’aggregazione giovanile e la valorizzazione del nostro territorio. È stato pensato come un momento di incontro aperto a tutti, senza alcuna finalità ideologica o volontà di alimentare divisioni. Pertanto dopo il caos mediatico e temendo problemi di ordine pubblico, ho ritenuto opportuno rivalutare la loro partecipazione all’evento. La decisione di non confermare l’esibizione del gruppo nasce dalla responsabilità che un’amministrazione pubblica ha nel promuovere iniziative capaci di unire la comunità e di rispettare la sensibilità di tutti. L’amministrazione continuerà a promuovere una cultura inclusiva e rispettosa".
La censura alla band come strumentalizzazione politica
Secondo Blacula, la band sarebbe stata utilizzata come strumento di polarizzazione politica, a dieci mesi dalla fine del mandato dell’attuale sindaco Piero Lunardi: "L‘unica vera ragione dietro l'annullamento è la strumentalizzazione politica e demagogica cavalcata da questa lista civica, vicino all’estrema destra, per fare campagna elettorale contro il sindaco". Piero Lunardi è stato eletto sindaco nel 2017 e nel 2022 con una lista civica, supportata però dall’intera coalizione di centrodestra (Forza Italia, FDI e Lega). Il cantante sottolinea come i problemi di ordine pubblico siano solo un pretesto: "Non crediamo affatto alla scusa dell'ordine pubblico. Ci sono di mezzo forze politiche di destra che in questo momento cercano visibilità".
Lo stesso Blacula avrebbe individuato nella referente della lista civica "un'insegnante di religione che, allertando il clero locale, ha fatto sì che quest'ultimo premesse sul Comune". Si tratterebbe proprio della rappresentante Elena Bardelli. Nelle immagini generate con l’AI, presenti tuttora sulla pagina Facebook della lista civica, sono presenti Gianni Blacula e Switchblade Erika in abiti ecclesiastici: "Si sono attaccati sicuramente anche al nome, è una dinamica che conosciamo bene. Penso che abbiano preso di mira soprattutto il nostro immaginario estetico. Nei primi due album ci esibivamo vestiti da prete e da suora, ispirandoci all'estetica cinematografica di film come I Diavoli di Ken Russell. Mettevamo in scena quel tipo di iconografia, ma sono ormai tre album che non utilizziamo più quegli abiti di scena. Come se non bastasse, hanno diffuso falsità gravissime, dichiarando che nei nostri testi incitiamo al parricidio, alle orge e ad altri deliri inesistenti. I nostri brani non parlano minimamente di questo, non sappiamo da dove abbiano estrapolato simili idiozie. È anche per questo che stiamo valutando di procedere per vie legali".
Dopo il comunicato del sindaco Piero Lunardi, tuttora non è ancora avvenuta una comunicazione da parte del Serravalle Rock, che nelle scorse ore ha annunciato la To The Max Band, che il 1° agosto sostituirà i The Devils. Nel frattempo il 5 luglio, la band ha pubblicato un comunicato sui propri social, che si conclude così: "Se la nostra musica è ancora capace di mettere in discussione certi meccanismi di potere e certi rigurgiti moralistici, allora forse il rock'n'roll non è morto. Il rock'n'roll non chiede permesso e non si lascia mettere il bavaglio. È nato per rompere gli schemi e dare voce a chi rifiuta ogni censura. Da musicisti difendiamo la libertà di esprimerci contro chiunque voglia piegare la musica a ideologie, politica o religione".
The Devils: "Questo atteggiamento da Santa Inquisizione è un caso isolato"
Il successo del post, come sottolinea Blacula, è "un aspetto che ci ha resi estremamente felici. A livello di metriche, il nostro comunicato ha registrato i numeri più alti di sempre nella storia della band in undici anni di attività. Abbiamo ricevuto un'enorme ondata di solidarietà da parte di tutti: fan, band che magari non ci conoscevano approfonditamente, e in generale da gran parte del settore musicale. Questo supporto ci riempie di orgoglio". L’accusa e la successiva censura nei confronti dei The Devils, che si sono esibiti anche all’estero, diventa un unicum per la band: "Un atteggiamento da Santa Inquisizione del genere è un caso isolato. Può capitare la critica sporadica sui social o il commento isolato dei detrattori, ma subire una censura istituzionale e totale da parte di un festival? Assolutamente no, è la prima volta. Mai successo nulla di simile altrove".
Il rapporto con la religione e le accuse di satanismo
E sulle polemiche riguardo alla religione, il cantante sottolinea come "noi siamo nati in Italia, abbiamo avuto un'educazione cattolica obbligatoria. È normale che, crescendo, questo sia stato vissuto come un sopruso. Quindi è normale, per noi, dichiarare di essere contro ogni tipo di religione. Ma non facciamo le crociate, mica andiamo in giro a togliere i crocifissi. Abbiamo famiglia, amici e conoscenti religiosi, siamo in Italia. Loro invece pretendono di decidere per la gente cosa si debba ascoltare e cosa no nel loro paese, solo perché non sei un ‘buon cristiano'".
Un’accusa, quella di satanismo, che sembra proiettare un retaggio oscurantista nei confronti della band: "Satana, nell'ambito rock, è solo un pupazzo, una figura retorica e teatrale da palcoscenico. È uno spaventapasseri usato per l'estetica dello show. I veri pericoli sono coloro che ostentano rispettabilità, che sorridono nelle foto istituzionali e che poi usano la scusa dell'ordine pubblico per mettere il bavaglio all'arte. Pensano di avere il monopolio del bene e della verità, ammantandosi di perfezione morale".