
Ieri è andata in onda la 40esima puntata di Confidential, l’ultima di questa stagione. Al centro della live di questa settimana c’è l’inchiesta su Napolitano Store, noto rivenditore di articoli elettronici e informatici e il sistema fraudolento grazie al quale la società sarebbe riuscita a decuplicare i suoi guadagni in soli 6 anni, passando da 2 a 20 milioni di euro. L’inchiesta completa, con materiale esclusivo sulla frode messa in atto dal tik toker Angelo Napolitano, è disponibile CLICCANDO QUI
La replica di Angelo Napolitano
Come ci aspettavamo, la replica di Angelo Napolitano non ha tardato ad arrivare, chiaramente tramite Tik Tok. Napolitano si era precedentemente rifiutato di rispondere alle nostre domande, rimandandoci direttamente al suo avvocato, Rocco Maria Spina. Ma mentre eravamo in diretta, ha pubblicato due video.
Angelo Napolitano risponde alle accuse con un video rivolto all’onorevole Francesco Emilio Borrelli e all’ex socio Stefano Arignano: due dei testimoni che ci hanno aiutato a ricostruire questa storia.
“L’onorevole continua a perseguitarmi e a stalkerarmi"
Al deputato di Europa Verde, Napolitano indirizza un’accusa di stalking nei confronti suoi e della sua famiglia. A questo proposito il tik toker afferma di aver già preso provvedimenti legali, depositando una denuncia. Ma a suo avviso Borrelli ha anche un’altra colpa, che è quella di aver concentrato le sue attenzioni su di lui (frutto di quella che definisce un’ “ossessione” nei suoi confronti) quando avrebbe dovuto raccogliere materiale su Stefano Arignano.
“Io farò il percorso legale e le posso assicurare che lei come sempre è dalla parte delle persone sbagliate, parlo di Stefano Arignano (…) Io non faccio parte di questa storia. È vero, ho avuto un sequestro preventivo su due store e ho le mani legate. Non posso fare nulla finché la legge non fa il suo corso e deciderà se io ho sbagliato o meno”.
Napolitano conclude il primo video dicendo che non può dire altro e augurandoci una buona serata. Eppure, a distanza di poco più di mezz’ora pubblica un nuovo video, di cui forse il suo avvocato sarà stato meno felice. Qui si rivolge esclusivamente ad Arignano: è principalmente su lui che Napolitano scatena la sua rappresaglia social.
“I panni sporchi si lavano in famiglia”, scrive Angelo nel secondo video su Tik Tok che scade velocemente nel trash-talking. Il sottotesto neanche troppo implicito di questi video è la minaccia di rispolverare dei presunti scheletri nell’armadio di Arignano. “Ne vedremo delle belle”, avvisa.
Ma sulla nostra ricostruzione del sistema Napolitano Store e della frode dell’IVA non arriva nessuna risposta, se non un’accusa di diffamazione. L’unico obiettivo sembrerebbe quello di spostare l’attenzione su Stefano Arignano, le cui eventuali colpe nulla hanno a che vedere con le accuse rivolte al tik toker. La linea è chiara: Angelo Napolitano non deve entrare nel merito dell’argomento.
Nel suo mirino ci sono le fonti che hanno deciso di esporsi per questa inchiesta nei cui confronti Napolitano aveva già espresso quella che con un eufemismo potremmo definire una forte antipatia. Nei confronti di Stefano Arignano, Napolitano arriva a esplicite minacce, provate da diversi messaggi vocali che potete ascoltare all’interno dell’inchiesta. A questi ultimi, Napolitano risponde nello specifico: “Ho mandato un whatsapp, ci sta che stavo nervoso, lo sa tutto il mondo che quel signore mi deve tantissimi soldi e quello che vi sto dicendo è documentato”.
La replica di Rita De Crescenzo
Stamattina, sempre tramite Tik Tok, una replica arriva anche da parte di Rita De Crescenzo, citata nell’inchiesta per il rapporto con Angelo Napolitano. I due erano già protagonisti di una surreale campagna elettorale nei confronti del consigliere Pasquale Di Fenza, uomo legato alla famiglia Simeoli, braccio imprenditoriale del clan Polverino di Marano. Oggi il loro rapporto è diventato una partnership in affari. Entrambi colpiti da procedimenti legali in Italia, hanno scelto Sharm El-Sheikh come nuova meta per il loro business. È proprio da Sharm che ci arrivano le risposte di entrambi.
“Ancora una volta vengo diffamata, non è giusto che fra appiccichi tra di loro vengo sempre messa in campo io (…) Cose lavorative di Angelo con la famiglia e vengo messa in mezzo io”.
La linea di Rita De Crescenzo è molto simile a quella già descritta: nessuna risposta nel merito. Minaccia, però, di prendere provvedimenti legali nei confronti di noi “giornalisti che diffamano la gente”.
“Prenderò provvedimenti seri, ho già chiamato il mio avvocato”.
La cosa che stupisce è che su una cosa Rita sembra d’accordo con noi. “Il social è diventato veramente la cosa più brutta e più sporca di questo mondo”, afferma. L’inchiesta su Napolitano Store vuole porre proprio questa domanda: forse anche il social network cinese ha le sue responsabilità in questo sistema brutto e sporco. Ed è proprio sul mondo di Tik Tok che stiamo continuando ad indagare.
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