Agenti di polizia locale arrestati a Milano

Due degli agenti della polizia locale arrestati a Milano sono stati premiati da Regione Lombardia

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Immagine di repertorio
Due dei cinque agenti arrestati a Milano hanno ricevuto riconoscimenti dalla Regione Lombardia: si apre la polemica politica. Intanto, la Procura passa al vaglio i cellulari sequestrati.

"Gli agenti arrestati erano stati premiati da Regione Lombardia. Qualcuno spieghi come sia stato possibile". A parlare è Michele Albiani, consigliere comunale del Pd a Milano e presidente della Commissione Sicurezza, Coesione Sociale e Politiche della Notte, che è intervenuto dopo l'arresto di 5 agenti della polizia locale milanese per arresto illegale, peculato e falso ideologico. L'inchiesta è nata dopo la segnalazione di un avvocato, che difende un uomo arrestato dai cinque indagati il 16 luglio in un parcheggio a Corsico, in provincia di Milano.

La polemica sugli agenti premiati

Albiani ha puntato il dito proprio sui riconoscimenti ricevuti dagli agenti coinvolti nell'inchiesta. "L'agente già a giudizio per il pestaggio di Bruna all'epoca non fu sospeso e non fu adottato alcun provvedimento disciplinare. Sono fatti, non illazioni", ha esordito il consigliere, riferendosi all'agente a processo per il fermo di Bruna, la donna transgender che è stata picchiata a manganellate il 24 maggio 2023 a Milano quando era indifesa, in posizione di resa e con le mani alzate.

Secondo il consigliere dem, lo stesso agente sarebbe stato premiato due volte da Regione Lombardia, nel 2024 e nel 2025, quando era già sotto processo. "Un altro degli agenti arrestati ieri ha ricevuto lo stesso riconoscimento nel 2025, sempre da Regione Lombardia", ha aggiunto Albiani, chiedendo chiarimenti alla giunta regionale.

Per il presidente della Commissione Sicurezza, la questione non riguarda solo il caso giudiziario, ma anche il sistema di valutazione che ha portato all'assegnazione dei premi. "Qualcuno dovrebbe spiegare ai cittadini e alle cittadine, e a tutti gli agenti e ufficiali che portano quella divisa con onore e dedizione, come sia stato possibile", ha rincarato, chiamando direttamente in causa la Regione e il centrodestra, accusati da Albiani di dover chiarire criteri e controlli alla base dei riconoscimenti assegnati agli agenti coinvolti.

Le indagini

Intanto sul fronte giudiziario proseguono gli accertamenti della procura di Milano. Gli investigatori analizzeranno i telefoni sequestrati ai cinque agenti arrestati ieri, giovedì 6 agosto, tra cui la commissaria Ilenja Sabato e quattro suoi sottoposti – gli agenti Mattia Rignanese e Denni Dileo, il sovraintendente Vincenzo Compagnone e l'agente scelto Rosario Piscopo – per verificare la presenza di ulteriori elementi rispetto all'ipotesi accusatoria.

Gli inquirenti stanno valutando, infatti, se l'episodio contestato, relativo all'arresto di un presunto spacciatore al quale sarebbero spariti anche 1.450 euro, possa non essere un caso isolato. Nell'ordinanza del gip Elio Sparacino vengono già citati altri due episodi sospetti con arresti ritenuti irregolari e verbali che sarebbero stati falsificati. Secondo il giudice, le condotte contestate non sarebbero state "episodiche ed estemporanee", ma il frutto di una possibile organizzazione.

Gli interrogatori

Nel frattempo, uno degli agenti arrestati ha respinto le accuse durante l'interrogatorio di garanzia che si è tenuto oggi, venerdì 7 agosto, a San Vittore. Il suo legale, l'avvocato Pietro Stimolo, ha spiegato che il suo assistito "ha risposto alle domande del gip e del pubblico ministero" e ha fornito la propria versione dei fatti, contestando le accuse. Per il difensore, all'agente viene contestato soltanto l'episodio del 16 luglio e la richiesta è quella di una revoca della misura cautelare o, in alternativa, dei domiciliari.

Anche la commissaria della polizia locale di Milano Ilenja Sabato ha risposto alla domande del gip. "La nostra assistita ha risposto alle domande e ha chiarito la propria posizione", ha riferito l'avvocata Susanna Rita Marangoni. Alla domanda se fosse stata avanzata la richiesta di una misura alternativa al carcere la legale ha risposto "si, assolutamente". Sull'ipotesi dell'appropriazione dei 1.400 euro al pusher, contestata nell'inchiesta, la legale ha aggiunto che "non sono stati sottratti soldi". Sui tempi della decisione del gip, "speriamo il prima possibile, confidiamo che già domani arrivino le ordinanze", ha concluso.

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