
Il 16 aprile la filiale del Crédit Agricole di Piazza Medaglie d’Oro, nel quartiere Vomero, è stata teatro di una rapina ad alta complessità tecnica: ostaggi, accesso dal sottosuolo e fuga attraverso la rete fognaria cittadina. Nella ventinovesima puntata di Confidential con i giornalisti Peppe Pace e Antonio Musella, abbiamo ricostruito la vicenda e cercato di identificare il cosiddetto “terzo uomo”, figura chiave del commando.
L’irruzione in pieno giorno e il sequestro
Erano circa le 12:15 quando tre individui armati e con il volto coperto da maschere sono entrati nella filiale bancaria, circa 25 persone sono state prese in ostaggio dei rapinatori. La gestione degli ostaggi sarebbe stata parte di una strategia di depistaggio: mentre l’attenzione si concentrava sulla trattativa e sulla messa in sicurezza delle persone all’interno della banca, i rapinatori lavoravano sotto terra.
La banda, avrebbe infatti sfruttato un accesso dal sistema fognario per raggiungere l’area del caveau. Il passaggio, lungo circa una dozzina di metri, sarebbe stato realizzato con tecniche di scavo manuale e strumenti rudimentali per evitare l’attivazione di sensori e sistemi di allarme.
L’ipotesi degli inquirenti è che il colpo sia stato pianificato con largo anticipo, grazie anche alla possibile collaborazione di soggetti con conoscenze tecniche del sottosuolo urbano e della struttura dell’istituto bancario. Dopo il colpo, i rapinatori avrebbero fatto ritorno allo stesso percorso sotterraneo utilizzato per l’ingresso, riuscendo a dileguarsi prima che le forze dell’ordine completassero la messa in sicurezza dell’area.
Per ostacolare le indagini, sarebbe stata inoltre utilizzata una sostanza estinguente all’interno dei locali, con l’obiettivo di ridurre la presenza di tracce biologiche e rendere più complessa l’eventuale identificazione degli autori.
La pista del “terzo uomo”
Le indagini si sono concentrate su una figura ritenuta centrale nell’organizzazione del colpo: il cosiddetto “terzo uomo”, che avrebbe avuto un ruolo di coordinamento nella fase visibile della rapina e la sua identificazione è considerata un passaggio chiave per risalire all’intera rete organizzativa dietro il colpo.
Analizzando le immagini di videosorveglianza e si tratterebbe di una persona di età più avanzata rispetto agli altri membri del gruppo, che potrebbe aver gestito la fase di controllo degli ostaggi.
Francesco Piccinini ha ricevuto delle informazioni confidenziali secondo cui il “terzo uomo” sarebbe un soggetto proveniente dal centro storico di Napoli e ben noto nel giro delle rapine.