
Crisi interna al governo Meloni dopo la rottura sulla legge elettorale: alla Camera la riforma elettorale passa con 217 sì, 152 no e due astenuti. Questo il risultato del voto finale, a scrutini segreto. Il provvedimento passa ora all'esame del Senato.
All'indomani del caos in Aula, scatenato da una trentina di franchi tiratori (perlopiù tra Lega e Forza Italia) che hanno affossato la proposta sulle preferenze targata Fratelli d'Italia, l'esecutivo ha incassato l'ok alla riforma. Il messaggio ribadito dai vertici del centrodestra è chiaro: si va avanti, il governo non cade su un emendamento.
Ieri l'emendamento di Roberto Vannacci sulle preferenze avev creato nuove frizioni. La proposta è stata bocciata, ma ha raccolto ben 139 voti a favore, quasi certamente in arrivo dai banchi di Fratelli d'Italia. A infiammare ulteriormente l'Aula era stata la condotta dei deputati di Futuro Nazionale, sorpresi a riprendersi con gli smartphone durante lo scrutinio segreto: una palese violazione del regolamento. Le scorie della "palude" evocata da Meloni si fanno ancora sentire, con il ministro Francesco Lollobrigida che, ai microfoni di Fanpage.it, ha attaccato i franchi tiratori, accusandoli di aver votato solo per rimanere "avvinghiati alla poltrona". Ok bipartisan anche alla norma per il voto ai fuorisede.
Ora Salvini vuole le preferenze nella legge elettorale: "Spero si possano recuperare al Senato"
"È un tema che mi ha appassionato. Capitolo chiuso, legge approvata. Adesso si va al Senato, spero che ci sia la possibilità di recuperare anche l'indicazione a qualche titolo delle preferenze per lasciare ancora più libertà di scelta ai cittadini". Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini. Va sottolineato che la Lega è stata a lungo contraria alle preferenze, e diversi deputati del Carroccio sono nella lista dei sospetti ‘franchi tiratori' che hanno affossato la proposta di Fratelli d'Italia sul tema.
Tajani respinge le accuse sui franchi tiratori: "Noi sempre leali"
"È stato fatto un grande rumore per nulla. Era un emendamento. Ho sempre detto che le preferenze non erano un elemento fondamentale della legge elettorale, l'ho detto prima che si votasse e lo dico anche dopo. L'importante è che ci sia una legge che garantisca stabilità al nostro Paese più di quanto la garantisca la attuale". Lo ha detto il ministro degli Esteri, e leader di Forza Italia, Antonio Tajani. Quanto alle accuse sui voti mancanti, "a scrutinio segreto si possono accusare tutti", "ci saranno stati dei franchi tiratori in tutto lo schieramento" ma "non era un impegno sulla legge, era un impegno su un emendamento che non era firmato da noi, su cui avevamo manifestato delle riserve. Poi per sostenere l'unità del centrodestra avevamo dato il nostro assenso. Respingiamo al mittente qualsiasi accusa, siamo sempre stati leali".
Polemica sull'aggressione a Ivan Grieco: il vannacciano che lo ha spinto è il sindaco di Filottrano
Luca Paolorossi, sindaco di Filottrano (Ancona) ha spinto via a forza il content creator Ivan Grieco mentre cercava di parlare con Roberto Vannacci per conto di Pulp Podcast dopo un comizio, afferrando il suo microfono e gridandogli addosso. Non è la prima polemica in cui Paolorossi finisce: in passato ha attirato contestazioni per il suo atteggiamento nei confronti del 25 aprile, che nel 2015 definì "lutto nazionale", e per la foto di un saluto romano pubblicata sui social.
In Italia i bimbi muoiono per il latte crudo ma la legge sulle etichette è ferma: per la destra non è una priorità
Solo un'etichetta più chiara per scongiurare i rischi gravi derivanti dal consumo di prodotti a base di latte crudo. Probabilmente sarebbe bastata per evitare la tragedia del piccolo Elia, morto a maggio del 2024 a soli tre anni dopo aver contratto la Seu, Sindrome Emolitica Uremica, a causa di un formaggio a latte crudo contaminato. Il disegno di legge presentato dal Pd per introdurre un sistema di etichettatura che renda consapevoli genitori e famiglie giace nelle Commissioni IX e X del Senato da ormai due anni, nonostante le dichiarazioni d'intenti pronunciate da diversi esponenti della maggioranza, tra cui il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida. Le opposizioni sono tornate ad accendere un faro sul tema e nel corso della conferenza stampa "Etichette chiare per proteggere i bambini" tenutasi oggi al Senato, hanno rilanciato un appello affinché il ddl venga sbloccato.
