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Ponte sullo Stretto di Messina

Ponte sullo Stretto, Cgil presenta esposto alla Corte dei Conti: ipotesi di danno erariale

La Cgil ha presentato un esposto alla Corte dei Conti per chiedere di accertare se nella gestione del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina siano stati impiegati correttamente i soldi pubblici o se vi siano i presupposti di un danno erariale. La replica dell’ad Ciucci: “La società Stretto di Messina ha operato e opera nel pieno rispetto delle norme”.
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La Cgil ha presentato oggi un esposto alla Corte dei conti per chiedere di accertare se, nella gestione del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, siano stati impiegati correttamente i soldi pubblici o se, al contrario, vi siano i presupposti di un danno erariale.

L'esposto è stato firmato dal segretario generale Maurizio Landini e inoltrato alle Procure regionali della Corte dei conti della Sicilia e del Lazio e alla Procura Generale presso la Sezione giurisdizionale d'appello della Corte dei conti per la Regione Siciliana. Per la Cgil è "doveroso chiedere alla magistratura contabile di verificare se le enormi risorse pubbliche siano state utilizzate nel rispetto della legge e nell'interesse generale o se esista il rischio concreto che si stia producendo un danno alle finanze dello Stato".

L'ipotesi di danno erariale sui costi del Ponte sullo Stretto

Il sindacato ha ricordato che la stessa Corte dei Conti, nel corso dell'esame della delibera del Cipess, ha evidenziato numerose criticità riguardo il progetto del Ponte sullo Stretto, tra cui la mancata determinazione del costo definitivo dell'opera e gli aspetti che riguardano il rispetto della normativa europea in materia di appalti e tutela ambientale. "Il Mezzogiorno – spiega il sindacato – continua ad avere bisogno di ferrovie moderne, strade sicure, trasporti efficienti, porti, scuole, ospedali e servizi pubblici di qualità. Sono questi gli investimenti che possono migliorare davvero la vita delle persone, creare lavoro e ridurre i divari territoriali. Per questo chiediamo alla Corte dei Conti di fare piena luce sulla gestione delle risorse destinate al Ponte sullo Stretto".

"Il costo definitivo dell'opera non è ancora determinato, permangono dubbi sul rispetto della normativa europea in materia di appalti e tutela ambientale e molte delle infrastrutture indispensabili al funzionamento del Ponte non risultano ancora finanziate o completate", si sottolinea ancora.  "Non si tratta di una battaglia ideologica né di una contrapposizione pregiudiziale all'opera, ma di difendere il denaro pubblico. Ogni euro sprecato per il Ponte è un euro tolto agli ospedali, alle scuole e alle vere infrastrutture di cui il Sud ha bisogno".

La Confederazione ricorda ancora che si parla di un progetto il cui costo supera ormai i 13 miliardi di euro "e che continua ad aumentare. Nel frattempo, la Società Stretto di Messina ha già assorbito ingenti risorse pubbliche senza che sia stato realizzato il Ponte e senza che i cittadini abbiano visto alcun beneficio concreto".

Dell'ipotesi di possibile danno erariale si era parlato già all'indomani della bocciatura da parte della Corte dei Conti della delibera CIPESS: "Le spese di gestione sono schizzate già durante questo primo anno, soprattutto nel 2024 – aveva spiegato l’avvocata Aurora Notarianni (WWF) in un'intervista a Fanpage.it rilasciata a novembre 2025 – La Corte dei Conti per esempio ha evidenziato che è stato dato un incarico alla Tplan Consulting, quella che ha elaborato le stime di traffico e la conseguente tariffazione proposta, ma non c'è stata una gara, e non è stato reso noto il contratto, è un'evidente violazione". Il punto è che la società Stretto di Messina, la concessionaria per la progettazione, è una società a capitale interamente pubblico, dove il socio di maggioranza è il ministero dell’Economia. La responsabilità, nel caso in cui non fossero state rispettate le procedure, è in capo a chi ha firmato i contratti degli incarichi di consulenza e ha pagato, con soldi pubblici.

La società Stretto di Messina replica: "Sorpresa iniziativa CGIL, noi attenti a tutela denaro pubblico"

"Ho appreso con grande sorpresa dell'iniziativa assunta dalla CGIL con un esposto alla Corte dei conti. La società Stretto di Messina ha operato e opera nel pieno rispetto delle norme e con la massima attenzione per tutela del denaro pubblico destinato alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. I meccanismi di controllo sono articolati, definiti e trasparenti. Siamo una società interamente pubblica, in house, e pertanto sottoposta al controllo analogo del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ovvero alla vigilanza sulle principali attività della Società. La società, inoltre, è soggetta al controllo della Corte dei Conti esercitato dal Magistrato Delegato che assiste alle sedute del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale", ha risposto l'amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci sentito dall'ANSA in merito all'esposto Cgil.

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