podcast

Il decreto sicurezza è il “manganello normativo” del governo Meloni

Immagine
Audio wave

Segui Scanner.
La rassegna stampa per capire il mondo, ogni mattina.

Immagine

Ancora più repressione, ancora meno spazio per il dissenso. Il governo Meloni ha solo una risposta alle manifestazioni di piazza ed è quella sbagliata. L'ultimo Consiglio dei Ministri si è chiuso nell'unico modo in cui questo esecutivo pensa di poter gestire il dissenso, approvando l'ennesimo decreto sicurezza scritto d'urgenza sull'onda emotiva delle proteste che in questi giorni stanno attraversando le piazze e le strade del Paese.

Ti è piaciuto questo episodio di SCANNER?

condividi

È una mossa riflessa quella che vediamo, quasi automatica ormai per un governo che da quattro anni gestisce l'ordine pubblico in questo modo. Un governo eletto anche e soprattutto per i temi della sicurezza che governa come se fosse all'opposizione, che continua a parlare di emergenza sicurezza dopo tutto questo tempo. Se davvero fosse così dovrebbero dire: abbiamo fallito, andiamo a casa. La sicurezza invece continua ad essere strumento di propaganda.

Ogni volta che c'è una manifestazione, ogni volta che c'è una polemica che parte da un fatto di cronaca, in pochissime ore arriva la risposta che potremmo definire il manganello normativo, quel dispositivo penale con cui si tenta di coprire le criticità sociali senza intervenire sulle cause strutturali.

Il quadro economico e la linea del governo

Prima di analizzare i dettagli tecnici del decreto occorre contestualizzare il quadro generale: il Paese attraversa una fase di crisi economica ed energetica complessa. Il Sud registra il blocco degli autotrasportatori, mentre la congiuntura internazionale segna un rialzo dell'inflazione legato ai conflitti in Medio Oriente, alle manovre geopolitiche della presidenza Trump e del governo Netanyahu contro l'Iran, e alle tensioni nell'area dello stretto di Hormuz e del Mar Rosso, snodi nevralgici per i flussi commerciali diretti in Europa.

Sul piano della comunicazione politica, l'attenzione viene indirizzata sugli episodi di scontro di piazza e sui danneggiamenti compiuti da piccoli gruppi durante i cortei, utilizzandoli come arma di distrazione di massa.
In questo modo, l'agenda pubblica si sposta dai nodi del carovita, della precarietà lavorativa e della marginalità sociale verso la sola dimensione dell'ordine pubblico.

Le misure del CDM e la stretta sulle manifestazioni

Invece di disinnescare i motivi del conflitto, il governo interviene aumentando i motivi delle proteste: una società meno inclusiva. L'ultimo decreto approvato ieri dal Consiglio dei Ministri introduce la possibilità di impiegare i militari in strada e tipizza ulteriormente le condotte legate alle manifestazioni violente. Nonostante il Codice Penale prevedesse già reati come devastazione e saccheggio, resistenza a pubblico ufficiale e altri, il governo sceglie di aggiungere norme penali, riducendo progressivamente le maglie dello spazio democratico e del dissenso, come già avvenuto in passato con gli altri decreti.

La cronologia dei provvedimenti sicuritari dal 2022 a oggi

Dall'inizio della legislatura, c'è stata una bulimia di norme sulla sicurezza con ben otto decreti, che è sempre bene ricordare dovrebbero essere di carattere emergenziale e non la prassi legislativa. Mi scuso per il lungo elenco ma messi insieme decreti e reati a mio avviso danno una visione più complessiva.

D.L. 162/2022 (Anti-Rave): Introduzione dell'art. 633-bis c.p. per contrastare i raduni non autorizzati.

D.L. 20/2023 (Decreto Cutro): Inasprimento delle pene per il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, con reclusione fino a 30 anni per i casi di morte o lesioni.

D.L. 123/2023 (Decreto Caivano): Stretta sulla criminalità minorile e introduzione dell'art. 570-ter c.p. sulla mancata osservanza dell'obbligo scolastico.

Legge 6/2024 e norme sui blocchi stradali: Sanzioni penali ed edittali elevate per chi imbratta beni culturali o effettua blocchi stradali e ferroviari durante le azioni d'impatto per la giustizia climatica.

D.L. 90/2024 (Cyber-sicurezza): Aumento delle pene fino a 10-12 anni per attacchi informatici a infrastrutture critiche.

D.L. 92/2024 (Decreto Carceri e Sicurezza): Modifiche alla gestione penitenziaria.

