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Caos alla Biennale di Venezia, lo scontro tra il governo e il presidente Buttafuoco su Russia e Israele

Il 9 maggio apre la Biennale di Venezia. In queste settimane la mostra è stata attraversata da forti tensioni, culminate con le dimissioni della giuria internazionale dopo la scelta del presidente Pietrangelo Buttafuoco di concedere uno spazio a Russia e Israele. Una decisione “non condivisa dal governo”, ha detto Meloni.
A cura di Giulia Casula
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Si avvicina la 61° Esposizione Internazionale della Biennale di Venezia, che partirà ufficialmente il 9 maggio. Ma sarà un'apertura segnata da forti tensioni, culminate ieri con le dimissioni della giuria internazionale. La decisione arriva dopo settimane di accese polemiche per la scelta del presidente Pietrangelo Buttafuoco di concedere uno spazio alla Russia e di far presenziare degli artisti israeliani.

A complicare ulteriormente il quadro c'è la decisione del ministro della Cultura Alessandro Giuli di non partecipare all'inaugurazione per segnalare la distanza del governo dalla decisione di Buttafuoco di aprire le porte al Paese aggressore dell'Ucraina. Una distanza rimarcata ieri da Giorgia Meloni durante la conferenza stampa a margine del Consiglio dei ministri: "Posso dire che la scelta sul padiglione russo è una scelta non condivisa dal governo", ha detto ma la Biennale "è un ente autonomo. Io questa scelta non l'avrei fatta".

Ma le frizioni tra la Buttafuoco e il governo non si fermano qui. Lo scorso 29 aprile il ministro aveva inviato degli ispettori per richiedere la documentazione relativa agli spazi dedicati a Russia, Iran e Israele. "Sull'invio degli ispettori – ha commentato la presidente del Consiglio – la persona giusta a cui chiedere credo sia il ministro Giuli, perché presumo lui abbia fatto questa scelta. Non ho avuto modo di parlarne con lui".

Sul ritorno dei russi alla Biennale, per la prima volta dopo l'invasione dell'Ucraina, era intervenuta anche Bruxelles, minacciando un taglio delle risorse destinate alla mostra. Nel tentativo di calmare le acque, il MiC ha voluto chiarire in una nota che "non è mai stato nelle intenzioni del ministero della Cultura commissariare il presidente della Biennale di Venezia" e che "si è limitato a chiedere e ottenere documenti amministrativi da mettere a disposizione del Maeci e di Palazzo Chigi per le dovute valutazioni circa le richieste della Ue sul rispetto del quadro sanzionatorio nei confronti della Federazione russa".

A quanto risulta, il padiglione russo dovrebbe riaprire per soli tre giorni durante la pre-aperture, dal 6 al 8 maggio, per poi richiudere all'apertura ufficiale al pubblico il 9 maggio. La soluzione ha scatenato critiche e proteste. La giuria interazione presieduta da Solange Farkas aveva infatti dichiarato l'intenzione di non assegnare premi a Stati accusati di crimini contro l'umanità, facendo riferimento in particolare a Russia e Israele.

Per questo motivo la commissione ha rassegnato le sue dimissioni. Quest'ultime "riguardano esclusivamente la potestà autonoma della Biennale di Venezia", hanno ribadito dal MiC. "Il ministro Giuli, come da dichiarazioni pubbliche, conferma l'identità di vedute con il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni".

Dall'altra parte invece, il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar, ha criticato aspramente l'annuncio della giuria. "Congratulazioni alla giuria internazionale della Biennale di Venezia per le dimissioni. Il messaggio è chiaro: non c'è posto per la politica, i boicottaggi e l'antisemitismo nel mondo della cultura", ha affermato. "Questa percezione è condivisa da Israele e dall'Italia. La nostra esclusione è stata sventata e la scelta passa al grande pubblico".

Senza una giuria, la Biennale affiderà ai visitatori la decisione su chi assegnare i due Leoni per il miglior partecipante e per la migliore partecipazione nazionale. Di conseguenza, la cerimonia di premiazione, inizialmente prevista per il 9 maggio, slitterà a domenica 22 novembre, ultimo giorno di apertura al pubblico. Alla migliore Partecipazione Nazionale potranno concorrere "tutte le Partecipazioni Nazionali presenti alla 61ma Esposizione, come da lista ufficiale, seguendo il principio di inclusione e di parità di trattamento tra tutti i partecipanti". Russia e Israele inclusi dunque. La decisione, spiegano dalla mostra, è stata presa "in coerenza con lo spirito fondativo della Biennale stessa basato sull'apertura, sul dialogo e sul rifiuto di ogni forma di chiusura e censura".

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