Bonelli: “Infiltrazioni criminali nelle proteste? Fuori i nomi. Su sicurezza e periferie Meloni ha fallito”

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Il leader di Avs Angelo Bonelli commenta a Fanpage.it gli ultimi provvedimenti emanati dal governo, il decreto Sicurezza per le proteste degli studenti e il nuovo decreto carburanti: “Gli agricoltori, i pescatori e gli autotrasportatori protestano da settimane, sono fermi nei presidi nel silenzio, non solo nell’indifferenza di Giorgia Meloni, ma nel silenzio del servizio pubblico radiotelevisivo che è ormai diventato l’esclusivo strumento di propaganda di questo governo di destra”.
Intervista a Angelo Bonelli
Deputato e leader di Avs

Un Consiglio dei ministri lampo ha appena varato nuove misure per andare incontro alle richieste di autotrasportatori, agricoltori e settore della pesca, schiacciati dal caro carburanti. Con un nuovo decreto l'esecutivo Meloni ha stanziato risorse per mettere fine ai blocchi stradali, che hanno lasciato vuoti gli scaffali dei supermercati del Sud Italia.

Previsti circa 105 milioni aggiuntivi per i tir e lo sblocco dei fondi per il credito d'imposta sul gasolio destinato alle imprese di autotrasporto. Il pacchetto varato ruota attorno al credito d'imposta sul gasolio introdotto in primavera, quando il governo era intervenuto sulle accise per frenare l'ondata di rincari. Quel credito, che copre fino al 70% della maggiore spesa sostenuta dalle imprese, era rimasto bloccato in attesa dei provvedimenti attuativi, con circa 430 milioni stanziati. Il decreto prevede un incremento di 66,4 milioni di euro per le domande "da marzo ad agosto" del contributo straordinario riconosciuto "sotto forma di credito di imposta", che arriva così intorno ai 480 milioni. Per il gasolio acquistato tra il primo settembre e il 5 ottobre nasce invece una seconda tranche, con un tetto di 60 milioni, utilizzabile soltanto in compensazione con il modello F24 entro il 31 dicembre 2027. Sommate, le due voci valgono circa 105 milioni di risorse nuove per il comparto, per fronteggiare gli aumenti sul diesel.

Secondo la bozza del testo, agli agricoltori andrà un contributo a fondo perduto pari al 20% della spesa per il carburante, che produrrà uno sconto fino a 45 centesimi al litro e con un tetto complessivo di 60 milioni per il 2026. Per la pesca, il contributo scende al 10% della spesa, entro 10 milioni, ma si accompagna a un aumento di 20 milioni del credito d'imposta riservato al settore ittico. Per il leader di Avs Angelo Bonelli, intervistato da Fanpage.it, il governo tratta i lavoratori di queste categorie come "mendicanti": "I soldi che oggi hanno stanziato erano soldi che queste categorie dovevano ricevere già alla fine di agosto".

Onorevole, perché considera insufficiente il nuovo decreto carburanti varato oggi dal Cdm?

È una risposta indecente. Mentre sperperano 14 miliardi di euro per il Ponte sullo Stretto di Messina e in tre settimane  impegnano 27 miliardi di euro per le armi (cioè 14 miliardi dalla flessibilità, 8 per il Safe e 4,6 derivanti dalla proposta in finanziaria, totale 27 miliardi circa), trattano chi produce, agricoltori, pescatori e autotrasportatori, come mendicanti. I soldi che oggi hanno stanziato erano soldi che queste categorie dovevano ricevere già alla fine di agosto, e che il governo non aveva ancora erogato. Danno 10 milioni ai pescatori, mentre i pescatori ad Ancona hanno bloccato il porto perché non appena mettono in moto le barche sono già in perdita. Oggi mi sono svegliato alle 5 del mattino, con Fratoiani abbiamo fatto un blitz al casello ad Avellino Est, dove abbiamo incontrato gli agricoltori nel presidio. Queste persone in lacrime ci dicevano: ‘Noi produciamo il pomodoro datterino, ce lo acquistano a 0,60 euro al chilo e va negli scaffali a Roma – l'ho visto con i miei occhi – a 10-11 euro al chilo'. È una rapina sociale che penalizza l'agricoltore e il lavoratore che va a fare la spesa. Di fronte a tutto questo la presidente del Consiglio riesce ancora una volta a tramutare in becera propaganda la sofferenza sociale.

Nel video che la premier ha pubblicato sui social, disertando ancora una volta la conferenza stampa post Cdm, il governo lancia accuse contro chi minaccia chi vuole lavorare, e dice che non si farà intimidire. Lei vede qualche forma di ricatto in questo momento? O piuttosto forme di protesta legittime?

Gli agricoltori, i pescatori e gli autotrasportatori protestano da settimane, sono fermi nei presidi nel silenzio, non solo nell'indifferenza di Giorgia Meloni, ma nel silenzio del servizio pubblico radiotelevisivo che è ormai diventato l'esclusivo strumento di propaganda di questo governo di destra. Sono andato a parlare con loro e non ho visto criminali.

