Il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Pasquale Grasso, si è dimesso in seguito allo scandalo che ha travolto la magistratura italiana per la vicenda delle nomine in alcune procure. Dopo aver ascoltato gli interventi dei rappresentanti dei gruppi all’interno dell’Anm, Grasso ha deciso di rassegnare le dimissioni, così come anticipato in caso di una richiesta in questa direzione. “Vi ho ascoltato, vi comprendo e ovviamente rassegno le mie dimissioni”, sono le parole di Grasso. Il presidente è stato criticato dal direttivo e ha accusato di “convenienti fraintendimenti della mia condotta”. “Vi rispetto e vi ringrazio. Vi rispetto molto più di quanto abbiate dimostrato di rispettare me – afferma Grasso –. Potrei osservare che le vostre considerazioni hanno deliberatamente trascurato la prospettiva cronologica degli avvenimenti. Potrei dolermi di convenienti fraintendimenti della mia condotta. Vi ho ascoltato e compreso. Ovviamente rassegno le mie dimissioni. Lo faccio serenamente, dicendo no a me stesso. Nel ricordo di un grande intellettuale del passato, che ricordava che i moralisti dicono no agli altri, l'uomo morale dice no a se stesso”.

In molti avevano preso le distanze dal presidente: il suo atteggiamento è stato ritenuto troppo timido e non così deciso come la situazione richiedeva. Grasso aveva già abbandonato negli scorsi giorni la corrente di Magistratura indipendente. Tra le critiche ci sono quelle di Unicost, che con Angelo Renna parla di una “Caporetto”. Giovanni Tedesco interviene, invece, per Area: “Siamo pronti a riaccoglierli in giunta quando ci sarà un vero cambiamento”. Per Autonomia & indipendenza parla Francesco Valentini, secondo cui la situazione è “catastrofica”. Chiede, invece, unità Stefano Buccini, “data la comune valutazione di assoluta gravità delle condotte contestate disciplinarmente ai togati coinvolti”.

Intanto Antonio Racanelli si è dimesso da segretario di Magistratura indipendente: “Comunico che ieri durante una riunione di segreteria ho presentato le dimissioni irrevocabili dell'incarico di segretario di Magistratura Indipendente. Non parteciperò al ‘festival della grande ipocrisia' di molti esponenti di rilievo della magistratura associata. Come già noto a molti colleghi del gruppo, già da tempo avevo manifestato la volontà di lasciare tale incarico (in occasione della scadenza del mandato avvenuta nelle scorse settimane) ed in occasione dell'assemblea generale del 5 giugno avevo già messo a disposizione il mio incarico. Motivazioni e valutazioni saranno esposte nella sede naturale, cioè nell'assemblea generale che si terrà nei giorni 5 e 6 luglio”.