Inchiesta Ponte sullo Stretto, Procura continua indagine per corruzione e acquisisce altri documenti dal ministero
Nell'ambito delle indagini connesse alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, e dopo le perquisizioni di giugno scorso, con l'acquisizione di una serie di documenti legati alle procedure e alle cifre relative al progetto da 13,5 miliardi, la Procura ha delegato i Carabinieri del Ros a eseguire un ordine di esibizione nei confronti di quattro soggetti, del Mit, del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica/Cipess, della società Ponte sullo Stretto e del Consorzio Eurolink, "finalizzato all'acquisizione della documentazione predisposta e inviata alla Corte dei Conti, nell'ambito dell'attività di controllo relativa alla delibera Cipess n. 61/2025 e al decreto n.190 del 1 agosto 2025". È quanto si legge in un comunicato stampa della Procura di Roma, che riguarda il procedimento avviato a piazzale Clodio per corruzione, in cui risultano indagati, anche l'ex presidente aggiunto della Corte, Tommaso Miele e l'avvocato Giacomo Saccomanno.
Gli investigatori hanno dunque raccolto la documentazione predisposta e trasmessa alla Corte dei Conti nell’ambito delle verifiche sulla delibera Cipess numero 61 del 2025 e sul decreto numero 190 del primo agosto 2025. Gli atti riguardano le procedure amministrative e i dati economici collegati al progetto infrastrutturale.
L'attività investigativa odierna – prosegue la nota – "fa seguito alla precedente espletata il 9 giugno scorso, con l'esecuzione di un decreto di perquisizione finalizzato all'acquisizione di documentazione e dei dispostivi elettronici in uso alle persone sottoposte alle indagini".
Il ministero si dice pronto a fornire tutta la documentazione necessaria
Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, da parte sua, fa sapere che "tutti gli Uffici richiesti si sono resi immediatamente disponibili ad esibire ai Carabinieri del Ros l'intera documentazione, indicata dagli inquirenti, nella consapevolezza della regolarità amministrativa dell'iter procedimentale".
"Il Ministero è e rimane a disposizione per esibire le centinaia di files, presenti e passati, relativi al procedimento in questione con spirito di piena collaborazione e in totale trasparenza. Ogni step è necessario per arrivare quanto prima alla realizzazione dell'opera".
"Confermo da parte della società Stretto di Messina la massima trasparenza e fiducia nelle indagini avviate lo scorso giugno dalla Procura di Roma. Doverosamente stiamo fornendo alle Autorità inquirenti tutta la documentazione richiesta. Nel contempo confermo l'estraneità della Società ai fatti oggetto di indagine. Siamo nell'imminenza di un importante passaggio autorizzativo per la realizzazione del progetto del Pontesullo Stretto e proseguiremo nel nostro impegno di realizzare l'Opera per adempiere alla missione affidataci dal Parlamento e dal Governo", ha precisato l'amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, contattato dall'Ansa.
Salvini assicura: "Abbiamo dato più di quanto richiesto"
"Non solo abbiamo dato tutti i documenti dell'anno scorso, ma ho dato indicazioni di dare di più: quelli dell'anno prima, quelli di quest'anno, fotocopie, chat, computer, computer, tavole ingegneristiche", ha detto il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, in un'intervista al direttore di AGI, Rita Lofano, rispondendo a una domanda relativa all'inchiesta della Procura di Roma sull'infrastruttura.
L'accusa di Bonelli: "Procura acquisisce documenti che governo mi aveva negato"
Il Ponte sullo Stretto è diventato il monumento all’arroganza politica di Matteo Salvinie di un governo che pretende di piegare le regole dello Stato alla propaganda. Oggi la Procura di Roma ha disposto l’acquisizione di documenti al ministero delle Infrastrutture, al Dipe/Cipess, alla società Stretto di Messina e al Consorzio Eurolink. Sono gli stessi atti relativi ai controlli della Corte dei Conti che avevo chiesto e che mi erano stati negati. Il 29 dicembre 2025, infatti, il Dipe aveva respinto la nostra richiesta di accesso alle controdeduzioni trasmesse alla Corte dei Conti. Cosa avevano da nascondere?", ha dichiarato Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde.
"Sulle procedure di approvazione del Ponte e sul mancato rispetto delle direttive europee ho presentato diversi esposti alla Procura di Roma – ha aggiunto -. Le questioni che abbiamo sollevato riguardano proprio la legittimità delle procedure e il rispetto delle norme europee. Ora l’inchiesta, che ipotizza anche reati di corruzione e pressioni per condizionare i controlli della Corte dei Conti, si allarga dopo le perquisizioni del 9 giugno. La magistratura approfondisce le procedure contabili e la questione delle gare d’appalto, dopo le modifiche al progetto originario".
"Da anni denunciamo forzature e opacità – ha evidenziato Bonelli -. Salvini ha trasformato il Ponte in un’ossessione personale, attaccando persino la Corte dei Conti quando ha esercitato le proprie funzioni.Mentre Sicilia e Calabria hanno ferrovie inadeguate, strade dissestate, territori senz’acqua e un dissesto idrogeologico drammatico, Salvini continua a inseguire il suo monumento di cemento e acciaio, sottraendo miliardi alle vere priorità del Mezzogiorno.Giorgia Meloni deve spiegare fino a quando intende difendere questo progetto. La legalità non è un ostacolo da aggirare, la Corte dei Conti non è un nemico da combattere e i soldi pubblici non sono il bancomat della propaganda di Salvini. Chiediamo la sospensione immediata del progetto e che il governo riferisca in Parlamento. Saranno i magistrati ad accertare le responsabilità penali, ma quelle politiche sono già enormi. Il Mezzogiorno ha bisogno di infrastrutture vere, non di un monumento alla propaganda".