Nordio dice però che ci sono infiltrazioni criminali nelle proteste dei tir…

Francamente, se come dice Nordio ci sono infiltrazioni di criminali forse un ministro della Giustizia e un ministro dell'Interno dovrebbero fare nomi e cognomi. Anche in Parlamento ci sono pregiudicati con sentenze passate in giudicato e non per questo mi metto a dire che il Parlamento della Repubblica Italiana è infiltrato dai criminali. Farebbero meglio a rispettare una protesta sociale. In realtà vogliono solo nascondere il loro fallimento, vogliono nascondere il fatto che con loro al governo siamo in una profonda crisi sociale e sanno usare solo la repressione. Ma è normale mandare in carcere chi protesta perché vuole lavorare? Come dicevo prima, un agricoltore che mette in moto il trattore è già in perdita. Trovo scandaloso e indecente questo comportamento della Presidenza del consiglio che è totalmente distaccata dal paese reale.

In vista delle nuove possibili mobilitazioni studentesche di sabato, Salvini al termine del Consiglio dei ministri ha annunciato che a Milano verranno schierati 500 parà, che potranno intervenire anche con mezzi Lince e droni, come se stessimo in un assetto di guerra. È una risposta secondo lei spropositata rispetto a queste proteste oppure c'è anche una necessità di rispondere a un problema di ordine pubblico?

Quella di Salvini è la risposta di chi ha fallito sulla sicurezza. Loro governano da quattro anni e hanno introdotto 57 nuovi reati e 60 nuove aggravanti, per un totale di 123. Praticamente uno ogni 12 giorni. L'effetto è quello che vediamo adesso. Quello che è accaduto a Milano, violenze che io condanno fortemente, è la dimostrazione di come il ministro Piantedosi non sia in grado di garantire sicurezza e ordine pubblico. Trovo veramente incredibile che quello che è accaduto sabato poi si è riprodotto domenica in una forma peggiore. Ma dov'è il ministro dell'Interno? Sono in grado di garantire la sicurezza e l'ordine pubblico? Abbiamo fatto un calcolo, da quando sono al governo con i loro decreti Sicurezza hanno previsto un aumento complessivo delle pene pari a 500 anni di carcere. Insomma, è chiaro che fanno così perché hanno un'urgenza di spostare l'attenzione continuamente sul piano della comunicazione per coprire il loro fallimento. Ma la gente ormai ha capito. Dopodiché c'è un'altra questione cruciale.

Quale?

Hanno dimenticato le periferie, che sono una bomba sociale. Ci sono luoghi in cui non c'è più nulla, mancano del tutto infrastrutture sociali e culturali. Io vengo dalla periferia estrema di Roma, sono nato e cresciuto a Casal Bernocchi. Quando vado lì a trovare mio padre, vedo tanti ragazzi, gli stessi che poi incontri in via del Corso a vedere le vetrine o a passeggiare dentro i centri commerciali, perché non hanno altri spazi e non hanno una prospettiva. Questo governo ha tagliato i fondi Pnrr – originariamente oltre 7 miliardi di euro – per la rigenerazione urbana delle periferie. Quindi non fanno altro che usare i decreti Sicurezza, i 500 parà, i droni e quant'altro, come se fossimo a Beirut o a Gaza, tentando di nascondere così il loro disastro.

Lei ha osservato come con l'ultimo decreto Sicurezza ci sia stata di fatto una duplicazione di norme già vigenti. Ci può fare qualche esempio?

Giorgia Meloni dice ‘abbiamo previsto che chi rompe paga, se i minori rompono saranno i genitori a pagare', ma questo è già previsto dal nostro ordinamento: il decreto Sicurezza di febbraio 2026 ha già introdotto sanzioni da 200 a 1000 euro per i genitori quando un fatto è commesso da un minore. E rimane la responsabilità civile (articolo 2048 del codice civile). Poi la premier dice che ‘chi determinerà danneggiamenti in gruppo sarà punito', ma questo è già previsto da tempo dal nostro codice penale (articolo 635). L'ultimo decreto è servito a Meloni a fare 6 minuti di video, disinformando gli italiani, per coprire il fatto che non sono stati in grado di garantire sicurezza e ordine pubblico a Milano lo scorso fine settimana. Quei nuovi reati di cui parla sono già previsti dal nostro ordinamento, e questo in un Paese normale avrebbe portato a chiedere le dimissioni alla presidente del Consiglio, che è una mentitrice seriale.

Sono giorni di grandi tensioni sociali. Se guardiamo agli studenti che protestano a Milano contro il carovita, ai blocchi e ai presidi degli autotrasportatori, alle proteste di pescatori e agricoltori, stiamo osservando lo stesso fenomeno? La matrice di quella rabbia è identica o ha senso fare dei distinguo?

La radice è il profondo disagio sociale che nasce dal fatto che in questo Paese la povertà è aumentata, il potere d'acquisto degli stipendi è diminuito, e anche quando lavori sei povero. Ci sono coppie in cui entrambi lavorano e che sono tornate in coabitazione nelle proprie famiglie. E di fronte a questo profondo disagio sociale legato al carovita, al caro energia, all'inflazione, c'è l'occultamento della verità da parte del governo. Non c'è una risposta di politica economica che metta al centro la giustizia sociale e la redistribuzione delle risorse.

Quando le banche in quattro anni in Italia hanno fatto quasi 200 miliardi di euro di profitti – considerando anche il primo semestre del 2026 – e Tajani dice che se chiedi una tassazione aggiuntiva alle banche sei uno da Unione Sovietica, vuol dire che si è perso il senso della realtà. Perché gli italiani stanno diventando sempre più poveri e ci sono alcuni oligopoli che stanno diventando sempre più ricchi: gli energetici, le banche, gli assicurativi e l'industria delle armi.

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