Magi (+Europa) dice che la legge elettorale è un colpo di Stato
"La legge elettorale voluta dalla maggioranza è un colpo di Stato, si toglie il valore effettivo del voto dei cittadini". Parole di Riccardo Magi, segretario di +Europa, protagonista di una protesta plateale insieme al resto dell'opposizione subito prima dell'approvazione della riforma elettorale: "Il litigio in Aula con deputati di Forza Italia? Io ho protestato con un'enorme scheda elettorale, i commessi giustamente me l'hanno tolta e Mangialavori mi ha urlato ‘sei un cafone, raccogli la carta'. Lodevole la sua attenzione per la pulizia dell'Aula, ma la priorità mi pare la distruzione della democrazia".
Il ministero della Giustizia fa la prima mossa per la grazia a Mario Roggero: avviata l'istruttoria
Il ministro della Giustizia Nordio ha avviato l'istruttoria che potrebbe portare alla grazia per Mario Roggero, gioielliere di Grinzane Cavour condannato a 14 anni e 9 mesi di carcere per l'omicidio di due uomini che avevano rapinato il suo negozio. La mossa arriva dopo che diversi esponenti di spicco del governo Meloni si sono schierati a favore della grazia. La decisione sulla questione spetterà, eventualmente, al presidente della Repubblica.
Cateno De Luca presenta la strategia nazionale di Sud chiama Nord: "Mi cercano tutti, destra e sinistra"
Il leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca, in un colloquio con Fanpage.it, presenta la strategia nazionale, in vista della campagna per le Politiche.
"Ci siamo consolidati in termini definitivi nel nostro contesto d'origine, ora puntiamo a completare quel percorso, strutturato in due fasi: nel 2022 c'è stata l'affermazione a livello regionale, ora vogliamo sdoganare il progetto in ambito nazionale, con l'obiettivo del 3%".
"La trattativa si sposta quindi a Roma, con i leader di partito, perché in Sicilia non ci sono soggetti legittimati e davvero autorevoli, in grado di impostare con noi un percorso. Il nostro punto di riferimento a livello nazionale è Laura Castelli. Entro settembre ci aspettiamo altre adesioni importanti a livello nazionale. Stiamo aspettando anche noi di capire quale sistema elettorale uscirà fuori, cosa che influirà sulle nostre decisioni".
Centrodestra avvia raccolta firme per chiedere la grazia per Roggero
I capigruppo alla Camera e Senato di Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Noi moderati, Civici d'Italia, Udc, Maie-Centro Popolare hanno avviato da stamane la raccolta firme di tutti i parlamentari dei propri gruppi, e di tutti coloro che vorranno sottoscrivere, per richiedere al Ministero di Giustizia la grazia a Mario Roggero. "Riteniamo – si legge in una nota congiunta – che, al di là degli aspetti di natura giuridica, quanto avvenuto a Roggero meriti una risposta immediata finalizzata a garantire che non debba affrontare ciò che, anche in considerazione della sua età, diventerebbe una condanna all'ergastolo, insopportabile visto quanto avvenuto".
Crosetto difende Mario Roggero: "Ingiusto, si faccia il possibile perché torni a casa". E attacca i giudici
"Mario Roggero è in carcere. È stata applicata la legge? Probabilmente si. È giusto? Per me no". Lo ha scritto sui social il ministro della Difesa Guido Crosetto, in un post in cui ha anche criticato apertamente i magistrati: "Ci hanno abituato da anni ad una giurisprudenza che interpreta le leggi al punto di stravolgerle. È stata una pratica molto in voga per portare avanti battaglie ideologiche o contro alcuni ‘nemici'. È una pratica che ha consentito di mandare in libertà dopo pochi anni anche assassini di servitori dello Stato, Carabinieri, Poliziotti". Per questo, ha insistito il ministro "secondo me ciò che è accaduto a Mario Roggero è ingiusto, incomprensibile e anche difficile da accettare. Per questo penso vada esperita ogni possibilità perché possa tornare a casa".
Salvini dice che Vannacci perde già pezzi: "In Calabria se ne sono andati in 600"
"Mi sembra stia perdendo pezzi, in Calabria se ne sono andati in 600 ma non commento le vicende e i problemi altrui. Non mi interessa. Sono convinto che il centrodestra, come oggi lo conosciamo stia lavorando bene, e in questo anno abbondante che manca possa lavorare ancora meglio e possa rivincere le elezioni senza rivolgersi ad altri che, anche in queste ore, stanno attaccando il governo". Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini a Bari rispondendo alla domanda di una giornalista che gli chiedeva della continua crescita di Futuro Nazionale guidato dall'ex europarlamentare della Lega Roberto Vannacci.
