“Io, ex Folgore: ho portato l’esplosivo usato per le stragi del 1992-1993”

L’ex paracadutista della Folgore Fabio Piselli racconta di aver preso parte, nel 1992, al recupero di un esplosivo simile a quello della Strage di Capaci.
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A cura di Redazione
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Nella trentesima puntata di Confidential, con l’ex parà della folgore Fabio Piselli, il criminologo forense Federico Carbone e il giudice istruttore Giovanni Spionsa, siamo andati a scavare in fondo alla storia che tutti conosciamo dell’attentato al giudice Giovanni Falcone, un racconto che forse dovrà essere riscritto.

Una vita tra manipolazioni e complotti

La carriera di Fabio Piselli nelle forze armate inizia quando ha soltanto 16 anni. Grazie alle sue eccellenti capacità, riesce in breve tempo a transitare nella Brigata Paracadutisti “Folgore”, l’élite dell’esercito italiano specializzata in operazioni aviotrasportate e interventi rapidi.

Dopo soli tre anni, però, Piselli viene colpito da un mandato di cattura con l’accusa di detenzione illegale di armi e di aver rapinato e malmenato un transessuale. Gli anni in carcere rappresentano per lui il primo passo verso la sua ricerca della verità.

“Noi militari italiani succubi degli americani”

Dopo 77 giorni di carcere, Piselli racconta di essere stato nuovamente accolto negli ambienti militari come se nulla fosse accaduto. È in quel periodo che si avvicina alla base di Camp Derby,base militare statunitense tra Pisa e Livorno, dove i militari italiani venivano ospitati per addestramenti congiunti.

Secondo Piselli, le basi militari americane presenti in Italia rappresentavano uno dei punti operativi dell’organizzazione Stay Behind, nata in Europa durante la Guerra Fredda con il compito ufficiale di intervenire in caso di invasione nemica.

È proprio a Camp Derby che Fabio Piselli sostiene di aver assistito a riunioni legate alla cosiddetta “strategia della tensione”: creare instabilità e paura nel Paese per orientare gli equilibri politici, in un periodo in cui il governo italiano veniva considerato “troppo di sinistra”.

Banda della Uno Bianca, Falange Armata e attentati: un solo filo conduttore

Quelli sono gli anni dei piccoli e grandi attentati che dissanguano l’Italia. L’Emilia-Romagna è terrorizzata dalla banda di Damiano Bechis e dalla banda della Uno Bianca, guidata dai fratelli Savi.

Si tratta di soggetti appartenenti alle forze dell’ordine dietro le cui azioni, secondo Piselli, potrebbe esserci l’operazione Stay Behind. Ma sono soprattutto gli anni delle grandi stragi: gli attentati in cui perdono la vita Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

“Temo di aver partecipato alla strage di Capaci”

Sono numerose le esercitazioni alle quali Fabio Piselli afferma di aver partecipato, tra cui operazioni di recupero, trasporto e deposito di esplosivi.

Nel 1992, anno della morte di Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Morvillo e dei tre agenti della scorta, Piselli racconta ai microfoni di Confidential di aver recuperato dal mare un esplosivo già sintetizzato, poi trasportato a Roma.

Dal racconto dell’ex parà restano ancora molte domande aperte: perché l’esplosivo era già sintetizzato? Il trasporto era parte di un’esercitazione oppure nascondeva un obiettivo diverso? E, soprattutto, quell’esplosivo potrebbe essere lo stesso utilizzato nella strage in cui perse la vita il giudice?

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