
Telefoni, televisori e macchinette del caffè a prezzi stracciati. Un fatturato di oltre 20 milioni. Nella 40esima puntata di Confidential vi raccontiamo cosa si nasconde dietro Napolitano Store, l’imprenditore tik toker che in soli sei anni ha costruito un impero economico. A condurre Francesco Piccinini, che presenterà l’inchiesta realizzata da Chiara Freddi, in studio il giornalista di Fanpage.it Peppe Pace.
A partire dalle 22 di martedì 7 luglio sul canale YouTube di Fanpage.it verranno mostrati spezzoni dell’inchiesta che è stata pubblicata in formato integrale solo per abbonati (L'INCHIESTA COMPLETA E' DISPONIBILE QUI). E’ possibile abbonarsi a Fanpage.it usufruendo di una prova gratuita di 14 giorni.
Il sequestro
A Settembre del 2025 Angelo Napolitano subisce un maxi sequestro da parte della Guardia di Finanza di Napoli, per un totale di quasi 6 milioni di euro. Le accuse sono di evasione e frode, ma quello dietro Napolitano Store è un vero e proprio sistema che già diversi altri imprenditori stanno prendendo a modello. Noi ci siamo fatti spiegare come funziona.
Quella che viene fuori è una storia fatta di società che appaiono e scompaiono, debiti inevasi e “fughe” a Sharm El-Sheikh. Ad aiutarci a ricostruirla è l’imprenditore Stefano Arignano, ex socio di Napolitano, assieme al deputato Francesco Emilio Borrelli e a un testimone del sistema Napolitano. Tra le voci di questa inchiesta ci sono anche diversi fornitori che ancora aspettano i loro soldi. Eppure, gli affari di Napolitano continuano.
La politica e l’ombra della camorra
Napolitano era già stato al centro dell’attenzione mediatica per un video girato assieme a Rita De Crescenzo e al consigliere regionale campano Pasquale Di Fenza, candidato nelle file di Forza Italia. Sui rapporti ambigui di Di Fenza con esponenti della camorra Fanpage aveva già indagato con un'inchiesta condotta da Peppe Pace e Antonio Musella.
Ma l’ombra della camorra scende anche sul suocero, Giuseppe Candurro, che afferma di aver investito economicamente sulla società. Condannato in passato per ricettazione è stato indagato nel 2015 per associazione camorristica e riciclaggio. I beni sequestrati gli sono stati restituiti per decorrenza dei termini di sequestro.