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29 Settembre 2021
12:44

Bonelli (Verdi) a Fanpage.it: “Cingolani chiede proposte sul clima a Greta, ma difende i petrolieri”

Il ministro Cingolani? “Ha ansia da prestazione nei confronti dei giovani come a dire “ho vinto io, desolante”. Brunetta? “Un uomo dell’Ottocento”. Intervista a tutto campo al portavoce dei Europa Verde, Angelo Bonelli, che dice: “In Italia una fetta di industriali non vuole abbandonare il petrolio e finanzia campagne del terrore contro l’elettrico, ma il modo di non far pagare ai poveri la lotta al clima c’è”. E accusa: “La politica derubrica la lotta ambientalista a vezzo radical chic quando sa benissimo che lottare contro il cambiamento climatico significa lottare contro la mafia. Purtroppo in questo Paese la mafia porta ancora voti”.
A cura di Stela Xhunga
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Foto dal profilo Twitter Fridays for future Italia
Foto dal profilo Twitter Fridays for future Italia

Un’ansia da prestazione nei confronti dei giovani come a dire “ho vinto io”. Il segretario di Europa Verde, Angelo Bonelli critica duramente l’atteggiamento che il Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani ha mostrato ieri con Greta Thunberg e i ragazzi di Fridays for future riuniti a Milano in vista della Pre-Cop26. “Quando chiede ai giovani ‘ditemi le vostre proposte’ tenta di omettere ciò che ha fatto, o meglio, ciò che non ha fatto contro la crisi climatica. Ai giovani avrebbe dovuto dire che l’Italia è fuori legge sul Piano Energia e Clima e che lui sta difendendo l’industria petrolifera, altro che chiedere proposte, è lui che deve darne, è lui il ministro”.

Forse il Ministro Cingolani prova a essere realista e a non dare false speranze.

In tal caso allora è più realista del re. Perché gli strumenti per fare in modo che la transizione ecologica funzioni e non danneggi i più poveri ci sono. Abbiamo 130 miliardi dati a prestito vantaggioso, 68 miliardi a fondo perduto. L’Europa ha messo a disposizione un’imponente quantità di risorse tra cui il Just Transition Fund, il fondo sociale per il clima da 72 miliardi di euro, ma di questo Cingolani non parla.

Con tuti questi soldi allora perché mai dovrebbe rivelarsi un “bagno di sangue” la transizione ecologica?

Perché c’è qualcuno che vuole frenarla e punta sul conflitto sociale, punta a spaventare i cittadini usando lo spettro della povertà. E perché in Italia c’è una fetta importante di economia e industriali che non vogliono abbandonare gli idrocarburi e che vedono nel petrolio il loro unico strumento di profitto.

Ma come il petrolio? Ma non dovremmo in teoria passare tutti all’elettrico entro il 2035?

L’industria petrolifera rimane potentissima in Italia. Le faccio un esempio pratico: cosa propone Eni per risolvere il problema della C02? Catturarla e stoccarla nell’Adriatico al largo di Ravenna. Come? Bruciando idrocarburi. Lei capisce che è un controsenso.

Il Governo ha già dato l’ok a questo progetto?

Il progetto è stato pubblicato sul bollettino ufficiale delle attività minerarie di idrocarburi e geotermia Buig e per il momento non è contemplato nel Pnrr. Non ancora. Ma lo sarà. Cingolani difende l’industria petrolifera.

Non sembra avere molta fiducia in questo Governo in fatto di clima e ambiente. Abbia fede, è il “Governo dei migliori”.

Il Governo che doveva semplificare col Decreto Semplificazioni nel settore delle rinnovabili ha addirittura respinto degli emendamenti, per esempio quello sulle autorizzazioni degli impianti fotovoltaici che prevedeva una sorta di silenzio assenso per l’installazione degli impianti nelle aree non vincolate. Siamo nella stranezza dell’economia italiana dove una grande azienda di telefonia mobile può essere installata la qualunque con una semplice dichiarazione di attività, un impianto invece fotovoltaico non può farlo invece e deve passare dalla pubblica amministrazione.

 Che ha di male la pubblica amministrazione?

Noi abbiamo dirigenti e segretari della Pubblica amministrazione che non conoscono le leggi della Repubblica Italiana, figuriamoci i bandi per accedere ai fondi europei e migliorare la gestione dei rifiuti e della mobilità.

Crede che Renato Brunetta riuscirà a rinnovare la pubblica amministrazione?

Brunetta ha fatto guerra allo smart-working, sembra un uomo dell’Ottocento. Come se avere alla scrivania qualcuno e controllarlo che non si tolga una caccola dal naso fosse sinonimo di efficienza. Di fronte al congestionamento delle città Brunetta si è preoccupato che i bar e i ristoranti che chiudevano perché non c’erano impiegati degli uffici che ci andavano a mangiare. Non funziona così.

Però se ancora oggi, in una città inquinata come Milano, in campagna elettorale la Lega raccoglie voti dicendo "Milano ha bisogno di meno piste  ciclabili" vuol dire che anche voi Verdi avete qualcosa da rimproverarvi. Qualcosa non è funzionato se i Verdi tedeschi sono acclamati da tutti e i Verdi italiani sono tacciati come “radical chic”.

Abbiamo lo stesso programma dei Verdi tedeschi, di più, l’Unione Europea ha preso provvedimenti che da noi proposti in Parlamento con anni di anticipo. Il problema è culturale, non politico o partitico. In Italia gli spazi comuni non sono trattati come la casa privata. Io ho impiegato un’ora e mezza per spiegare a un tedesco che cosa fosse un condono edilizio. Per lui era impensabile proprio sul piano logico edificare abusivamente su un’area vincolata. Quanto a Milano vorrei fare un appunto.

Prego.

Cosa c’entrano le nuove residenze, di cui non si ha bisogno visto il numero di immobili sfitti che abbiamo, o i nuovi centri commerciali, di cui Milano e Lombardia sono piene, con lo stadio San Siro? Non va bene lo stadio? Ristrutturalo.

Parliamo di elettrico. Perché le auto elettriche costano così tanto? 

Perché l'industria e l'economia vogliono che costi tanto. E in questo i sindacati, anziché approfittare della sfida per migliorare le condizioni di lavoro dei loro iscritti, presi dalla paura che l'elettrico tolga posti di lavoro, assecondano la campagna in atto. Basta guardare all'estero: Gli stolti sono loro che passando attuando una conversione ecologica nell'industria, nella mobilità e nella gestione dei rifiuti hanno creato posti di lavoro, o siamo noi che non facciamo niente per paura di perdere quel poco lavoro che c'è? Dove per altro il cittadino deve scegliere tra salute e lavoro?

Bonelli, stiamo discutendo da ormai un’ora di politica e ambiente. Non è un po’ strano che non sia ancora uscita fuori la parola “mafia”?

Ne parlo e ci faccio i conti eccome invece. Ho subito un attacco dal clan degli Spada e dei Casamonica, mi hanno bruciato casa, mi hanno sparato, mi sono dovuto trasferire in Trentino per mettere al sicuro me e la mia famiglia. La politica derubrica la lotta ambientalista a vezzo radical chic quando sa benissimo che lottare contro il cambiamento climatico significa lottare contro la mafia. Purtroppo in questo Paese la mafia porta ancora voti.

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