DDL Sicurezza (cd. Pacchetto Sicurezza / DDL 1660): Riforma organica con l'introduzione di nuovi reati e aggravanti ad effetto speciale

Disposizioni contro la devianza giovanile (Decreto Maranza): Interventi d'urgenza sul micro-crimine urbano e l'uso di armi giocattolo modificate.

La mappa dei dodici nuovi reati

L'effetto di questa produzione legislativa porta all'introduzione di 12 nuovi reati:

Art. 633-bis c.p. (Invasione per raduni pericolosi): reclusione da 3 a 6 anni.

Art. 634-bis c.p. (Occupazione abusiva di immobile adibito a domicilio): reclusione da 2 a 7 anni.

Art. 270-quinquies.2 c.p. (Detenzione di materiale per finalità di terrorismo): reclusione da 2 a 6 anni.

Art. 570-ter c.p. (Inosservanza dell'obbligo scolastico): reclusione fino a 2 anni.

Art. 415-bis c.p. (Rivolta all'interno di un istituto penitenziario): reclusione da 2 a 8 anni.

Reato di rivolta nei CPR: Speculare all'art. 415-bis c.p., punisce la resistenza passiva o attiva nelle strutture di trattenimento dei migranti.

Ostacolo alla realizzazione di infrastrutture strategiche: Sanzioni specifiche per il blocco dei cantieri d'interesse nazionale.

Art. 518-duodecies c.p. (Deturpamento di beni culturali in manifestazioni): reclusione da 1 a 5 anni e sanzioni amministrative.

Penalizzazione del blocco stradale con il proprio corpo: Trasformato da illecito amministrativo a reato penale punibile con la reclusione fino a 2 anni.

Diffusione di istruzioni per materiali esplodenti (art. 435 c.p.): Reato autonomo per la pubblicazione di tutorial tecnici.

Truffa aggravata in stazioni e snodi di trasporto: Reclusione da 2 a 6 anni.

Impiego di minori nell'accattonaggio organizzato: Nuova fattispecie autonoma nel codice penale.

Selettività della punizione e profilazione razziale

Contro chi sono pensate queste norme? Per chi dissente e per chi è diverso.
Dalla citofonata di Salvini al ragazzo al quale chiede: "lei spaccia?", salvo poi aver sbagliato casa, è stato fatto un passo in più soprattutto sulla profilazione razziale.
L'applicazione di queste norme infatti non produce effetti omogenei sulla popolazione. Nei contesti urbani periferici e marginali e tra le comunità razzializzate, l'estensione dei poteri di controllo amplificano i fenomeni di profilazione razziale e la frequenza delle perquisizioni arbitrarie. L'uso del codice penale come strumento di gestione del dibattito pubblico finisce per colpire in modo sproporzionato le fasce marginalizzate e le seconde generazioni, trasformando la condizione di fragilità in un fattore di rischio giudiziario.

La quantificazione matematica degli inasprimenti

Dal punto di vista della tecnica legislativa, la somma delle sole pene minime previste dai 12 nuovi reati ammonta a 15 anni di reclusione, mentre la somma dei massimi raggiunge i 72 anni di carcere (escludendo le sanzioni fino a 30 anni del Decreto Cutro).

Se aggiungiamo le aggravanti inserite in questi 4 anni di governo il tutto arriva ad un incremento potenziale superiore a 180 anni di reclusione, con la conseguente riduzione dell'accesso alla sospensione condizionale della pena e alle misure alternative al carcere.

Prevenzione sociale contro risposta penale

Il governo avrebbe potuto scegliere se fare della aperture su temi come la scuola, la stabilizzazione del lavoro, sulla costruzione di case popolari o sulla gestione degli affitti delle grandi città, sempre più in mano ai grandi fondi speculativi e agli affitti brevi. Ha scelto invece i militari in strada, l'introduzione di un reato surreale come quello del "manifestare in modo violento", limitando le norme solo perché Mattarella ha detto che non avrebbe firmato per i poteri di polizia ai  militari.
Possiamo dire liberamente che la nostra democrazia non se la passa benissimo.

Immagine

Segui Scanner.
La rassegna stampa per capire il mondo, ogni mattina.

Immagine

Il podcast daily di Valerio Nicolosi per Fanpage.it: ogni mattina alle 7, una finestra sul mondo per capire cosa davvero sta accadendo. Politica estera, conflitti internazionali, migrazioni, politica interna e tematiche sociali raccontate dal giornalista con chiarezza e approfondimento. Con la voce di esperti e reportage direttamente dal campo - Palestina, Ucraina, Mediterraneo, Africa, Stati Uniti, America Latina e molto altro - SCANNER porta le storie dove accadono, per offrirti ogni giorno un’informazione completa, immediata e dal vivo.

[Altro]
api url views
Immagine
La rassegna stampa per capire il mondo, ogni mattina.