Il taglio delle rivalutazioni delle pensioni per il 2019 è in arrivo: il conguaglio scatterà nel mese di giugno, quando i pensionati dovranno restituire i soldi in più ricevuti sull’assegno mensile per i mesi che vanno da gennaio a marzo. Il taglio è stato previsto dall’ultima legge di Bilancio, approvata alla fine del 2018 dall’attuale maggioranza di governo. E riguarda i trattamenti pensionistici superiori a tre volte il minimo, ovvero quelli a partire da 1.522 euro. Il ricalcolo riguarda 5,6 milioni di persone. La rivalutazione viene, in realtà, già applicata sugli assegni a partire da aprile, ma non è stato così per i tre mesi precedenti. A comunicarlo è l’Inps, attraverso un messaggio pubblicato sul sito dell’istituto di previdenza.

L’Inps annuncia che la differenza per il periodo che va da gennaio a marzo 2019, dunque, verrà recuperata a giugno. E nello stesso mese si partirà anche con il taglio sulle pensioni d’oro, introdotto sempre dal governo a fine 2018 e valevole per i trattamenti pensionistici superiori ai 100mila euro annui. Per quanto riguarda le pensioni d’oro le regole sono state stabilite con una precedente circolare, del 7 maggio, con cui l’istituto ha chiarito le modalità e spiegato che il taglio riguarda “i trattamenti pensionistici diretti complessivamente eccedenti l'importo di 100.000 euro lordi su base annua”, che vengono “ridotti di un'aliquota percentuale in proporzione agli importi dei trattamenti pensionistici”. Riduzione che va dal 15% per le pensioni tra i 100 e i 130mila euro al 40% per quelle superiori a 500mila euro.

Il messaggio dell’Inps

Il messaggio n. 1926 dell’Inps, pubblicato il 20 maggio, riguarda – come indica il titolo – le “mensilità di pensione di giugno 2019. Applicazione della riduzione dei trattamenti pensionistici di importo complessivamente superiore a 100.000 euro su base annua”. Nel messaggio si spiega che per quanto riguarda le cosiddette pensioni d’oro è stata applicata “la riduzione dei trattamenti pensionistici di importo complessivamente superiore a 100.000 euro su base annua”. E si precisa, nello specifico, cosa è stato fatto: “Calcolare la riduzione mensile, ripartirla in misura proporzionale sui trattamenti assoggettati, calcolare il conguaglio per il periodo gennaio-maggio, impostare il recupero del debito in tre rate, sulle mensilità di giugno, luglio e agosto 2019, ridurre corrispondentemente l’imponibile fiscale dei trattamenti, su base mensili e annua”.

Per il conguaglio di perequazione per l’anno 2019, invece, è stata calcolata la rivalutazione annuale delle pensioni per il 2019. Le “pensioni interessate sono state adeguate dalla mensilità di aprile 2019”, ovvero da quel mese viene decurtato l’importo direttamente sull’assegno. Invece, nel “periodo di giugno 2019 viene recuperata la differenza relativa al periodo gennaio-marzo 2019”. Il messaggio dell’Inps sottolinea anche che sul cedolino di pensione “vengono esposte anche le voci relative alle trattenute”, oltre che “la modalità di calcolo della riduzione delle pensioni di importo elevato”.