Schlein contro Meloni: “Prima si vota meglio è. Avete fallito, andate a casa”

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A cura di Luca Pons
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Elly Schlein ha parlato in apertura della direzione nazionale del Pd, toccando anche il tema delle primarie e della coalizione di centrosinistra. Nella scrittura del programma comune “non è che uno vale uno”, ha detto, perché il Pd ha “il doppio dei voti” rispetto agli alleati. Un attacco anche al governo: “Avete fallito, andate a casa. Prima si vota e meglio è”. E a Giorgia MelonI: “Mi ha chiesto di dire una cosa vera, gliene dico dieci”

Elly Schlein attacca apertamente Giorgia Meloni, dal podio della direzione nazionale del partito: "Prendete atto che avete fallito e andate a casa, prima si vota meglio è", ha detto la segretaria del Pd. Schlein ha risposto anche alla premier, che l'aveva sfidata a "dire una cosa vera" contro il governo: "Gliene dico dieci, numeri alla mano".

La segretaria democratica ha tracciato anche una linea precisa per gli alleati: il confronto sul programma di coalizione si farà "tra la gente", e in quel confronto non ci sarà "uno vale uno", perché il Pd ha il "doppio dei voti" degli altri partiti. Se poi si arriverà alle primarie – anche se per la segretaria "in qualsiasi altro Paese europeo" non si sarebbe posta la questione, perché avrebbe guidato il partito che prende un voto in più – allora il Pd sarà pronto.

La risposta a Meloni: "Volevi una cosa vera? Te ne dico dieci"

"Dico a Giorgia Meloni, prendete atto che avete fallito e andate a casa. Prima si vota, meglio è per l'Italia". Sono le parole che sintetizzano la linea della segretaria: battagliera, pronta a proclamare che il Pd è pronto per le elezioni e che anche il centrosinistra lo sarà, anche se mancano ancora tanti passaggi.

"Il governo Meloni è diventato il più longevo della storia repubblicana e l'hanno celebrato con una fanfara spropositata, che è quella che si dedica quando è l'unico risultato che puoi vantare", ha criticato Schlein. "Ma se la stabilità si traduce in immobilismo, non si fa il bene del Paese. Se dopo quattro anni l'Italia sta peggio, la responsabilità è loro. Che occasione storica ha sprecato Giorgia Meloni, con quei numeri in Parlamento poteva cambiare tutto e sono riusciti a non fare nulla che cambiasse in meglio la vita degli italiani".

Meloni due settimane fa aveva sbeffeggiato Schlein, chiedendole di dire "una cosa vera" per criticarla. La segretaria ha replicato: "Giorgia Meloni recentemente mi ha chiesto di dirle una cosa vera, io gliene sto dicendo dieci, coi numeri alla mano". E ha elencato: "Dicevate che avreste abbassato le tasse, siamo al record di pressione fiscale negli ultimi dodici anni. Abbiamo gli stipendi tra i più bassi d'Europa e il costo dell'energia all'ingrosso più caro d'Europa, provate a negare questo. Quasi sei milioni di persone vivono in povertà assoluta, tra di loro anche un milione e 300mila bambini e ragazzi. Quasi sei milioni di italiani rinunciano a curarsi perché le liste d'attesa sono troppo lunghe o perché non se lo possono permettere. Nel 2025 sono nati 355mila bambini, il numero più basso dal dopoguerra".

Schlein parla agli alleati: "Programma tutti insieme, ma non siamo ingenui: noi abbiamo il doppio dei voti"

"Non faremo mai più alla destra il favore di dividerci. Oggi una coalizione esiste, si sono superati steccati e diffidenze. Il percorso unitario è maturato nel lavoro quotidiano", ha ribadito Schlein, parlando del centrosinistra unito. "Oggi possiamo dire con fiducia che l'alternativa è già una realtà concreta ed è già al lavoro".

Poi, però, è entrata più nel dettaglio di ciò che aspetta il centrosinistra nei prossimi mesi: "Prima il programma comune, poi la guida. Perché chi guida deve guidare l'intera alleanza, non soltanto il suo partito". Un programma condiviso, con un confronto aperto alle realtà sociali. Schlein ha anche rivendicato: "È ciò che ho proposto agli alleati a novembre dell'anno scorso, dopo le Regionali". Poi c'è stato chi "legittimamente ha annunciato un proprio percorso che si è concluso solo a settembre di quest'anno", ovvero il Movimento 5 stelle. "Noi il nostro l'abbiamo fatto a febbraio" e "finora abbiamo aspettato gli altri", ha detto la segretaria.

In ogni il Pd è "pronto": "Possiamo partire anche subito, basta che siamo tutti e basta che non partiamo da soli". Ovvero, nella stesura del programma comune devono esserci "il Terzo settore, il mondo produttivo e sindacale, i nostri amministratori, il mondo associativo".

E qui Schlein ha puntualizzato: "In quella discussione bisogna essere inclusivi, ma che non è che uno vale uno". Qui sono scoppiati gli applausi della sala. "Perché a noi, compagne e compagni, non ci ha regalato niente nessuno. Se siamo saldamente", ha enfatizzato la segretaria, "il primo partito di opposizione è perché ce lo siamo guadagnati con la fatica, con il sudore, con l'impegno a convincere le persone, una per una, che ci hanno consegnato il doppio dei voti delle altre forze. Alle europee, alle regionali e alle comunali".

La replica (indiretta) a Conte: "Se il Pd fosse stato secondo, non ci sarebbero state le primarie"

Non è mancata una provocazione sulla scelta delle primarie, dopo la frecciatina di Giuseppe Conte ieri: "Se fossimo rimasti a gennaio 2023, con il Pd al 14% dei sondaggi e quindi seconda forza di opposizione, pensate che avremmo avuto lo stesso dibattito oggi? Io penso di no. Generosi sì, ingenui no eh".

Poi ha specificato: "In qualsiasi altro Paese europeo, non ci sarebbe stata questa discussione, perché è normale che guidi il partito che prende un voto in più. Non è egemonia, è democrazia. Poi, se c'è qualcuno che non riconosce questo principio democratico, noi siamo disponibili e pronti alle primarie, e se le faremo, le vinceremo insieme, avendo poi grande cura di rappresentare tutti".

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