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Cremonini torna sulla frase sull’ego dei fan, ma spiega: “Risposta incompleta, non era colpa del pubblico”

Cremonini torna sulle polemiche per i disagi al concerto di Milano: non si scusa, ma definisce la sua frase sull’ego dei fan una “risposta istintiva e incompleta”. Il cantante sostiene che i problemi logistici non fossero responsabilità del pubblico.
La risposta di Cesare Cremonini a un fan
La risposta di Cesare Cremonini a un fan

Cesare Cremonini è tornato sui disagi che i suoi fan hanno denunciato durante il concerto all'Ippodromo La Maura di Milano. Nei giorni scorsi centinaia di persone si erano riversate sui social, da X a Instagram per raccontare le difficoltà incontrate per poter assistere a uno dei concerti che l'artista bolognese sta portando in giro per i greenfield italiani: show da decine di migliaia di persone che si tengono in spazi aperti. Quello milanese, però, è stato particolarmente complicato per chi aveva acquistato i biglietti, lamentando difficoltà di a raggiungere l'area concerto, visuale parziale in certi punti, lunghe code all'ingresso e spesso ingresso tardivo, con molte canzoni che erano state già eseguite.

Una lunga coda di proteste che il cantante aveva liquidato frettolosamente con un messaggio in risposta a un utente. Una risposta che valeva per tutti e che ha portato un'ondata di critiche. Oggi Cremonini torna su quella risposta e lo fa ancora una volta rispondendo a un fan sulla sua pagina Instagram. Cremonini aveva risposto a una critica replicando che questo tipo di concerti si facevano anche 50 anni fa senza che ci fosse la tecnologia odierna e criticando il pubblico che, a detta sua, "ha lo stesso ego degli artisti". Insomma, un'uscita infelice che gettava la responsabilità sul pubblico, senza un minimo di autocritica.

Prova a farla oggi, Cremonini, che non fa passi indietro e non chiede scusa, ma cerca di spiegare meglio quello che voleva dire in quella risposta che definisce "istintiva e incompleta". Il cantautore bolognese sottolinea come quella risposta fosse a una offesa gratuita e spiega che il pubblico con lo stesso ego dell'artista è quello che lo accusava "senza che ne avessi la responsabilità". "Le motivazioni delle difficoltà logistiche non erano dovute al pubblico, lo so bene, ma agli orari molto stringenti della città di Milano che tutela anche chi vive a due passi dall'autodromo e non permette sgarri di orari" dice Cremonini.

Il cantante, quindi, ammette le difficoltà organizzative e sottolinea come il problema sia che "molte strutture in Italia sono parecchio inadeguate". C'è sicuramente un tema infrastrutture in Italia dove sono pochi – per usare un eufemismo – le strutture pensate per la musica. Spesso, infatti, la musica deve adeguarsi a spazi non concepiti per essa (palazzetti, stadi e grandi parchi ne sono solo un esempio). Però quando gli artisti – insieme agli organizzatori – scelgono delle strutture sanno che bisogna creare le condizioni migliori per far sì che l'esperienza sia la migliore per tutti. E il pubblico, che paga per questa esperienza, va tutelato sempre. Anche quando alcuni esagerano.

Cremonini torna anche su coloro che nei commenti gli hanno scritto "non verrò mai più a un tuo concerto", espressione che, conferma, è un esempio di "eccesso di personalismo, così come la mia risposta istintiva e incompleta". Infine una riflessione molto breve sugli effetti dei social che rendono giganti anche cose più piccole: "Ogni tanto succede ma far sembrare rappresentativo un istinto è un tipico sintomo del mondo social. Amen. Ti abbraccio" chiosa il cantautore che questa sera, 17 giugno, chiuderà il suo tour alla Visarno Arena di Firenze.

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