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Governo, oggi il voto finale sulla legge elettorale: cdx in crisi ma lavoro continua, ok bipartisan al voto per i fuorisede: news in diretta

Governo Meloni, cdx in crisi su legge elettorale: la maggioranza cerca di ricompattarsi dopo il voto segreto, asse FdI-Vannacci e via libera storico ai fuorisede. Tutti gli aggiornamenti sulla crisi interna al governo dopo la rottura. Tutti gli aggiornamenti.

16 Luglio 2026 , 07:28
A cura di Francesca Moriero
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Le ultime notizie in diretta sulla crisi interna al governo Meloni dopo la rottura sulla legge elettorale: all'indomani del caos in Aula, scatenato da una trentina di franchi tiratori (perlopiù tra Lega e Forza Italia) che hanno affossato la proposta sulle preferenze targata Fratelli d'Italia, l'esecutivo tenta di serrare le file. Il messaggio ribadito dai vertici del centrodestra è chiaro: si va avanti, il governo non cade su un emendamento. Nessun passaggio al Quirinale all'orizzonte: la premier ha preferito concentrarsi sui social, rivendicando le nuove strette contro la baby-criminalità, mentre Antonio Tajani spegne ogni voce di elezioni anticipate, sottolineando che il cuore della riforma è "la stabilità" e non le preferenze.

Intanto, i lavori alla Camera sono ripresi con un colpo di scena. Se da un lato è passato col voto segreto l'emendamento unitario del centrodestra che fissa un tetto al premio di maggioranza (220 seggi alla Camera e 113 al Senato), dall'altro l'emendamento di Roberto Vannacci sulle preferenze ha creato nuove frizioni. La proposta è stata bocciata, ma ha raccolto ben 139 voti a favore, quasi certamente in arrivo dai banchi di Fratelli d'Italia. Un segnale che ha spinto le opposizioni a chiedere l'immediata convocazione dei capigruppo, denunciando l'avanzata di una nuova minoranza di "destra-destra". A infiammare ulteriormente l'Aula è stata la condotta dei deputati di Futuro Nazionale, sorpresi a riprendersi con gli smartphone durante lo scrutinio segreto: una palese violazione del regolamento che finirà sul tavolo dei questori in vista di probabili sanzioni.

Le scorie della "palude" evocata ieri da Meloni si fanno ancora sentire, con il ministro Francesco Lollobrigida che, ai microfoni di Fanpage.it, ha attaccato i franchi tiratori, accusandoli di aver votato solo per rimanere "avvinghiati alla poltrona". La giornata parlamentare si è però chiusa con una nota positiva e condivisa: l'approvazione unanime, con 349 voti a favore da parte di tutte le forze politiche, della norma per il voto ai fuorisede. Grazie a un apposito albo, studenti, lavoratori e persone in trasferta per cure mediche potranno finalmente votare nel comune di temporaneo domicilio.

I fari sono ora puntati sull'ultimo e decisivo passaggio a Montecitorio: oggi, dalle 9.30, sono infatti previste le dichiarazioni di voto e il voto finale sulla riforma.

09:00

Legge elettorale, Schlein: "Il governo di Giorgia Meloni è finito, il dibattito Camera lo certifica"

"Il governo di Giorgia Meloni è finito, il dibattito alla Camera sulla legge elettorale lo ha certificato". A dirlo la segretaria del Pd Elly Schlein in un'intervista a La Repubblica dove ribadisce: "la maggioranza non esiste più, adesso vadano a casa, tocca a noi. Meloni ha cercato d'imporre una riforma elettorale cucita su misura perché ha paura di essere sconfitta dalla nostra coalizione che ha una proposta competitiva. Ha perso l'arroganza di forzare anche rispetto ai suoi alleati, che non la volevano. Ha perso la superbia della prima presidente del Consiglio donna che per difendere il suo potere era pronta a sacrificare le altre donne. Lei e il suo governo sono stati sfiduciati e di questo può incolpare solo sé stessa".

08:33

Pastorella (Azione) sul voto fuorisede: "Un passo avanti, ma criteri troppo restrittivi"

La deputata e vicepresidente di Azione, Giulia Pastorella, rivendica la storica battaglia del suo partito a favore del voto per i fuorisede, confermando il voto favorevole all'emendamento come un traguardo importante contro l'astensionismo involontario. Pur accogliendo positivamente il compromesso, raggiunto anche grazie alla spinta dei comitati della società civile, Pastorella definisce la misura "tutt'altro che perfetta". Secondo l'esponente di Azione, infatti, i criteri previsti sono troppo rigidi e rischiano di escludere chi si sposta per periodi inferiori ai nove mesi; un limite che, nell'era della digitalizzazione, si sarebbe potuto superare con soluzioni tecnologiche decisamente più avanzate.

08:00

Benigni (FI) blinda il governo: "La maggioranza è solida, avanti sulla legge elettorale"

Il vicesegretario nazionale di Forza Italia, Stefano Benigni, smorza le tensioni nate alla Camera assicurando la "totale compattezza" del suo partito sulle linee del segretario Antonio Tajani. Intervenendo a Zapping su Rai Radio 1, Benigni ha ridimensionato "l'incidente del voto segreto", definendolo un "episodio isolato incapace di compromettere il cammino della riforma o la stabilità dell'esecutivo". L'obiettivo prioritario della coalizione rimane quello di "garantire la governabilità del Paese", fattore chiave per la "credibilità internazionale", con il traguardo di chiudere l'esame del testo a Montecitorio entro la giornata di oggi.

07:32

La maggioranza traballa sulle preferenze, ma trova l'intesa sui fuorisede

La maggioranza di centrodestra attraversa ore di forte tensione dopo il blitz dei trenta franchi tiratori che hanno affossato le preferenze sulla legge elettorale. Mentre la premier Meloni ostenta serenità a Palazzo Chigi e respinge l'ipotesi di salite al Quirinale, in Parlamento i nervi restano tesi: l'emendamento di Roberto Vannacci (Futuro Nazionale) viene bocciato ma incassa ben 139 voti (quasi certamente di Fratelli d'Italia), scatenando le proteste delle opposizioni contro la nascita di un'inedita alleanza di "destra-destra".

Tra le polemiche per i deputati vannacciani sorpresi a filmarsi durante il voto segreto e gli attacchi al veleno del ministro Lollobrigida contro chi difende la "poltrona", la giornata si chiude comunque con un successo bipartisan: l'approvazione all'unanimità della norma che permette finalmente a studenti e lavoratori fuorisede di votare nel comune di domicilio.

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