Fdi aveva fatto un sondaggio tra i dirigenti sulle preferenze un mese fa: "Ampia adesione alla riforma"
Spunta un sondaggio di un mese fa che il vertice di Fdi aveva sottoposto ai suoi dirigenti, per capire l'eventuale consenso interno sulla riforma elettorale e sulle preferenze. Spulciando il verbale della riunione della direzione nazionale di via della Scrofa, che si è tenuta il 10 giugno scorso per approvare il bilancio del 2025, si scopre che il partito aveva commissionato qualche settimana fa una rilevazione sulla legge elettorale per valutare il gradimento dei propri dirigenti di partito sulla riforma e sull'introduzione delle preferenze.
Il sondaggio spunta nel punto 2 alla voce ‘Varie e eventuali' dell'ordine del giorno della riunione. "Passando al punto 2), all'odg ‘Varie ed eventuali'", si legge nel verbale, il coordinatore della Direzione nazionale, Edmondo Cirielli, "esprime il ringraziamento per la partecipazione ad un sondaggio svolto tra i dirigenti del partito e i cui esiti sono stati trasmessi al presidente nazionale Giorgia Meloni, rappresentando come vi sia stata un'ampia adesione alla proposta di riforma elettorale e all'introduzione dei voti di preferenza".
Un mese dopo, il 13 luglio Fdi ha presentato alla Camera un emendamento alla legge elettorale, insieme a Noi moderati e Udc, per introdurre capilista bloccati e un massimo tre preferenze: il testo (che non aveva la firma di Fi e Lega anche se Antonio Tajani e Matteo Salvini si erano impegnati a votare) è stato poi affossato in Aula dai franchi tiratori del centrodestra.
Il voto finale della Camera sulla legge elettorale: la reazione in Aula
Ecco i momenti del voto finale sulla legge elettorale alla Camera. Dai banchi del centrodestra è partito un applauso liberatorio – dopo giorni di sedute in cui la maggioranza ha traballato, e in un'occasione è andata sotto – mentre le opposizioni hanno continuato le proteste.
Al Senato protesta del Pd contro l'autonomia differenziata delle Regioni: "Italia una e indivisibile"

Mentre la Camera si concentrava sulla legge elettorale, al Senato le opposizioni hanno messo in scena una nuova protesta contro la riforma dell'autonomia differenziata per le Regioni. Il Partito democratico ha mostrato cartelli che richiamano all'Italia "una e indivisibile", come recita la Costituzione, e "No allo Spaccaitalia", come è stato chiamato il provvedimento.
Salvini si tira fuori sulla legge elettorale: "Non ho niente da dire, non mi riguarda"
"Sulla legge elettorale non ho niente da dire. È un tema che, per quanto mi riguarda, è ancora più lontano della fisica quantistica". Lo ha detto questa mattina il ministro dei Trasporti e segretario della Lega Matteo Salvini. Proprio dalla Lega, secondo le ricostruzioni più accreditate, verrebbe almeno una parte dei ‘franchi tiratori' che in Aula, martedì, ha affossato l'emendamento di Fratelli d'Italia sulle preferenze e mandato sotto la maggioranza.
FdI dice che "rifletterà" sulla possibilità di riprovare ad aggiungere le preferenze in Senato
"Giorgia Meloni ha detto che dopo l'approvazione della legge elettorale alla Camera avremmo fatto una riflessione e faremo una riflessione", ha detto il responsabile organizzazione di FdI Giovanni Donzelli ai giornalisti che gli hanno chiesto se la maggioranza proverà a inserire le preferenze, bocciate a Montecitorio, in occasione del passaggio della legge al Senato.
I cartelli delle opposizioni in Aula prima del voto finale sulla legge elettorale: "Meloni ha fallito"
Poco prima che arrivasse il voto finale sulla legge elettorale, dopo la dichiarazione di voto del deputato di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli, dai banchi dell'opposizione alla Camera sono spuntati moltissimi cartelli di protesta con frasi come "Meloni ha fallito", "Legge elettorale = legge truffa" e altri messaggi simili. I commessi d'Aula sono intervenuti per toglierli.
Legge elettorale passa alla Camera, con 217 sì

La Camera approva la legge elettorale con 217 sì e 152 no: Questo il risultato del voto a scrutinio segreto. Ora il testo passa al Senato.
Proteste delle opposizioni, cartelli esposti in Aula: "Meloni a casa!"
Durante le dichiarazioni di voto, dopo l'intervento di Giovanni Donzelli, i deputati di opposizione organizzano una protesta, tirando fuori cartelli con su scritto "Meloni a casa!", "Meloni ha fallito", "La maggioranza non esiste più, a casa!".
