Pietro Tatarella pronto a candidarsi come sindaco di Milano: “Se il centrodestra mi appoggia, possiamo vincere”

Pietro Tatarella, ex consigliere comunale di Forza Italia, ha annunciato di essere pronto a candidarsi come sindaco di Milano per il centrodestra. Dopo essere stato fermo politicamente per sette anni, durante i quali è stato assolto dalle accuse emerse nell'ambito dell'inchiesta "Mensa dei poveri", Tatarella ha annunciato la sua volontà a candidarsi. Ha anche lanciato lo slogan della campagna, che è "Non lasceremo indietro nessuno".
Tatarella è stato per dieci anni consigliere comunale e per cinque consigliere di zona. Milanese, originario di Baggio, è stato esponente di Pdl e di Forza Italia. Poi, a maggio 2019, è stato arrestato (prima in carcere e poi ai domiciliari) per poi essere assolto con formula piena sia in primo che in secondo grado.
"La mia candidatura non è una rivalsa dopo quello che mi è successo. È solo un riprendere la mia attività politica da dove l'avevo interrotta", ha detto. Tatarella, quando è stato arrestato, era pronto ad approdare al parlamento europeo. E infatti ha affermato: "Quando facevo il consigliere comunale, ero stato uno dei più votati del centrodestra perché presi più di cinquemila preferenze e quando mi arrestarono a breve sarei entrato al parlamento europeo. Ricomincio da dove ho lasciato".
Ha poi affermato di aver sentito alcuni esponenti di Fratelli d'Italia e di altri partiti ("in modo personale", ha detto) e di aver avuto reazioni positive anche da Forza Italia e dalla Lega: "Io penso che se il centrodestra decide di fare sintesi sul mio nome, abbiamo ottime chance di tornare a governare la città. Spero che la decisione venga presa a breve".
In queste ultime settimane, sono poi emersi i nomi di altri possibili candidati. Tra questi Maurizio Lupi di Noi Moderati e Silvia Sardone per la Lega: "Con il massimo rispetto per Lupi, credo sia il momento per la città di avere un approccio diverso, con una candidatura generazionale diversa". "Il mio approccio non è quello della Sardone, non è quello di una destra estrema". E ha inoltre aggiunto che, qualora il centrodestra decidesse di svolgere le primarie, potrebbe raggiungere un grande risultato: "Nel 2016 ho battuto a preferenze sia Silvia Sardone che Maurizio Lupi".
Ha poi commentato la candidatura di Tiziana Siciliano, la pm in pensione, che ha deciso di sostenere Massimiliano Lisa: "Continua a fare politica: prima probabilmente la faceva dentro il palazzo di giustizia, oggi la fa esponendosi e candidandosi". Ha poi aggiunto che, con la sua esperienza, non si farebbe "dettare l'agenda dalla procura di Milano": "La Procura fa il proprio lavoro, il sindaco e la politica ne fanno un altro. È giusto dialogare e trovare correttivi alle norme urbanistiche, ma non possiamo sottoporre la politica alla Procura e al palazzo di giustizia".
Sul possibile candidato del centrosinistra, Pierfrancesco Majorino, ha specificato di poter rappresentare meglio lui, gli elettori di Azione e Italia Viva. Non sono poi mancati commenti su alcune inchieste giudiziarie che hanno coinvolto Milano e la giunta di centrosinistra. In particolare, l'inchiesta sull'urbanistica che per Tatarella "ha fatto scappare fondi".
"Il fatto di non avere norme certe, di costruire una casa e poi vedere la Procura che la sequestra, ha allontanato chi fino a oggi ha investito nella città. Bisognerà decidere quali sono le norme, perché non possiamo permetterci di far scappare gli investitori", ha aggiunto. Ha poi spiegato che il piano casa potrebbe dare una risposta a quella fetta di popolazione che ha bisogno di trovare un'abitazione a prezzi accessibili. In quindici anni di governo del centrosinistra a Milano, nonostante grandi eventi come Expo e Olimpiadi, non sarebbero state date risposte "ai tanti che vivono nei quartieri e ogni giorno combattono con queste piccole cose".
Ha poi definito sterile il confronto sul taser, che l'amministrazione ha fatto arrivare a Milano molti stranieri, di cui poi si è dimenticata affermando che ci sono molte famiglie che non parlano italiano e i cui figli non frequentano la scuola.