Ponte sullo Stretto, il direttore tecnico lascia il progetto e passa ad Anas: cosa succede ora
La società Stretto di Messina Spa perde una figura di spicco. Il direttore tecnico Valerio Mele, ingegnere che dal settembre 2023 aveva seguito da vicino lo sviluppo del progetto del Ponte, lascerà l'azienda il 1° ottobre per passare ad Anas con il ruolo di chief operating officer. L'annuncio, arrivato direttamente dalla Ponte sullo Stretto, giunge in un momento critico, quando il progetto sta per passare nuovamente dal Cipess.
Per Mele si tratta di un ritorno a casa, professionalmente parlando. Aveva lavorato in Anas dal novembre 1998, un anno dopo essersi laureato in Ingegneria civile, fino al 2023. Poi era passato alla Stretto di Messina, dove oltre al ruolo apicale di direttore tecnico aveva anche gli incarichi (ad interim) di Responsabile project management e Responsabile degli uffici territoriali di Messina e Villa San Giovanni.
Una figura centrale nello sviluppo dell'opera, insomma, che adesso la abbandona. La società ha fatto sapere, con un comunicato, che Mele passerà "alle dirette dipendenze dell’amministratore delegato di Anas, ruolo di massimo vertice tecnico dell’azienda". E ha anche sottolineato che sì, "il nuovo incarico coincide con l’avvio nei prossimi giorni dell’istruttoria presso il Cipess, con la quale si aprirà una nuova fase per lo sviluppo del progetto", ma non si tratta di un fulmine a ciel sereno: l'addio è stato "deciso e condiviso da tempo e la Stretto di Messina ha già acquisito le risorse tecniche necessarie per la realizzazione del ponte".
Dire che il progetto è in una fase delicata è dire poco. Al netto delle indagini e degli esposti che rischiano di complicare il percorso sul piano legale, c'è ancora quello tecnico da risolvere. Il percorso per le autorizzazioni è ripartito a maggio, dopo che a fine 2025 la Corte dei Conti aveva bocciato, di fatto, il progetto segnalando moltissime irregolarità nelle procedure, già segnate da ritardi su ritardi.
Ad agosto è arrivato un primo via libera: quello del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Un ente che, nel primo ‘giro', non era stato neanche interpellato – e questa era una delle criticità segnalata dalla Corte dei Conti. Il Consiglio ha sostanzialmente dichiarato che, dal punto di vista tecnico, il progetto definitivo era pronto a passare alla fase esecutiva; e ha allegato una serie di verifiche e controlli da fare.
Da allora, la Stretto di Messina e il ministero dei Trasporti di Matteo Salvini hanno lavorato per approntare l'intero fascicolo, aggiungere tutti i chiarimenti necessari, e portarlo sul tavolo del Cipess. Il Comitato per la programmazione economica è un organo sia tecnico che politico, e il suo via libera è fondamentale. Era già arrivato un anno fa, ad agosto 2025, sulla prima versione del progetto.
I tempi non sono chiari, ma la delibera per il Ponte potrebbe arrivare al Cipess a ottobre e ricevere l'approvazione prima della fine dell'anno. Poi, si tornerebbe al confronto più temuto, quello con la Corte dei Conti. Il tutto mentre le prossime elezioni si avvicinano e il governo lavora alla legge di bilancio e alla campagna elettorale. La società Stretto di Messina dovrà affrontare i prossimi passaggi senza il direttore tecnico che aveva seguito il progetto dall'inizio.