Donzelli: "Se passa questa legge i fuorisede dovranno ringraziare noi, non la sinistra"
Interviene in Aula il responsabile organizzazione di Fratelli d'Italia, Donzelli: "Se tra pochi minuti passerà questa legge avrà vinto l'Italia. L'Italia non può più permettersi di stare 90 giorni senza governo e partiti in perenne campagna elettorale, costretti a elargire superbonus e reddito di cittadinanza. Avranno vinto gli studenti e i lavoratori fuorisede, non dovranno ringraziare la sinistra, ma l'onorevole Roscani e Gioventù Nazionale, che hanno fatto questa battaglia".
Legge elettorale, Schlein attacca: "L'ossessione di Meloni è capire chi ha tradito, maggioranza colabrodo"
"Quanto ipocrisia in quest'Aula", ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, annunciando il voto contrario del Partito Democratico sulla legge elettorale. "Chi ha tradito? Questa è l'unica ossessione negli ultimi giorni della presidente Meloni, non i rider, i morti del lavoro e le ondate di caldo. La priorità non sono neanche i femminicidi. Avevate promesso il blocco navale, avete realizzato il blocco industriale, avevate promesso e non avete fatto. È lei che ha tradito", gli italiani, ha detto ancora la leader dem rivolgendosi a Giorgia Meloni. "E ieri ha tradito i suoi stessi alleati votando l'emendamento di Ziello sulle preferenze. Questa maggioranza è ormai un colabrodo".
Continuano le dichiarazioni di voto sulla legge elettorale, solo 5 ministri presenti in Aula
Sono in corso da circa un'ora in aula alla Camera le dichiarazioni di voto finale sulla legge elettorale. Mentre interviene il leader del Movimento Cinque Stelle Giuseppe Conte sono ancora semi vuoti banchi del governo. Vuoto lo scranno della premier Giorgia Meloni, presenti la ministra delle Riforme Elisabetta Casellati che ha seguito il provvedimento dall'inizio dell'iter, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento Matilde Siracusano, il ministro del Turismo Mazzi, il viceministro all'Economia Maurizio Leo. Il voto finale, a scrutinio segreto, è previsto intorno alle 11,30.
Conte: "Legge truffa, fatta per potervi imbullonare alle poltrone"
"La priorità per voi è la legge elettorale, volete cambiare le regole del gioco: passare dalla stabilità all'inamovibilità. È una truffa perché la destra sta dicendo in tutti i social che questa legge è fatta per dare più potere e democrazia agli italiani. Questa legge è fatta per potervi imbullonare alle poltrone, per dare più potere al capo. Per questo è una legge truffa, è un accordo truffaldino, nel listone i candidati sono preselezionati dalla segreterie di partito, sono tutti moduli pre-stampati. Poi c'è la truffa nella truffa, l'emendamento sulle preferenze è una foglia di fico. Il risultato è che voi di Fdi avete confezionato un emendamento che avrebbe comportato la scelta del 10% dei candidati", ma sempre pre-selezionati. "Almeno avete date seguito a una nostra battaglia storica, quella del voto ai fuorisede. Ma vi siete impantanati", e la maggioranza è andata sotto, ha detto il leader del M5s Conte, annunciando il voto contrario dei pentastellati "Ora vi beccate la sfiducia della vostra stessa maggioranza, che arriva dopo che avete perso la fiducia degli italiani con voto referendario".
Legge elettorale, Richetti: "Azione non si oppone per partito preso"
Azione "non si è opposta" alla Legge elettorale "per partito preso". Lo ha detto il capogruppo di Azione a Montecitorio, Matteo Richetti, nell'Aula della Camera, in dichiarazione di voto finale sul testo di riforma della Legge elettorale. "Siamo convinti che in Italia serva un sistema politico fondato su altre basi", ha continuato il parlamentare.
Fratoianni (Avs): "Questa è una schiforma che rimuove centralità del Parlamento"
L'onorevole Fratoianni, durante le sue dichiarazioni di voto alla Camera, parla di "bocciatura clamorosa" per la maggioranza, ricordando il voto sull'emendamento sulle preferenze, su cui il centrodestra si è spaccato. "Questa è una schiforma, una schifezza di riforma, che rimuove centralità del Parlamento", ha detto annunciando il voto contrario del suo gruppo. "Ministra Casellati, è un anticipo di premierato o no? La Costituzione non è roba vostra, la Repubblica non è roba di chi governa. È inutile che Giorgia Meloni sfidi le opposizioni, anche al Senato voteremo contro tutti i vostri emendamenti", ha detto Fratoianni, annunciando il voto contro del suo gruppo.
Colucci (Noi Moderati): "Votiamo convintamente a favore, legge garantisce governabilità e stabilità"
La legge elettorale "garantisce governabilità e stabilità". Lo ha affermato il deputato di Noi moderati, Alessandro Colucci, nell'Aula della Camera, in dichiarazione di voto finale sul testo di riforma della legge elettorale. "Respingiamo la critica che questa legge sia influenzata dai sondaggi, sia dettata dalla convenienza del momento, una legge per fare vincere il centrodestra", ha proseguito il parlamentare, spiegando perché il suo partito voterà "convintamente" a favore.
Anche Iv contro la legge elettorale, Boschi: "Avete paura di perdere, ma avete perso occasione di cambiare il Paese"
Il governo ha voluto questa "legge elettorale perché avete paura di perdere, ma perderete lo stesso perché il tempo è galantuomo, il karma è implacabile". Lo ha detto la capogruppo di Iv alla Camera, Maria Elena Boschi, in dichiarazione di voto sulla legge elettorale, confermando il voto contrario del suo gruppo. "Vi aspetteremo alle urne dove gli italiani non sceglieranno voi, perché dopo questi 4 anni gli italiani stanno peggio. Si può rimediare a un voto contrario, a un emendamento bocciato, ma avete perso l'occasione di cambiare il Paese e quello e' irrecuperabile, perché il karma è implacabile", ha aggiunto.
Ziello (Fn): "Con questa legge volete costruire cordone sanitario contro Vannacci"
"Noi di Futuro nazionale avremmo preferito effettuare una dichiarazione di voto per annunciare il voto favorevole a questa legge. Avremmo voluto una legge elettorale con le preferenze, non con le liste bloccate. Avremmo voluto una legge elettorale senza l'obbligo delle quote rosa. Eppure questi due argomenti sono saltati in aria con i nostri emendamenti che la maggioranza ci ha accantonato in commissione per non farli votare, per poi avere il parere contrario del Governo in quest'aula con un cambio repentino del parere e una rimessione in aula da parte di Casellati che ha esposto il nostro emendamento sulle preferenze ai franchi tiratori presenti nel centro destra, in particolare tra Forza Italia e Lega che nell'oscurità della pulsantiera hanno tradito la presidente del Consiglio che aveva chiesto ai deputati di maggioranza di votare a favore delle preferenze". Lo ha detto il deputato di Futuro nazionale, Edoardo Ziello, intervenendo in dichiarazione di voto finale sulla legge nell'aula della Camera.
"Ma all'interno di questa legge elettorale c'è anche altro", ha aggiunto Ziello: "C'è già un tentativo di costruzione di un cordone sanitario del centrodestra insieme al centrosinistra contro l'unico partito di destra che sta crescendo e l'unico leader che riempie le piazze senza avere una struttura ultra decennale di partito, il generale Vannacci".
Steger del gruppo Misto: "Ci asteniamo sulla legge elettroale, ma al Senato può trasformarsi in voto positivo"
"Annunciamo la nostra astensione, ma è un'astensione costruttiva" che al Senato potrà trasformarsi in voto positivo. Lo ha detto Dieter Steger del gruppo Misto "minoranze linguistiche" in dichiarazione di voto sulla legge elettorale in Aula alla Camera. Steger ha sottolineato la delicatezza del cambio della legge elettorale e la necessità di garantire l'autonomia delle minoranze linguistiche.
Magi (Più Europa): "Questa legge è un colpo di stato elettorale, votiamo contro legge che prepara un regime""
"Questa legge costituisce un colpo di stato elettorale". Lo ha detto il segretario di Più Europa Riccardo Magi in dichiarazione di voto sulla legge elettorale in Aula alla Camera. Magi ha puntato il dito contro "l'investitura del capo introdotta surrettiziamente attraverso la legge elettorale".
"La palude, lo diciamo alla presidente Meloni, non è nel voto autonomo espresso da alcuni deputati, ma in chi ha concepito un sistema bloccato in ingresso e in uscita. Noi naturalmente voteremo contro", ha aggiunto. "La vostra legge prepara un regime" e "di fronte ai regimi la disobbedienza diventa un dovere", ha detto ancora Magi.
In coro le dichiarazioni di voto finale in Aula alla Canera
Sono iniziate nell'aula della Camera le dichiarazioni di voto sulla legge elettorale. Seguirà, attorno alle ore 11,30, il voto finale sulla riforma voluta dal governo Meloni che è in prima lettura e che passerà all'esame del Senato.


